Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
La band
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

28/09/17
DROPSHARD
Paper Man

29/09/17
VANISH
The Insanity Abstract

29/09/17
CITIES OF MARS
Temporal Rifts

29/09/17
NARBELETH
Indomitvs

29/09/17
HORRIFIED
Allure of the Fallen

29/09/17
ACT OF DEFIANCE
Old Scars, New Wounds

29/09/17
RADIO MOSCOW
New Beginnings

29/09/17
PRIMUS
The Desaturating Seven

29/09/17
NOCTURNAL RITES
Phoenix

29/09/17
KADAVAR (GER)
Rough Times

CONCERTI

24/09/17
PAPA ROACH + FRANK CARTER & THE RATTLESNAKES
ALCATRAZ - MILANO

24/09/17
EVERGREY + NEED + SUBLIMINAL FEAR
LEGEND CLUB - MILANO

24/09/17
ALAZKA + IMMINENCE + ACROSS THE ATLANTIC
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

29/09/17
ARCHGOAT + BOLZER + SVARTIDAUDI
ARCI TITTY TWISTER - PARMA

30/09/17
ARCANE ROOTS + TOSKA
LEGEND CLUB - MILANO

30/09/17
CANDLEMASS + GUESTS
CROSSROADS LIVE CLUB - ROMA

30/09/17
HAUNTED + NECROSPELL
ZOOM MUSIC CLUB - MARCELLINARA (CZ)

30/09/17
ONELEGMAN + SEXPERIENCE
GASOLINE ROAD BAR - LENTIGIONE (RE)

30/09/17
DEATH METAL NIGHT
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

01/10/17
WINTERSUN + WHISPERED + BLACK THERAPY
ZONA ROVERI - BOLOGNA

Paradise Lost - Medusa
01/09/2017
( 3863 letture )
Feeling so alive in this hopeless dream.

Se si dovesse ricercare un minimo comune denominatore in quasi tutte le nostre esistenze non sarebbe così errato individuarlo nei sogni senza speranza... in fondo ne abbiamo tutti no? Un lavoro soddisfacente (o perlomeno sicuro), la serenità economica (o quella mentale almeno), il trovare il compagno/compagna “ideale” oppure -per chi si accontenta di poco- un periodo in cui la vita, il karma o il destino (scegliete la versione che più vi aggrada) non decidano di utilizzarci come un punching ball improvvisato solo perché era troppo tempo che non succedeva nulla di male. Traguardi impossibili ovviamente. Eppure, fateci caso, i periodi in cui ci accaniamo nel voler cercare a tutti i costi di coronare questi sogni tanto folli, sono spesso tra i più densi ed emotivi che ci possa capitare di attraversare. Sarà forse vera quella vecchia storiella per cui non conta la destinazione ma il modo in cui la raggiungi? Probabilmente no, specie visto che in questo caso si rimane con la gomma a terra o il volo cancellato, però quell'accanimento nel cercare di raggiungere un obiettivo impossibile e quella testardaggine che non tiene conto della realtà sono spesso un ottimo modo per sentirsi vivi. Soprattutto se si accetta che la vita sia anche sofferenza.

Ma contestualizziamo.
Quando si parla dell'accostamento tra musica metal e sofferenza, diventa piuttosto difficile non tirare in ballo quattro distinti signori provenienti dallo Yorkshire, massì avete capito, quelli lì che tra pochi mesi festeggeranno il loro trentesimo anno di carriera. Quei quattro fan di Milton che hanno tracciato le basi di un genere, e che -tutt'oggi- continuano a dare lezioni alle nuove leve con una naturalezza disarmante. Ci si aspetta sempre tantissimo dai Paradise Lost, che si apprezzi di più la loro prima e storica fase gothic/doom/death, quella darkwave/synthpop di One Second o Host, o quella attuale di ritorno al passato iniziata con In Requiem. Comunque la si guardi, ci sarà sempre un'asticella altissima ad attenderli al varco, ma loro -come dei novelli Fosbury- la salteranno sempre con una facilità impressionante.
Dopo un disco come quel The Plague Within che recuperava ancora di più quelle lontane radici doom/death, era lecito attendersi che Medusa non solo riuscisse a reggere il confronto con il suo predecessore, ma anche che si inserisse con coerenza in una fase di carriera costellata di capolavori (Tragic Idol, Faith Divide Us, Death Unite Us).

La risposta della band?
Semplice e diretta: otto minuti di opener (Fearless Sky), che sembrano soltanto dire: “Bambini, venite qui, sedetevi in cerchio e ascoltate come si scrive uno di quei brani che obbligherebbero l'onnipotente in “persona” a scendere “giù” a chiedere a tutti quanti di tornare immantinente in Paradiso, con buona pace di San Pietro al cancello”.
Si parte con un innocente momento di synth, che sembra messo lì apposta solo per esaltare il contrasto creato dall'ingresso delle chitarre. Tre, due, uno e via con un riffing così lento, claustrofobico e grave delle sette corde di Greg e Aaron che viene da chiedersi che razza di corde debba montare il basso di Stephen per accordarsi di conseguenza. Da lì è un attimo: si materializzano pezzo per pezzo tutti gli elementi del sound dei quattro di Halifax, arpeggi lancinanti, assoli (arricchiti dalla giusta dose di wah wah) e un basso profondo e monolitico. Il tutto mentre il buon Nick dà il via alle danze con un growling sepolcrale che rimarrà uno dei punti cardine dell'intero disco, ma in fondo, non ci accorgiamo certo oggi che i Bloodbath avessero contribuito a fargli tornare l'abitudine. Due elementi si notano da subito: la preponderanza delle linee vocali harsh di Holmes rispetto alle clean (tendenza che verrà invertita solo nella titletrack) e la cura dei suoni di chitarra e basso che sono stati resi ancora più pesanti rispetto al passato, con una scelta delle distorsioni (anche al basso), che riporta veramente nel passato, con un suono fuzzy e sporco veramente ben contestualizzato che valorizza un approccio chitarristico assolutamente centrale per quest'album, comprovato anche dall'enorme varietà di riff utilizzati.
Dietro alle pelli non troviamo invece più Adrian Erlandsson ma il giovanissimo (classe 1994) finlandese Waltteri Väyrynen (già session man per Moonsorrow e Týr), che da tempo segue il gruppo dal vivo ed è ormai membro fisso dei Vallenfyre, con cui ha registrato l'ultimo Fear Those Who Fear Him. La sua prova non risente affatto della gioventù (molto relativa vista l'esperienza) e dimostra una perizia tecnica notevole, sia nell'esecuzione, pulita e chirurgica, con il plus che il tipo di ripresa utilizzato non permette poi chissà quali aiuti dalla post produzione. Dove però Väyrynen eccelle è nel gestire con la giusta varietà di arrangiamenti delle ritmiche molto dilatate, che spesso possono mettere in difficoltà batteristi abituati a lavorare a bpm ben più elevati, qui però ben gestite tra usi creativi dei piatti, filler mai uguali uno all'altro con i tom e un approccio alla doppia cassa solido e concreto, insomma, nessun rimpianto per la perdita del più blasonato Erlandsson.

