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Absu - The Third Storm of Cythraul
09/09/2017
( 674 letture )
Ci sono stili che nascono o si impongono in una data area geografica e vengono poi identificati quasi sempre con tale area, in una simbiosi geografico-musicale che dura per sempre. Il black metal è, nell'immaginario collettivo, inscindibilmente associato alla Scandinavia ed alle sue atmosfere gelide. In alcuni casi, però, dei gruppi fondamentali possono nascere e diventare tali in territori che difficilmente sarebbero associati al genere di appartenenza. Plano (Texas), per esempio, è una City indubbiamente più famosa per essere città natale di Lance Armstrong e sede centrale di Pizza Hut e di varie altre multinazionali, che non per il metal estremo. La faccenda, tuttavia, non sembra aver interessato più di tanto gli Absu i quali, muovendo proprio dalla misconosciuta Plano, hanno diffuso il loro esoterico verbo in tutto il mondo.

Dopo un 1995 contrassegnato da una uscita fondamentale come The Sun of Tiphareth, nel 1997 e sempre sotto l'altrettanto fondamentale Osmose Productions di Hervé Herbaut, fu compito di The Third Storm of Cythraul ampliare ulteriormente la fama degli Absu. Quella che già narrava di una band capace di sondare in maniera avvincente i temi ed i suoni del suo "Mythological Occult Metal" -definizione decisamente preferita dagli interessati rispetto a quella tradizionale- nel segno della commistione estrema tra black scarno e thrash gorgogliante. Produzione ancora giustamente grezza, ma un po' più definita rispetto all'album precedente: atteggiamento anni ‘80 (Morbid Scream è una cover di una omonima band thrash di Plano attiva tra l'86 ed il ‘90), coesione di intenti allora perfetta tra Shaftiel, Equitant Ifernain e Sir Proscriptor McGovern. Su queste basi poggiava il primo capitolo di un lungo racconto che si svilupperà su tre uscite -questa; In The Eyes Of Ioldanach e Tara- riguardanti la mitologia celtica. Spunti thrash più evidenti che derivavano dall'apprezzamento di gruppi quali per esempio i Necrodeath, meno pathos puro e più voglia di affondare in maniera diretta nelle orecchie dell'ascoltatore, sono elementi che fanno di The Third Storm of Cythraul qualcosa di diverso dal suo predecessore e, forse, di leggermente migliore. Anche a livello di scrittura, nonostante non difettino di certo le martellate soniche, come ad esempio in Highland Tyrant Attack; Swords And Leather; Customs Of Tasseomancy (Quoth The Sky, Nevermore) Act I, si nota un respiro maggiore nella scrittura di altri pezzi quali Prelusion to Cythraul /...And Shineth Unto The Cold Cometh... e ...Of Celtic Fire, We Are Born/Terminus (...in the Eyes of Ioldánach). Sia nella durata pura, che nello sviluppo e nell'inserimento di stacchi più marziali o acustici. Preceduta dalle chitarre di Intelligence Towards The Crown, che preparano il terreno, ed escludendo Akhera Goiti - Akhera Beiti (One Black Opalith for Tomorrow), presente solo nell'edizione digipack, proprio l'ultimo brano dell'album è probabilmente la miglior fotografia dello stato dell'arte in casa Absu nel momento analizzato. Un pezzo che restituisce in pieno il pathos delle prove precedenti e mostra cosa il trio era capace di fare, sia nel segno della continuità che dell'evoluzione. Innervato da una scossa thrash fortissima e concluso da un finale acustico che descrive perfettamente l'intero mood della proposta texana, questo riassunto-esaltazione delle coordinate musicali che gli Absu utilizzarono per rendere il disco uno snodo importante nell'underground estremo degli anni 90, è un modello di epicità black. Allora come oggi.

