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Trial - Motherless
01/09/2017
( 420 letture )
Quando ci apprestiamo ad ascoltare un gruppo di marca scandinava si ha sempre una certa curiosità, sarà perché i lavori provenienti dai paesi nordici difficilmente deludono e spesso si rivelano album degni di nota che rimarranno nella storia del metal: non fanno certo eccezione gli svedesi Trial. Magari al primo ascolto, questo album, uscito sotto l’etichetta Metal Blade Records potrebbe sembrare un po’ confusionario e con tante idee buttate tutte insieme nel calderone in modo disordinato, invece non sarà così; bisognerà ascoltarlo a fondo e ben concentrati, non è un disco che si inserisce nello stereo della propria macchina e lo si ascolta in modo superficiale con le tracce che dopo alcuni accenni rimangono bene impresse nella memoria e vengono fischiettate successivamente. Motherless, terza fatica del quintetto di Trollhättan è sicuramente il disco di consacrazione, successivo a The Primordial Temple e Vessel. Con un inizio tutt’altro che facile dopo la loro formazione nel duemilasette, come dichiarato dai componenti della band in alcune interviste, i Trial sembra che abbiano trovato una propria identità e ascoltando l’ultimo lavoro pare che le idee espresse siano ben chiare.

Non può assolutamente sfuggire il fatto che sicuramente la tecnica la fa da padrone ed è incontrastabilmente il marchio di fabbrica dei cinque ragazzi svedesi, sottolineando però, cosa molto importante, che anche la fantasia non manca e non si tratta di un full-lenght noioso, impastato solo di riff in sequenza per mettere in mostra le proprie doti, fatto che ormai si verifica nei lavori di tanti artisti lasciando alla fine dell’ascolto tanta ammirazione ma poche emozioni. Si inizia con la title-track che presenta l’album nel migliore dei modi: grande architettura dei riff, poche ripetizioni, voce bella acuta; le tracce che seguiranno ossia In Empyrean Labour e Cold Comes the Night (probabilmente la più bella) mantengono la linea di Motherless, inserendo anche dei veloci stop and go, assoli rapidi e mai banali e riff in puro stile heavy fino ad arrivare a Juxtaposed, prima traccia lenta, meno ritmata ma eseguita con una pulizia vocale e strumentale veramente di alto livello; bellissimo l’arpeggio iniziale di chitarra e la successiva entrata in scena del singer che ne impreziosisce il tutto con un contorno di parti strumentali originali e variegate. Da qui in poi il minutaggio delle tracce aumenta arrivando alla complessa e ben riuscita Embodiment che viaggia al di sopra dei nove minuti, introdotta da Birth e chiusa, come l’album stesso, da Rebirth. Le ultime due tracce citate durano più di sei minuti ciascuna e vanno fuori dagli schemi heavy che la band ha mostrato fino ad adesso, inserendo arpeggi, voci orchestrali e una struttura dei pezzi molto più morbida.

La produzione e il mixaggio del disco sono assolutamente di buonissima fattura e, lasciando nulla al caso, danno la percezione di voler tirar fuori il meglio da ogni strumento. Non servono molti ascolti per percepire all’interno dell’intero lavoro l’influenza di King Diamond e dei Mercyful Fate, ma non potrebbe essere altrimenti, essendo il "Re", una figura importantissima per il metal mondiale, figuriamoci quando si parla di band che arrivano dal suo stesso territorio. Potremmo accostare i Trial anche ai loro connazionali Ram mentre uscendo dalla penisola scandinava ci potrebbero tornare alla mente i grandissimi Satan, per struttura e complessità dei brani; certo, i Trial devono ancora dimostrare di essere al livello delle band sopra citate ma siamo sulla strada giusta e se il risultato è quello che abbiamo appena ascoltato ne risentiremo parlare in futuro, sicuramente.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Tatore77
Domenica 10 Settembre 2017, 14.58.44
2
Molto buono
Slow
Domenica 3 Settembre 2017, 11.34.29
1
Per la cronaca hanno aggiunto (SWE) al nome (è nel pallino della i). Gran bel disco.
INFORMAZIONI
2017
Metal Blade Records
Heavy/Prog
Tracklist
1. Motherless
2. In Empyrean Labour
3. Cold Comes the Night
4. Juxtaposed
5. Aligerous Architect
6. Birth
7. Enbodiment
8. Rebirth
Line Up
Linus Johansson (Voce)
Alexander Ellstrom (Chitarra)
Andreas Johnsson (Chitarra)
Andreas Olsson (Basso)
Martin Svensson (Batteria)
 
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