Al di là della già citata Fearless Sky, sono diversi gli elementi notevoli sparsi in giro per le otto tracce (è un disco breve, appena quarantadue minuti). In From the Gallows troviamo una delle prove più solide di Stephen al basso, con ritmiche sostenutissime che prendono il volo proprio grazie al punch del suo cinque corde distorto. The Longest Winter contiene uno dei ritornelli più riusciti dell'intero lotto, oltre a degli arpeggi decisamente ben fatti. C'è poi la titletrack, che rimane marchiata dalla magnifica interpretazione di Nick, che tramite un uso oculato del pulito riesce a fornire delle sfumature che permettono la perfetta riuscita di un brano in cui anche Mackintosh si diverte non poco con le parti soliste.
No Passage for the Dead è invece il manifesto della parte death dell'anima dei Paradise Lost (un po' come fu Beneath Broken Earth in The Plague Within), con riff monolitici e un growling veramente senza pietà.
A conti fatti, sono davvero pochi i brani in questo disco che non si facciano riconoscere per un elemento più o meno particolare e ciò è decisamente un punto a favore di Medusa.

Se la qualità dei dischi dei Paradise Lost è sempre rimasta piuttosto costante, lo stesso non si può dire delle produzioni, che hanno in certi -per fortuna rari- casi penalizzato non poco i contenuti artistici. In questo caso però il lavoro di Jaime Gómez Arellano agli Orgone Studios è stato magistrale. Suoni timbricamente old school ma senza mai risultare confusionari, batteria con personalità e ripresa in modo da lasciare tanta “room” intorno (con relativo riverbero naturale). Basse frequenze ordinate, nonostante un basso distorto che però non entra minimamente in conflitto con un solido corpo della cassa al margine più grave dello spettro audio e in generale altri elementi che dimostrano il lavoro chirurgico in fase di mix, che ha comunque rispettato tutte le timbriche, dal piatto alla voce. C'è anche una discreta gamma dinamica, tutto sommato gradevole anche per un disco così pesante, specie visto che in passato erano capitati mastering molto più invasivi anche in dischi più leggeri e che avrebbero ancora più beneficiato di compressioni minori.