Album tanto diretto quanto cerebrale, emotivamente "denso" e liricamente costruito quanto aggressivo e veloce, imponente eppure semplice, The Third Storm Of Cytraul resta anche a distanza di vent'anni un lavoro basilare all'interno della discografia degli Absu e nel quadro generale riguardante un intero comparto metallico. Ispirato almeno quanto il precedente e da vivere considerando i testi come di pari valore rispetto alla musica, The Third Storm of Cythraul continua infatti a stupire per la sua capacità di sintesi, di utilizzo di quanto fatto in precedenza da altri per trarne qualcosa di almeno parzialmente nuovo e per la sua assoluta resistenza allo scorrere del tempo. Una qualità che solo i dischi davvero importanti dimostrano di possedere dopo lustri dalla loro uscita.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
93.3 su 10 voti [ VOTA]
klostridiumtetani
Mercoledì 13 Settembre 2017, 22.28.26
16
@Jek , infatti il mio problema è che non capisco come una persona di una certa età (come mi sembra di aver capito, tu sia) possa ancora "affidarsi" ai giudizi dati da un' altra persona. Ok, sono problemi miei. Prova ad ascoltarti The sun of Tiphareth , leggi la recensione e dimmi se trovi più giuste le valutazioni che ne vengono tratte rispetto a questa . Per quanto mi riguarda trovo molto più indovinata quella di TSOT (che tra l'altro reputo il vero capolavoro degli Absu). In questo Mr. Raven secondo me pecca molto. Oltre che i voti "cicca" molto anche sulle valutazioni complessive di un album.
Raven
Mercoledì 13 Settembre 2017, 21.47.44
15
@Jek, è anche che gli assoli non sono concepiti nel modo in cui lo erano negli anni in cui abbiamo vissuto quei passaggi ai quali ti riferivi nel tuo commento 13. Qui sono meno centrali rispetto a certa musica, anche come concezione ed esecuzione, puntando più all'atmosfera che all'assolo in sé.
Doom
Mercoledì 13 Settembre 2017, 21.38.38
14
@jek, mi fa piacere ti sia piaciuto...questi sono album che solo loro sapevano fare cosi...a sto punto prova anche a recuperare Tara e The Sun of tipharet . P.s. Se vuoi dai una letta al topic che ho aperto tempo fa' nella sezione Black
jek
Mercoledì 13 Settembre 2017, 20.56.33
13
Dopo averlo ascoltato alcune volte sul tubo e come solito confermo la fiducia a Raven per cui devo procurarmelo, un gran bel disco l'unica pecca sono gli assoli che forse per la qualità del suono del tubo scivolano senza lasciare il segno. @klostridiumtetani qua non si tratta di affidarsi a "GOD RAVEN" ma dopo anni di letture di recensioni e verifiche e visto che siamo quasi coetanei per cui abbiamo vissuto certi passaggi assieme, per quanto riguarda i generi che mi interessano mi trovo sistematicamente d'accordo con lui (tranne a volte sui voti) per cui posso acquistare al buio visto che non ho mai sbagliato. Dispiace che tu non capisca questa semplice cosa.
klostridiumtetani
Martedì 12 Settembre 2017, 23.03.59
12
Lo so che parlavi di me e ribadisco il quoto.
Eagle Nest
Martedì 12 Settembre 2017, 23.02.14
11
Parlavo di te... Ma in effetti è estendibile.
klostridiumtetani
Martedì 12 Settembre 2017, 22.50.05
10
Quoto commento #9.
Eagle Nest
Martedì 12 Settembre 2017, 22.39.10
9
A lui occorre qualcuno che lo aiuti con l'alcolismo, altro che....
Steelminded
Martedì 12 Settembre 2017, 22.06.00
8
Klostri a te ti ci vuole Arrraya... a proposito ma dove è finito?
Raven
Martedì 12 Settembre 2017, 21.45.50
7
Come sempre grazie a Jek per la fiducia Puoi testare facilmente il lavoro utilizzando i mezzi leciti che la rete offre. Aspetto la tua valutazione per discuterne.
klostridiumtetani
Martedì 12 Settembre 2017, 21.14.28
6
@jek, te lo sconsiglio. Per me è una cagata ! Certo un 60/65 se si è amanti del genere si può anche darlo, ma un 88 non so proprio da quale Universo possa venire! Comunque ascoltalo e trai le tue conclusioni. Scusa @Raven, ma da uno che parla sempre di "contestualizzazione" , "storicizzazione" e stronzate varie ... mi aspettavo di meglio... anzi di peggio (nel voto). PS quanti leccaculo che senza averlo ascoltato si "affidano" al "GOD RAVEN". Mi fate quasi schifo.
jek
Martedì 12 Settembre 2017, 20.15.00
5
Un'88 di Raven è garanzia, mi sa che devo procuralmelo.
Galilee
Sabato 9 Settembre 2017, 14.36.46
4
Gran bel disco, assieme a The sun.., il disco da avere degli Absu. I testi purtroppo non li ho mai considerati molto, chissà magari prima o poi ci darò un' occhiata. Voto 85
enry
Sabato 9 Settembre 2017, 13.51.52
3
Grande band, grande disco. Thrash-black furioso e ispirato, i primi quattro sono da avere e da amare. Voto più alto di The Sun per me no però, mi fermo a 85. Bella rece e rispolvero doveroso.
Raven
Sabato 9 Settembre 2017, 11.30.29
2
La massa di dischi da recensire costringe alla specializzazione, ma ciò non toglie che ognuno di noi possa avere competenze più ampie di quelle che solitamente vengono utilizzate per motivi organizzativi. E' già da un po' che usiamo la rubrica dei Rispolverati per dare maggiore varietà ai nostri scritti. Anche le altre recensioni recano infatti firme "inusuali"
Doom
Sabato 9 Settembre 2017, 11.28.02
1
@Raven, mi hai sorpreso..non mi aspettavo questa recensione da te! Ad ogni modo, condivido il voto ( e se tu dai 88 la dice lunga ) ed i contenuti. Grande album, leggermente più feroce e meno epico del precedente..di poco comunque. Highland tyrant attack un inno, ma più o meno tutti i brani sono dei classici nel genere. Produzione più ruda e cruda il giusto. Insomma un must nel Mythological occul metal ( come lo definiscono loro ) o più in generale del Black/thrash. La tripletta Sun of thipharet, Third storm of Cythraul e Tara è assolutamente da avere. Io di questo conservo ancora perfettamente la copia limitata in Digi simil nero pelle, bellissima e da non sottovalutare mai gli spledidi Booklet con foto, immagini e panorami mozzafiato.
INFORMAZIONI
1997
Osmose Productions
Thrash/Black
Tracklist
1. Prelusion To Cythraul/...And Shineth Unto the Cold Cometh...
2. Highland Tyrant Attack
3. A Magician’s Lapis-Lazuli
4. Swords And Leather
5. The Winter Zephyr (...Within Kingdoms Of Mist)
6. Morbid Scream
7. Customs Of Tasseomancy (Quoth The Sky, Nevermore Act I)
8. Intelligence Towards The Crown
9. ...Of Celtic Fire, We Are Born/Terminus (...In The Eyes Of Ioldanach)
10. Akhera Goiti - Akhera Beiti (One Black Opalith for Tomorrow)
Line Up
Shaftiel (Chitarra, Basso, Voce)
Equitant Ifernain (Chitarra, Basso)
Sir Proscriptor Mcgovern (Batteria, Gong, Campane, Voce)
 
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