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Merrimack - Omegaphilia
05/09/2017
( 313 letture )
La Francia ha costituito, perlomeno nell’ultimo decennio, un terreno florido per lo sviluppo delle sperimentazioni più malsane e conturbati nel campo della musica estrema: basti ricordare il segno lasciato da formazioni del calibro di Deathspell Omega e Blut aus Nord. I Merrimack tuttavia, se si eccettuano una certa fascinazione per il versante più propriamente "religious" del genere, nonché una lieve predilezione per alcune dissonanze, mostrano di discostarsi diametralmente da una simile tradizione, rimpolpando le fila di un sound maggiormente tradizionale, degno epigono del più classico black di matrice scandinava e chiara derivazione novantiana. L’intento con il quale il gruppo era stato fondato dal chitarrista Perversifer nondimeno era proprio quello di mantenere viva, prescindendo da qualsiasi moda o linea di tendenza, l’anima più pura della fiamma nera, conservando intatta l’eversiva carica di terrorismo e terrore delle origini. Sebbene ciò possa suonare piuttosto ardito, Omegaphilia si presenta all’ascoltatore in una veste indubbiamente peculiare, a partire dal neologismo che costituisce il titolo -quest’ultimo deriva difatti dalla fantasiosa crasi tra i termini omega, lettera finale dell’alfabeto greco, e Philia, ovvero amore- sino all’artwork sinistro raffigurante un utero, simbolo della fertilità e di qualsiasi principio possibile, crocifisso e sanguinante, ad indicare un culto perverso delle cose ultime, dell’escathon per dir così. Il tono ritualistico della produzione è immediatamente veicolato dall’introduzione della opener Cauterizing Cosmos, nella quale possiamo udire declamazioni quasi sciamaniche scandite dalle pelli e da suoni che ricordano astragali percossi vicendevolmente. Il mid tempo iniziale, dominato dalle sinuose trame affidate alle sei corde, evolve rapidamente in un maestoso riffing in tremolo, sostenuto da una sezione ritmica travolgente ed inarrestabile, lanciata in blast beats massacranti. La successiva The Falsified Son -una delle tracce meglio riuscite del lotto- coniuga efficacemente una certa dirompente aggressività di scuola Marduk, massimamente evidente nel riffing tagliente ed inarrestabile, ad un raffinato gusto per soluzioni melodiche di impatto laddove invece -in netta contrapposizione peraltro con il purismo difeso e dichiarato dai membri della formazione- un orecchio particolarmente allenato non faticherà a scorgere alcuni corrivi echi di Si Monumentum Requires, Circumspice nel riffing dissonante permeante la sezione terminale di Apophatic Weaponry e l’incipit di Gutters of Pain. Sights in the Abysmal Lure segna in qualche modo la fase discendente del platter, risuonando, mediante ritmiche claustrofobiche e serrate, qua e là attraversate da mefitici allentamenti, quale una sorta di sinossi di ciò che era stato proposto nelle tracce precedenti. La penultima Cesspool Coronation, presentando intriganti cambi di tempo ed una trama chitarristica densa e coesa, costituisce un ulteriore highlight della fatica, pur non riuscendo totalmente a mutare le sorti del full-length.

L’impressione che si ha difatti sottoponendo Omegaphilia a ripetuti ascolti è quella di trovarsi dinanzi un disco indubbiamente godibile, dotato di un songwriting consapevole e ben rodato e, non da ultimo, una produzione d’eccezione in grado di far rilucere ogni componente strumentale. Al contempo non si può non rilevare come l’ultima fatica di Perversifer dia luogo ad una sorta di summa di quanto licenziato nell’ultimo decennio nella scena estrema europea, senza che vi sia quel brio compositivo che possa elevare il disco al di sopra della media delle produzioni attuali. In tal senso dunque, chiunque non si sia dei fan della prima ora dei Merrimack e non voglia seguirne il destino, potrà tranquillamente fare a meno di Omegaphilia.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
59.66 su 6 voti [ VOTA]
Omega
Giovedì 14 Settembre 2017, 2.24.46
4
Concordo con il recensore. Anzi per me è prorpio noioso e privo d'anima.
Gesu666
Martedì 5 Settembre 2017, 16.16.59
3
"In tal senso dunque, chiunque non si sia dei fan della prima ora dei Merrimack e non voglia seguirne il destino, potrà tranquillamente fare a meno di Omegaphilia. " Per me questo equivale a dire, se non li conoscete lasciate perdere, invece per me questo disco è una delle miglior cose uscite in ambito black negli ultimi 5/6 anni, qundi meritebbe di essere ascoltato e valutato da tutti gli amanti del black e delle sonorità estreme, non solo dai "fan" più accaniti.
Nattleite
Martedì 5 Settembre 2017, 15.26.59
2
@Gesu666: sicuramente non siamo concordi sul valore in senso assoluto della produzione, -per quello che è il mio/nostro metro di giudizio ti assicuro che quello in calce non è nemmeno un brutto voto, oggettivamente parlando- ma preciso comunque che la mia recensione non ha né stroncato il disco in questione né tantomeno affermato che un fan della formazione non avrebbe dovuto apprezzarlo. A presto
Gesu666
Martedì 5 Settembre 2017, 11.56.30
1
Ma che scherziamo? Per me è il loro miglior abum. Boh, davvero mettete voti altissimi a dischi di merda e poi i dischi davvero di livello li liquidate cosi'.
INFORMAZIONI
2017
Season of Mist
Black
Tracklist
1. Cauterizing Cosmos
2. The Falsified Son
3. Apophatic Weaponry
4. Gutters of Pain
5. Sights in the Abysmal Lure
6. Cesspool Coronation
7. At the Vanguard of Deception
Line Up
Vestal (Voce)
A.K.(Chitarra)
Perversifier (Chitarra)
Daethorn (Basso)
Blastum (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Aldrahn (Voce)
Frater Stephane (Voce)
The Chorale of Cachan (Voce)
 
 
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