Che dire per riassumere?
Medusa è un lavoro di altissimo livello, in linea con la fama e con le capacità dei musicisti che l'hanno composto e registrato. Contiene delle autentiche perle (Fearless Sky, The Longest Winter o la titletrack), degli ottimi pezzi (Blood & Chaos,From the Gallows) e altri forse leggermente meno ispirati (Gods of Ancient). È sempre molto difficile -in generale- fare delle classifiche tra album, specie quando ci si attesta su livelli così alti, ma -facendo una media del valore dei singoli brani- l'ultimo nato di casa Paradise Lost potrebbe forse risultare più “indietro” rispetto a dischi come The Plague Within o a Tragic Idol (con cui però è già meno comparabile), forse anche per via di un certo sbilanciamento tra le tipologie di voci utilizzate. Non che il growling di Nick sia in qualche modo criticabile, anzi, ma la maturità della sua voce pulita è spesso risultata l'arma vincente per far esplodere determinati ritornelli o risaltare certi momenti più melodici dei brani e ciò posto sarebbe stato interessante sentirla maggiormente.
Resta però prevedibile come le opinioni saranno molte e diverse riguardo a questi dettagli, ragion per cui è forse più importante sottolineare il valore di Medusa e reiterare l'invito ad ascoltare e godere dell'ennesimo capitolo di uno dei gruppi più importanti della musica metal tutta.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
82.51 su 72 voti [ VOTA]
migmig
Domenica 17 Settembre 2017, 14.17.56
83
a me nn piace mica tanto
AkiraFudo
Giovedì 14 Settembre 2017, 9.10.34
82
@klostri come sempre è più che altro questione di gusti e preferenze... io di canzoni belle ne trovo parecchie, anzi direi che non ne trovo di brutte negli ultimi dischi...
ObscureSolstice
Giovedì 14 Settembre 2017, 1.44.57
81
Non è un death soltanto death, ci sono varie mescolanze di melodie come il doom e le atmosfere gothic, sebbene hanno aumentato la linfa estrema indurendo i suoni quindi quelle che primeggiano sono il doom/death. Gran belle atmosfere dure e massiccie...peccato che state a sottolineare solo il growl quando le linee musicali sono devo dire molto belle, io l'ho già ascoltato varie volte, il disco come valutazione è giusta. Gran bel lavoro. Ma come qualcuno ha detto che non tollera il death metal come InvictuSteele, è per quello che non può apprezzare come si deve questo lavoro per la voce distorta, anche se ha ammesso che gli sta piacendo molto nonostante tutto. Chi l'ha detto che il growl deve essere a sprazzi, se il disco è più estremo essenzialmente deve aumentare anche le vocalist più estremizzate, mi sembra logico. A me va bene così. Per niente monotono. Rimangono sempre il massimale di ringiovanimento del genere i Paradise Lost, discografia eccelsa di fasi diverse tra più morbide e aggressive dove prendi sempre bene. Stanno rivivendo una seconda giovinezza. @galilee commento 77: i Therion sono conosciuti come band symphonic ora, ma agli esordi facevano death metal al 100% e che death metal... Of Darkness...Beyond Sanctorum...
InvictuSteele
Mercoledì 13 Settembre 2017, 19.52.39
80
Invece secondo il mio modestissimo parere è proprio l'eccessivo utilizzo del growl ad abbassare il voto. I Paradise Lost sono gothic metal, nella sua forma più generica, non Death, e allora penso che la voce pulita riesca a dare quella melodia decadente in più ai singoli pezzi e a renderli meno monotoni. Sto rivivendo la stessa frustrazione che mi prese con Night Eternal e Memorial dei Moonspell, due dischi che avevano grandi pezzi ma che alla fine mi rompevano perché Ribeiro cantava solo in growl. Ecco, con l'alternanza del pulito secondo me Medusa sarebbe stato migliore. Tutto qui. Non vado a commentare le recensioni dei gruppi Death lamentandomi del troppo growl, io giudico i PL in base al gothic, in quanto rappresentanti del genere gothic. Questi di Death hanno solo il retaggio, così come My Dying Bride, Moonspell e tutte le altre band gothic doom. Mi spiego? Comunque la colpa non è certo della band, ha optato per una maggiore presenza Death e per una produzione più fangosa (che io trovo splendida, molto sludge), è una loro scelta, magari così recuperano molti vecchi fan appassionati di Death. Io, essendo un grandissimo appassionato di gothic e pochissimo di Death, sono rimasto spiazzato.Gradire un piccolo passo indietro sul prossimo lavoro.
klostridiumtetani
Mercoledì 13 Settembre 2017, 18.03.44
79
Infatti non è colpa della band. Ma a me non piacciono comunque. Non è questione di growl o pulito, è solo mancanza di buone canzoni. Purtroppo sono anni che secondo me si sono accartocciati su loro stessi pensando di fare il botto con un drastico cambio di stile (facendo il classico buco nell'acqua) , per poi accorgersi che l' unica cosa che li poteva far sopravvivere era ritornare a sonorità più "antiche". Anche in questo caso però non si sono sforzati troppo nel delineare una progressione artistica da dove avevano lasciato, e il risultato lo trovo deludente.
AkiraFudo
Mercoledì 13 Settembre 2017, 17.28.24
78
...secondo me si sta mancando clamorosamente il punto del discorso; cosa c'entra quanto e come abbiano utilizzato il growl?? La band voleva ottenere un'atmosfera ben precisa in questo lavoro, differente da quella dei dischi precedenti, e l'utilizzo maggiore del growl è assolutamente idoneo e funzionale agli intenti, raggiunti pienamente a parer mio. Se poi non vi piacciono queste atmosfere, meno gothic e più doom/death, va benissimo, ma non è certo colpa della band...
galilee
Mercoledì 13 Settembre 2017, 17.04.48
77
Growl caratteristica dei PL? Come dire che i therion fan Death metal.
Rob Fleming
Mercoledì 13 Settembre 2017, 15.58.16
76
Io a parte l'esordio li ho tutti e non posso che dare ragione a chi afferma che il growl è stato utilizzato sino a "Shades" (è ovviamente negli ultimi due di cui The plague è tra i più belli della loro carriera) a meno di non volere sostenere che fosse presente anche in Icon e Draconian Times. Nel caso allora anche Tom Waits e Lemmy andrebbero etichettati come growlers (eh?!?). Io lo sto ancora aspettando e mi limito agli ascolti su Spotify che non è la stessa cosa, ma mi sento di essere in linea con Invictusteele
InvictuSteele
Mercoledì 13 Settembre 2017, 15.48.05
75
ahahahah manco io lo sento da Icon a Tragic Idol, ben 20 anni tra l'uno e l'altro e dieci album. Mah
Tiradipiunpelodifiken
Mercoledì 13 Settembre 2017, 15.17.52
74
E come no...allora sarò io che dal 1993 al 2012 non l'ho mai sentito nei loro dischi il growl, li ascolterò meglio ahahahahahahah
Buried Alive
Mercoledì 13 Settembre 2017, 14.04.26
73
Ma cosa dite? Il growl marginale nei PL? Più o meno pronunciato, più o meno alternato al pulito, è molto più presente che "solo nei primi tre dischi e poi ripreso solo in The Plague Within". Che poi ci sia più all'inizio e negli ultimi dischi (non solo Plague) è vero, ma quasi stupirsi che in Medusa sia preponderante è sbagliato, non è mica una novità di oggi.
tiradipiunpelodifiken
Martedì 12 Settembre 2017, 13.13.28
72
Si, anche io concordo con galilee, al netto della bravura di tutti i gruppi citati (sptt Moonspell a mio gusto), i PL hanno più "canzoni" vincenti e belle, draconian times docet, capolavoro assoluto per me! Rimane comunque il fatto che in questo album a mio parere proprio queste gran belle canzoni latitano un po!
galilee
Martedì 12 Settembre 2017, 12.59.22
71
Secondo il mio parere è proprio il contrario. I paradise lost hanno il songwriting dalla loro rispetto a Moonspell, MDB etc..che sono più progressivi ma meno bravi a scrivere canzoni.
InvictuSteele
Martedì 12 Settembre 2017, 12.01.18
70
Ma i PL non hanno mai brillato nel songwriting, sono sempre rimasti essenziali, non hanno la poesia decadente di My Dying Bride o Moonspell, che sono fenomeni assoluti, ma sono scontento più per le canzoni che per i testi. From the gallows, Gods of ancient e Passage from the dead non mi fanno impazzire, le trovo noiose, ed è tanto in disco di otto pezzi. Fearless Sky è un capolavoro, ma forse è l'unico che si può definire tale, mentre in The Plague Within mi faceva impazzire ogni traccia, con almeno 3-4 miracoli, e inoltre era più eterogeneo, qui invece l'album è proprio quadrato e quasi privo di melodia. Sicuro è un ottimo lavoro, ma forse avevo aspettative enormi dopo i capolavori precedenti. Magari visto da un punto di vista prettamente Death risulta un'opera stupenda, ma io non ascolto Death classico e perciò lo apprezzo fino a un certo punto.
tiradipiunpelodifiken
Martedì 12 Settembre 2017, 11.29.14
69
Cmq @Invictusteele so che li adori, ma a mio parere al di la del growl (apprezzabile o meno) il punto sta come sempre nel songwriting, e a mio parere i pezzi bomba sono molti di meno che nei dischi precedenti, è un disco discreto
tiradipiunpelodifiken
Martedì 12 Settembre 2017, 11.26.29
68
Appunto, "hanno sempre proposto il cantato in growl", ma dove??? In 5 dischi su 15...direi che hanno SEMPRE proposto il cantato in pulito tranne nei primi due/tre dischi, non spariamo cose a caso ragassuoli daaaaaaai, dite che vi piace e bona, chi non apprezza il growl ha diritto di dirlo, dato che i paradise sono stati col cantato in clean per molto più tempo, e con questo hanno raggiunto il successo pure
Doom
Martedì 12 Settembre 2017, 11.21.05
67
Meno male che ancora qualcuno se lo ricorda da dove vengono i PL. Che poi tra l'altro il periodo centrale fino a One Second non è dispiaciuto neanche a me. Ma i Pl che mi piacciono di più sono dagli inizi fino a Draconian per poi riprendere da In Requiem in poi. Nel frattempo ho finito di assimilarlo, grande album. 8,5. Quoto pure Enry al 53. Ciao.
InvictuSteele
Martedì 12 Settembre 2017, 11.18.35
66
Bé ragazzi, io mi posiziono al centro, chi dice che il growl nei Paradise Lost è essenziale dice una cosa errata, perché il growl lo hanno solo i primi 3 album della band e poi è stato ripreso dopo più di venti anni con The Plague Within. Tutti gli altri dischi, e sono davvero tanti, mi sembra undici, non fanno utilizzo del growl, e questo perché i Paradise Lost sono una band gothic essenzialmente, e non una band Death, anche se il retaggio è quello lì come in tutte le band gotiche inglesi. Detto ciò, sono una delle mie band preferite, ma troppo growl a me annoia, così come annoiavano i primi 3 album della band. The Plague Within era un vero capolavoro perché alternava bene le due voci e mi era piaciuto tantissimo questo ritorno alle origini con voce growl in molte parti, ma credo che in Medusa ce ne sia troppo (PER I MIEI GUSTI, lo sottolineo). Speravo in un The Plague parte II e invece trovo questo album ottimo ma molto meno ispirato. Su otto brani me ne piacciono la metà, ovvero quelli che fanno uso della voce pulita in alcune parti, mentre quelli tirati e cantati tutti in growl mi annoiano. Lo sto fondendo sti giorni, ma sento che manca qualcosa che i precedenti avevano, senza contare che avrebbero potuto inserire le due tracce bonus, che sono belle e più in linea con i miei gusti, nel disco standard, facendo salire il voto. Questa volta non grido al capolavoro come ho fatto con i dischi precedente, da In Requiem in poi. Peccato. Voto definito 76
Buried Alive
Martedì 12 Settembre 2017, 9.28.09
65
Ha ragione perfettamente AkiraFudo, solo che va precisato come i PL suonano death doom, genere che in pratica hanno inventato insieme ad altri pochi gruppi. Questo anche per rispondere a Metal Shock che "si lamenta" del growl: tralasciando i dischi della parte fin'ora centrale della loro carriera, hanno sempre proposto il cantato in growl, alternato al pulito ma tendenzialmente dominante. Lo stesso concetto l'ho espresso in commenti precedenti e AkiraFudo lo ribadisce bene: "se non vi piacciono queste atmosfere dedicatevi ad altro senza avere la pretesa che il problema risieda nella band, che interpreta benissimo il genere"
Metal Shock
Martedì 12 Settembre 2017, 9.20.57
64
@Obscure: "il growl deve trasmettere emozioni profonde e oscure, il decadimento": come dice Invictusteele qui stiamo parlando di doom, musica che è nata con la voce pulita mica col growl e proprio decine di voci pulite che trasmettevano ed ancora fanno oggi, profonde emozioni ed il decadimento sono il massimo per questo genere, non di certo l'uso del growl. Mai sentito Aaron come canta in modo emozionante in The Angel and the Dark River, uno dei migliori dischi di doom per il sottoscritto?? A me i Paradise Lost col il growl non piacevano all'inizio e non piacciono adesso, per me Holmes con la voce pulita sa trasmettere molte più emozioni e decadimento che con stò growl piuttosto piatto ed anonimo. Ti piace così ascoltatelo!!!
AkiraFudo
Martedì 12 Settembre 2017, 9.05.59
63
Quoto il commento #60 di Obscure... si tratta del solito grande disco a cui ci abituato questa band, che ha il merito di non pubblicare mai due lavori identici... questo è un disco di DOOM, essenziale, diretto ed estremamente decadente, e questo risultato è stato ottenuto anche grazie all'uso massiccio dell'ottimo growl di Nick... Lo dico senza vena polemica, ma se non vi piacciono queste atmosfere dedicatevi ad altro senza avere la pretesa che il problema risieda nella band, che interpreta benissimo il genere, le cui caratteristiche non sono mai state - ne mai saranno - vivacità e atmosfere radiose e allegre. Tornando al disco, è falso affermare che si tratti sempre delle stesse cose, come affermato da qualcuno: Medusa è appunto molto più essenziale dei dischi precedenti, sia nel songwriting che nei suoni; la cosa è ovviamente voluta ed è coerente con i gusti attuali dei membri della band, come peraltro risulta dai vari progetti personali, e dona al sound del gruppo una sfumatura che mancava dai primi dischi. Grandissimi!
InvictuSteele
Domenica 10 Settembre 2017, 15.27.41
62
@Obscure però va detto che qui parliamo di gothic doom con retaggi Death e non di Death metal puro, perciò ci sta che non piaccia il growl. A me ad esempio, che non ascolto death e anzi nemmeno lo apprezzo, tranne qualcosa di melodic Death, il growl dopo un po stufa, mi piace molto quando e' alternato col pulito e non è troppo invadente. In Medusa credo ci sia troppo growl per i miei gusti, cosa che invece nel precedente era più bilanciato. Non sono un profano, visto che le.mie band goth preferite sono appunto Paradise Lost, My dying bride, Moonspell e Novembre, ossia gente che il growl lo ha sempre inserito, ma io penso che il growl debba servire per rafforzare un momento, che so, magari scatenarsi nel refrain, ma un tutti pezzi cantati sempre in growl mi annoiano. In Medusa di pulito c'è poco, tranne nella bellissima titletrack e nei due singoli. Comunque bel disco, mi sta piacendo molto.
Sub zero
Domenica 10 Settembre 2017, 8.07.37
61
Mi hanno un Po stufato. Sempre le stesse cose
ObscureSolstice
Sabato 9 Settembre 2017, 22.50.25
60
A me sembra che la voce pulita ci sia eccome...Al prossimo disco voglio tutto un disco interamente con voce growl ahah togliamo il narratore. Di solito non apprezzo l'altalenarsi di voci se non fatte bene ma Holmes è bravo in ambedue, dai bassi tenebrosi in pulita a quella growl che dà perfettamente il fatto suo. Sembra una faida, chi sta dalla parte della prima parte discografica e chi sta a difendere l'ultima. E chi non non sta da nessuna parte ma se la gode tutta interamente anche quest'ultima parte. A me piace sia l'una che l'altra. Sia quella più che è l'istituzione del gothic e sia quella più doom/death... E non mi dispiace questa fase, oltre il fatto che ne sono un appassionato di death metal e il grezzume decadimento mi va strabene. E' inutile andare in una recensione death e dire non mi piace il growl e la musica nemmeno mi piace perchè tanto non la capisco e quello non è un modo di cantare, non fa per me, etc etc... Ti credo..se non ti piace e non la capisci cosa commenti a fare??? Eh?? E' come se io vado a commentare un disco hardcore, ma se io non sono esperto di hardcore cosa commento a fare che non va bene questo e quello?? Quindi non ci metto neanche becco. Che poi...nel settore doom/death....My Dying Bride, i primi Katatonia, i primi Anathema, i Novembers Doom, Mourning Beloveth, Saturnus, i primi Amorphis...maddai, maddai (cit.)... Per chi non gli piace il growl @Metal Shock commento 16: senti un pò Pinturicchio, inanzitutto il growl deve trasmettere emozioni profonde e oscure, il decadimento, proprio lo stile ne caratterizza la voce gutturale, distorcerla in questo modo, c'è chi lo fa meglio di altri, ognuno lo fa in modo diverso e c'è chi lo fa meglio e riesce a caratterizzare il suo stile in modo distinguibile da altri nel contesto estremo. L'intenzione non è saper cantare o essere tecnicamente pavarotti del vero canto, ovvio che la voce pulita è il vero e proprio canto, ma il growl è un approccio che deve comportare e immedesimarsi in un animale feroce e sanguinario, quindi d'altro canto se già non riesci ad apprezzarla è inutile anche parlare della parte musicale che deve trascinare in lentezza e pesantezza senza tralasciare la vena melodica che questo disco ne caratterizza molti cambi non da poco con riff taglienti, dove le tematiche è inutile dire che non le apprezzi di sicuro. Eh che vuoi farei, ognuno ha i suoi limiti...Paolo Limiti sapeva un botto di musica, credo anche di metal
Pacino
Sabato 9 Settembre 2017, 22.44.20
59
altro centro per i Paradise Lost, ancora più stremo del precedente, che però era un poco migliore, anche se il giudizio nel tempo può cambiare. Un andamento asfissiante che qualcuno potrebbe trovare eccessivo e noiosetto, non ha me. Voto 74
Buried Alive
Sabato 9 Settembre 2017, 19.18.27
58
Marco75 sei il classico esempio di uomo limitato. Perchè non potrebbe, come in effetti è, che mi piacciano sia Medusa che Draconian? Quindi non mi possono piacere Marduk e Police, Bathory e Hellacopters, Iron Maiden e Mayhem? Non c'è nessuna contraddizione, il tuo è un modo di ragionare becero. Che poi a te rompa i maroni Medusa non vuol dire proprio niente sulla qualità del disco: si vede che oltre a Draconian Times e Icon non puoi andare.
InvictuSteele
Sabato 9 Settembre 2017, 16.05.27
57
Ok, allora apprezzo più questo che Gothic che ho sempre reputato acerbo, importantissimo per la scena gotica ma sempre acerbo lo reputo.
nonchalance
Sabato 9 Settembre 2017, 15.09.49
56
"dovrebbe avere l'onore di affermare"..?! O.o E, se, invece, apprezzassi sia questo che "Shades of God" potrei cavarmela?
Marco75
Sabato 9 Settembre 2017, 14.55.54
55
A chi piace sto cazzo di disco dovrebbe avere l'onore di affermare di buttare nel cesso capolavori come gothic, draconian e icon. Altrimenti è una contraddizione, non puoi amare l'uno e l'altro. Ma dai caspita ma si capisce al volo..dopo due note suonate hanno già rotto i maroni
InvictuSteele
Sabato 9 Settembre 2017, 13.21.51
54
Lo ascolto da giorni, confermo le prime impressioni, si tratta di un grandissimo album, anche se resto dell'idea che avrei preferito maggiori interventi vocali puliti come nel capolavoro assoluto The Plague Within (voto 90). Va detto che i Paradise Lost sono in forma e ispirati come quando erano pischelli e Medusa è un discone, anche se rosico che abbiano messo due bellissime tracce (più in linea con i miei gusti perche bilanciano voci pulite e growl) nella limited edition, quando sarebbero state perfette anche nella versione standard. Voto 80
enry
Sabato 9 Settembre 2017, 6.28.49
53
Altro centro pieno per una band che da Faith sta vivendo un periodo di ispirazione a dir poco notevole. Il clamoroso The Plague Within per me resta un gradino sopra ma a questi livelli poco importa...Per dirla in numeri 85. PS. IO, la tua 'osservazione-provocazione' effettivamente ci sta tutta, personalmente non li considero brutti dischi ma li colloco nella parte bassa della loro discografia.
IO
Venerdì 8 Settembre 2017, 20.37.06
52
ai tempi di one second (quando scimmiottavano i depeche) si parlava di evoluzione, tutti fighetti, raffinati, critici intenditori di sto cazzo! e adesso? si sono involuti??? ahahahah
draKe
Giovedì 7 Settembre 2017, 9.06.51
51
trasformazione completata!...i PL sono tornati a suonare il grezzo doom/gothic degli inizi, ed è logico trovarsi spiazzati dinnanzi a questo radicale cambio stilistico. Inevitabilmente, dunque, chi ha amato il gothic alla "draconian t." o alla "tragic idol" torcerà il naso, così chi ha amato i dischi più "sperimentali" (Host, symol of life); il punto è che, nonostante la scottatura per il "tradimento" che queste persone sentono, bisogna valutare "medusa" per quello che è e non per quello che avremmo voluto che fosse (cosa che vale per molti altri gruppi che osano spostare la loro proposta su diversi lidi nel corso della loro carriera); per carità, ci sta che ognuno esprima il proprio rammarico ed esterni la propria delusione, ma non bisogna confonderla con il valore oggettivo della proposta di questo disco. Personalmente sono contento di questa svolta ma non mi sbilancio ancora in un giudizio, ho bisogno di tempo per sentirlo ed assimilarlo. Ciò che già ora mi incuriosisce sapere è dove andranno a parare i PL con il prossimo disco e se la scelta sarà dettata da limiti fisici (la voce di Holmes che fatica sul pulito, ma chissà se non si deteriorerà ulteriormente con il growl!!) o dal bisogno di suonare qualcos'altro che non sia metal estremo visti anche i progetti death paralleli di Holmes e Mackintosh (non faranno indigestione?)...ne vedremo delle belle!!
verginella superporcella
Mercoledì 6 Settembre 2017, 18.27.51
50
credo sia un disco di difficile assimilazione, di quelli che crescono esponenzialmente nei mesi e negli ascolti. unica cosa che forse manca e' qualche passaggio piu' arioso con voce pulita. ma credo sia uno di quei dischi che verranno osannato negli anni, e non nell immediato.
Pinco Pallino
Mercoledì 6 Settembre 2017, 15.58.25
49
Musicalmente molto valido, peccato per il growl di Holmes che personalmente trovo inespressivo. Gli ultimi 2 album, secondo me, possono essere ritrenuti commerciali al contrario del tanto criticato (a torto) Host. Voto 70
InvictuSteele
Mercoledì 6 Settembre 2017, 15.04.38
48
Lo sto ascoltando da ieri, produzione fantastica, più perfetta di così non credo sia possibile, lo stile tende molto allo sludge, così come aveva detto la band qualche tempo fa, le chitarre sono fangose e iperompate, batteria e basso devastanti, Nick Holmes enorme, interpretazione divina, nel tempo è migliorato tantissimo vocalmente, sin nel pulito che nel growl... ecco, però per i miei gusti c'è troppo growl, la voce pulita è quasi totalmente assente e la mancanza la sento eccome. Avrei preferito un metà-metà come nel gigantesco The Plague Within, perché sono le voci pulite che danno la melodia, e qui ce n'è molto poca purtroppo. Per ora mi convincono metà dei pezzi, quelli dove Holmes alterna voce pulita e voce sporca, gli altri li devo assimilare. Per ora è ancora presto per esprimere un voto ma si sente che è un disco ispirato e di ottima fattura, sicuro sotto a tutti gli album più recenti per via del cantato ed io, non essendo appassionato di Death metal e di growl sparato tutto il tempo un po' mi annoio, tanto che non ho mai apprezzato Gothic e Shades of God, ed è lo stesso problema riscontrato in Memorial e in Night Eternal dei Moonspell, che pur essendo ottimi album non mi hanno mai preso troppo per l'assenza della clean voice. Ripasserò tra qualche giorno per il giudizio definitivo, per ora invertirei le cifre della rece, ossia 78
ObscureSolstice
Martedì 5 Settembre 2017, 23.27.34
47
il potere del colore porpora è tornato...Doom.
Alessio
Martedì 5 Settembre 2017, 22.56.38
46
@room101: dopo la tua disamina mi hai fatto a pezzi....ritorno ad ascoltarmi gli Amon Amarth che mi mettono più allegria ....
Alessio
Martedì 5 Settembre 2017, 22.54.11
45
@nonchalance: bella battuta! Comunque ovvio che l'album non ha incontrato i miei gusti e rispetto tutte le opinioni pertanto questo stile così marcatamente doom/death eviterò di ascoltarlo in futuro
diego
Martedì 5 Settembre 2017, 21.39.03
44
lo sto ascoltando a ripetizione...un bel 90 se lo merita, poi un gruppo che a distanza di tempo fa ancora growl (e che growl) merita rispetto
Room 101
Martedì 5 Settembre 2017, 19.48.35
43
@Alessio: Detto senza polemica ci mancherebbe. Al di là del fatto che si tratta di un disco doom, quindi criticarne i ritmi lenti sarebbe un po' come criticare un disco death per il growl o un disco power per la doppia cassa ad elicottero. Fearless Sky da sola contiene (al netto delle ripetizioni): almeno 5/6 riff uno diverso dall'altro (quello principale c'è sia in versione suonata a semibrevi che con le crome e ha da solo 6 power chord -o accordi di quinta- diversi); almeno 4 parti soliste diverse; innumerevoli arpeggi e relative armonizzazioni; 2 stacchi; un cambio di tempo, una varietà notevole di filler di batteria e un'azzeccatissima alternanza tra growl e pulito (quest'ultimo per sottolineare le melodie portanti) e ti risparmio l'analisi del lavoro che fa il basso sotto traccia. C'è abbastanza materiale per scrivere 3 canzoni di un gruppo "normale". Quindi...poi che non ti piaccia il genere o la canzone in particolare è perfettamente lecito, ma dire che sono 4 accordi suonati per 8 minuti e mezzo è quantomeno ingeneroso.
nonchalance
Martedì 5 Settembre 2017, 19.25.10
42
@Alessio: Per caso, fai il farmacista?! Tra Xanax e Valium..
Alessio
Martedì 5 Settembre 2017, 17.37.40
41
no dai veramente ragazzi, Fearless Sky è un capolavoro ? Son 4 accordi suonati per 8 minuti e mezzo alla velocità di una "lumaca che si è fatta una dose di valium" ....
Buried Alive
Martedì 5 Settembre 2017, 17.13.11
40
Marco75 AHAHAHAHAAH ma se dovete commentare senza sapere di chi e cosa parlate, lasciate stare.
Marco75
Martedì 5 Settembre 2017, 16.14.12
39
Mi fiondo ad ascoltarlo. Li avevo decisamente persi di vista. Certo che son messi maluccio...sembrano di più un gruppo alla depeche. Che amarezza Personalmente li ho mollati dopo draconian, davvero pietosi, mi auguro che questo disco li ritrovi ai livelli di un tempo
mariamaligno
Martedì 5 Settembre 2017, 12.59.28
38
Meno immediato del predecessore ma comunque su alti livelli..la prima traccia poi è proprio un capolavoro come lo era No Hope In Sight..voto 80 pieno...poi quando un gruppo metal, invecchiando, invece di alleggerirsi si indurisce e incupisce esponenzialmente non c'è nulla da fare se non applaudire.
Buried Alive
Martedì 5 Settembre 2017, 12.37.06
37
Aggiungo solo che pure io ho amato alla follia Draconian Times, ma vabbè io passo dai Marduk ai Police giusto nel tempo di cambiare cd.
entropy
Martedì 5 Settembre 2017, 12.36.56
36
Ho adorato gli ultimi album dei paradise lost (almeno gli ultimi 4), e al netto dell'importanza storica e dell'originalità probabilmente li preferisco ai loro stessi classici. In quest'album sarà il ritorno a sonorità ancora più vecchie rispetto a quanto fatto negli ultimi anni (qui ci troviamo a cavallo tra gothic e shades of god (unico album che non amo dei pl)) o forse una maggiore discontinuità nella qualità media (favolosa fearless sky , molto bella the longest winter ma ci sono anche pezzi più debolucci), insomma non mi sento soddisfatto al 100%. Spero di cambiare idea con gli ascolti.
norwegian lord
Martedì 5 Settembre 2017, 12.31.04
35
Esattamente............il concetto di Buried nn fa una piega, a me per esempio fa cagare l'ultimo di Fabri Fibra. !!!!!!!!!!! che banda di coglioni
Buried Alive
Martedì 5 Settembre 2017, 12.13.12
34
E' un ottimo album death doom, c'è poco da discutere: nel suo genere, dovendo dare un voto, siamo a 80-90. Chi lo trova noioso, chi non sopporta il growl, chi ha amato alla follia Draconian Times o One Second, deve limitarsi a un n.g. e passare oltre. Altiementi è come pretendere che un fan dei Cannible Corpse dia 100 ad un album dei Deep Purple, non ha senso.
Aceshigh
Martedì 5 Settembre 2017, 9.53.49
33
Stupendo, anche meglio del già bellissimo predecessore. È l'album che si avvicina di più agli esordi della band e a me ciò non dispiace affatto, visto che reputo Gothic un capolavoro (ovviamente è un'opinione personale). Capisco che Medusa possa non piacere a chi invece ama le fasi più 'soft' della band, ma credo che ormai per i Paradise Lost non sarà più possibile mettere d'accordo la totalità dei loro fans. Per quanto mi riguarda io oggi sono uno dei contentissimi! Se vent'anni fa mi avessero detto che avrebbero fatto di nuovo un album così sarei crepato dalle risate, e invece... Bravi!
duke
Lunedì 4 Settembre 2017, 22.55.30
32
sono e resteranno sempre una gran bella band....
ilvinox
Lunedì 4 Settembre 2017, 19.48.42
31
Bellissimo. Il loro album migliore dagli anni 90! Di gran lunga superiore ai vari plague within, tragic idol e death united!
ObscureSolstice
Lunedì 4 Settembre 2017, 19.01.12
30
Gli ultimi commenti tutti negativi sembra che si siano messi d'accordo
nonchalance
Lunedì 4 Settembre 2017, 18.05.38
29
A me non pare tante scarso..comunque, ognuno ha le proprie impressioni!
LORIN
Lunedì 4 Settembre 2017, 18.04.29
28
come ho già cercato di spiegarti è proprio il livello compositivo che lascia di molto a desiderare...il growl è una scelta!
nonchalance
Lunedì 4 Settembre 2017, 17.54.18
27
Bè, se il problema è il growl, non penso! Altrimenti, prova ad ascoltare "solo" la musica.. Non mi pare tanto pessima.
LORIN
Lunedì 4 Settembre 2017, 17.19.26
26
@noncha - me la vado subito ad ascoltare, fusse che fusse avesse a migliorà eh?
nonchalance
Lunedì 4 Settembre 2017, 16.35.24
25
Ah! Su YouTube circola la versione ultra-slow e distortissima. Magari hanno sentito quella..
nonchalance
Lunedì 4 Settembre 2017, 16.32.20
24
Ma va! Lasciali perdere > ora fa tendenza spalare merda addosso a loro _ Non è certamente un capolavoro ma, si lascia benissimo ascoltare.. Inoltre, ricorda particolarmente quello che si sentiva negli anni '90..e, non solo da parte loro!
InvictuSteele
Lunedì 4 Settembre 2017, 16.04.00
23
Ma che so tutti sti commenti negativi? Comincio a preoccuparmi, domani lo compro, non ho voluto ascoltare nulla prima dell'acquisto... Mi sembrano assurdi i commenti negativi nei confronti dei PL, bo vedremo.
Alessio
Lunedì 4 Settembre 2017, 15.24.13
22
mi fa più effetto dello Xanax !
LORIN
Lunedì 4 Settembre 2017, 14.26.54
21
pessimo lavoro, davvero inascoltabile.
freedom
Lunedì 4 Settembre 2017, 13.01.44
20
Cominciano a ripetersi troppo per i miei gusti. Non mi viene voglia di risentirlo purtroppo.
d.r.i.
Lunedì 4 Settembre 2017, 12.48.54
19
Primo e secondo impatto non ottimi, lo ritengo una sorta di b side di the plague. Comunque siamo sul 70, vedremo se crescerà con gli ascolti.
Alessio
Lunedì 4 Settembre 2017, 11.56.15
18
lento, lento, lento......tutto suona di già sentito, di stantìo.. The Plague Within era decisamente superiore. Non sono d'accordo con il voto del recensore. Mi spiace, non lo valuto più di 65
Marcio
Lunedì 4 Settembre 2017, 10.49.35
17
Proverò con altri ascolti ma non riesce a conquistarmi...lo trovo piatto e non proprio ispirato...da gran estimatore della band spero in un mio abbaglio temporaneo.
Metal Shock
Lunedì 4 Settembre 2017, 9.44.35
16
I Paradise Lost hanno per me sfornato tre capolavori, da Icon a One second, poi si sono persi in tentativi di essere i nuovi Depeche Mode per poi tentare un ritorno al passato, con un buon Tragic Idol. Gli ultimi due dischi, questo sopratutto sono un ritorno al passato death doom, e purtroppo non sono di mio gradimento per l'uso massiccio del growl da parte di Holmes, monotono e che invece di far decollare i brani li affossa (opinione personale sia chiaro!!!!!). L'uso della voce pulita, e che voce!!!!!!, avrebbe dato quel quid in più al disco che invece manca. Non dò un voto perchè non fanno più per me, peccato.
Buried Alive
Domenica 3 Settembre 2017, 14.14.50
15
Parto con l'ascolto!
Buried Alive
Domenica 3 Settembre 2017, 14.14.50
14
Parto con l'ascolto!
Buried Alive
Domenica 3 Settembre 2017, 14.14.50
13
Parto con l'ascolto!
InvictuSteele
Domenica 3 Settembre 2017, 13.55.18
12
@Rob Fleming, condivido tutto quello che hai scritto, e in più aggiungere "capolavoro assoluto" a The Plague Within, secondo me il miglior album mai composto dai PL, seguito a ruota da Tragic Idol...
Rob Fleming
Domenica 3 Settembre 2017, 9.24.04
11
Lo sto ascoltando da 3 giorni ed in effetti se da un lato li preferisco sempre quando fanno ricorso alle clean vocals, dall'altro devo riconoscere che mi piace. La settimana prossima procederò all'acquisto. Una riflessione a voce alta che non è rivolta a nessuno in particolare. Quando fecero la svolta gothic (il magnifico One Second) non andavano bene. Quando si trasformarono in una versione dei Depeche Mode non andavano bene. Quando sono tornati a pestare duro, non va bene uguale. Non si fa prima a dire che piacciono i Paradise Lost di quando si avevano 20 anni perché, appunto, ci piace ricordare i nostri 20 anni? Perché a parte gli Amorphis quali sono i gruppi che dopo due decenni riescono a sfornare un mezzocapolavoro come The Plague Within? E mantere alta la qualità di ogni uscita (a me ad esempio piace moltissimo anche l'omonimo).
nonchalance
Sabato 2 Settembre 2017, 19.33.25
10
Ma, che significa per voi il NON volere il growl nelle loro composizioni..?! Alla fine, viene usato come uno strumento qualsiasi: in base alle situazioni, crea atmosfera oppure rabbia. Non so, vedendola al contrario, mi viene in mente il tanto criticato (ai tempi..) Mikael Stanne dei Dark Tranquillity che, quando in "Projector" decise di cantare in clean, fu quasi costretto a non usare più la sua voce pulita causa commercializzazione del proprio stile. È una semplice scelta! Tra l'altro, mi pare che dal vivo non renda poi così tanto Nick.. intendo con la sua vera voce! P.S.: In entrambe le bonus track le clean vocals abbondano! Nella prima parte di "Shrines" pare voler "imitare" un certo Ian Curtis. Mentre, in "Symbolic Virtue" (totalmente in clean) ricorda un pò quello degli Anathema..
Luca
Sabato 2 Settembre 2017, 13.21.36
9
Un disco pesante, lento, da riascoltare diverse volte per essere apprezzato. Sonorità che sbilanciano i PL verso un Death-doom magistrale, ispirato, tetro, cupo. Un'anima tradizionale ma con produzione attualissima. Un lavoro che aspettavo da molti, molti anni e che finalmente hanno composto: 99 perchè finalmente quel giorno è arrivato e non mi sarei mai aspettato tale perla del genere!
The Ancient Mariner
Venerdì 1 Settembre 2017, 17.39.02
8
Lavoro sicuramente meno immediato dei precedenti che segna un po' il ritorno alle sonorità delle origini. La qualità complessiva è sicuramente buona ma forse sono pochi i brani a spiccare veramente sugli altri. Personalmente ho preferito The Plague Within e Tragic Idol, ma Medusa è un disco di ottima fattura che cresce con gli ascolti.
Rob Fleming
Venerdì 1 Settembre 2017, 16.53.03
7
@InvictuSteele: la vedo esattamente come te. Io lo sto ascoltando ora e sicuramente lo prenderò perché li ho tutti da Gothic in avanti (l'unico che manca è il debutto), ma francamente mi lascia perplesso l'uso così massiccio del growl. Ma spero di trovarmi d'accordo anche con @Ocram per quanto riguarda questo album in particolare. A risentirci su questi schermi
InvictuSteele
Venerdì 1 Settembre 2017, 16.09.37
6
Ancora lo devo ascoltare, ma sono sicuro nel capolavoro, anche se a leggere la rece e i commenti mi dispiace che non ci sia molto spazio per la voce pulita. Preferisco i PL che bilanciano le due voci come in The Plague Within oppure quelli che tolgono totalmente il growl come quasi in tutti i loro album. Pur essendo una delle mie band preferite non ho mai apprezzato le origini Death dei primi 3 lavori, tanto che l'album Gothic non mi piace per niente per via del troppo growl che dopo un po' mi annoia. Staremo a sentire, questi giorni lo compro, e allora esprimerò un giudizio, però sono sicuro della grandezza del disco, loro sono una certezza.
Rover
Venerdì 1 Settembre 2017, 16.04.00
5
Più che bello, direi INTERESSANTE. Ci ho messo tanto a farmelo piacere e non ci sono ancora del tutto riuscito. Però è curato in ogni dettaglio e meno male che c'è chi suona anche oggi quel che IN TEORIA non va più. Dico "in teoria", perché nella pratica l'album mi sembra riscuotere più consensi di quanti personalmente gliene avrei accordati.
ocram
Venerdì 1 Settembre 2017, 15.33.27
4
Disco di difficile assimilazione. Al primo ascolto non mi piacque per niente, tuttora mi chiedo che senso abbia fare un disco doom/death in pieno stile anni 90 nel 2017 e non capisco perchè Nick voglia sacrificare così tanto le sue clean vocals. Però la qualità delle canzoni è talmente alta che alla fine mi sta piacendo un sacco; ed è un bene che l'album non sia troppo lungo, perché così si è evitato l'effetto mattone indigesto. Bellissime Fearless Sky, Medusa, The Longhest Winter e Blood and Chaos. Rimane però una certa omogeneità nella canzoni che fa rimpiangere l'eterogeneità di The Plague Within. Voto 80
Ad Astra
Venerdì 1 Settembre 2017, 13.57.55
3
Il migliore disco dai tempi di icon. La summa di una carriera che li vede inarrivabili. Ci sono tocchi da maetro al suo interno che solo la professionalità, quella vera, può toccare. Nella top 5 dell'anno in corso.
Salvo
Venerdì 1 Settembre 2017, 13.17.52
2
Preso stamattina...per combinazione mi trovavo nel negozio di dischi preferito quando hanno conseganto la merce e...sorpresa, dentro c'era il vinile dei Paradise Lost! Preso al volo. Sono al terzo ascolto. Un capolavoro. 90.
Doom
Venerdì 1 Settembre 2017, 13.17.35
1
Sentito ancora troppo poco per dare un giudizio complessivo, ma devo dire che le prime impressioni sono ottime. Mi ha riportato in mente vecchie cose. Ripasso più in la.
INFORMAZIONI
2017
Nuclear Blast Records
Gothic
Tracklist
1. Fearless Sky
2. Gods of Ancient
3. From the Gallows
4. The Longest Winter
5. Medusa
6. No Passage for the Dead
7. Blood & Chaos
8. Until the Grave
Line Up
Nick Holmes (Voce)
Gregor Mackintosh (Chitarra)
Aaron Aedy (Chitarra)
Stephen Edmonton (Basso)
Waltteri Väyrynen (Batteria)
 
RECENSIONI
90
88
80
85
60
78
78
77
82
83
81
78
79
80
ARTICOLI
07/11/2015
Live Report
PARADISE LOST + LUCIFER
Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 02/11/2015
13/01/2010
Live Report
PARADISE LOST + SAMAEL
Paradisi perduti, occasioni sprecate
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]