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Steelheart - Through Worlds of Stardust
12/09/2017
( 892 letture )
Toh chi si rincontra! Ecco comparire nuovamente sulla ribalta una delle glorie dei primi anni novanta, quindi beccatevi il ritorno degli Steelheart del singer “sirena” Mike Matijevic. Oggi il cantante dall’ugola d’acciaio ha abbandonato il nome proprio americanizzato e si fa chiamare legalmente Miljenko, in ricordo della morte del padre, e riappare con la sua band, anche se della vecchia formazione rimane solo più lui; mastermind, cantante, produttore, compositore e polistrumentista, in breve sostanza lui è il gruppo, stop! Il quintetto sbocciò nel 90 con l’album eponimo d’esordio che conteneva gemme di pura bellezza come il singolo Can't Stop Me Lovin' You, tutte song in bilico tra l’hard e il metal, un insieme di 10 pezzi che ottennero un rapido successo commerciale, vendendo nel solo Giappone circa 33.000 copie durante il primo giorno d'uscita. Negli Stati Uniti il disco ha raggiunto la top 40 della classifica Billboard ed è stato certificato disco d'oro, il tutto tenuto a battesimo da un certo produttore americano a nome Bruce Dickinson, da non confondere con il cantante degli Iron Maiden. Il secondo platter del ‘92, Tangled In Reins, era buono ma non riuscì a confermare il botto negli States, fermandosi solamente alla 144° posizione della classifica, tuttavia il quintetto riuscì a incrementare notevolmente la propria popolarità nei paesi asiatici dopo aver registrato un Mtv Unplugged a Hong Kong, nel febbraio 1993. Poi il grave incidente occorso sul palco al dotatissimo cantante, con fratture multiple e lesioni alla schiena per il crollo di una torretta luci, lo scioglimento della band, la riabilitazione, i tentativi di ritorno, la partecipazione alla colonna sonora splendida della buona pellicola Rock Star, film per rocker lungocriniti, con la partecipazione di Zakk Wylde (Ozzy Osbourne, Black Label Society), Jeff Pilson (Dokken, Dio, M.S.G.), Jason Bonham e la saga degli Steeldragon: Matijevic con la tua tipica timbrica si riconosce più volte nel film per aver doppiato molti cantati appannaggio del protagonista Mark Wahlberg.

E poi, finalmente, il qui presente come-back con un album tutto suo, pardon, degli Steelheart. Registrato in tre studi di Los Angeles, il CD è stato prodotto dallo stesso Matijevic che si è anche occupato di registrare e mixare il tutto, in coabitazione con alcuni coadiutori, e la musica, chiederete voi? L’apertura spetta alla sparatissima Stream Line Savings, voce a grandi livelli, batteria sincopata, ritmo che ricorda molto i Led Zeppelin, chitarre pungenti e solo-guitar coinvolgente, ottimo biglietto da visita per iniziare. Riff selvaggio e sirena vocale inserita per My Dirty Girl, basso possente per un ritornello che inchioda l’ascoltatore alle casse, anche se ha qualcosa di già udito, Come Inside appare deragliante negli strumenti, il basso flagella ogni angolo del pezzo, le chitarre avvolgono in maniera rovente la voce, che, come sempre, vola alto e bombarda senza pietà, si può dire di tutto, ma mai che Miljenko Matijevic non abbia un’ugola soverchiante sugli alti e tremendamente espressiva sui toni più bassi; canzone schiacciante. My Word è pastosa e affilata, incalza subito con effetti di voce per un chorus arioso, luccicante e memorizzabile, tutto molto appagante, successivamente giunge la traccia numero 5, il semi-slow You Got Me Twisted gode di un incedere ispirato, gli arrangiamenti sono seta cucita con impuntature d’acciaio zigrinato, interviene anche l’orchestra della Stockholm Strings diretta da Anthony Weeden, come nella seguente traccia, per ricamare pregiatezza tra gli scoppi hard rabbiosi. Lips Of Rain, titolo geniale, invece è un vero e proprio lentone pianistico che richiama alla memoria l’omologa, bellissima, Mama Don't You Cry del secondo capitolo vinilico, e anche qui il risultato finale non delude di certo. With Love We Live Again continua con spartiti colmi di dolce tenerezza che si estrinsecano in un brandello acustico di spessore, mentre con Got Me Running riprende un cammino più rock che hard, sei corde compresse, voce filtrata, una scrittura astrusa nella strofa, che deflagra nel inciso. Tellurica My Freedom, venata da sciami dark e condita da un up tempo potente con inserti di synth, I'm So In Love With You , invece, chiude la partita sbrinando una ballata edificata su accordi pianistici ossessivi, melodie nette e armonizzazioni di valore. Il giudizio finale deve tenere conto di una release praticamente spaccata a metà, la prima fase scatena hard/metal allo stato puro, infiammante e mai al risparmio, la seconda imbocca un sentiero soffice, fatto di tante sfumature, malinconie, con classe cristallina acclusa.

Un bel ritorno quello di Miljenko Matijevic con il monicker di Steelheart, che assomiglia, per morfologia, scelte e sviluppo, ad un lavoro delle big band rock dei primissimi seventies, ovvero è la mia musica e non mi faccio influenzare da nessuno, men che meno dalle tendenze del mercato e dalle mode, il che significa personalità e idee chiare. Un disco per chi non cerca cliche a tutti i costi, e sa anche apprezzare diverse inclinazioni compositive e derive varie. Bentornato “Mike” Miljenko Matijevic, la speranza è quella di non dover attendere altre decadi per origliare una tua nuova opera.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
69.75 su 4 voti [ VOTA]
Todbringer83
Giovedì 16 Novembre 2017, 23.21.37
7
A tratti scorrevole e piacevole, in altri momenti irritante, scontato e fin troppo commerciale, ma con due perle totali: You Got Me Twisted e Lips Of Rain. In definitiva, qualche sporadico episodio a parte trasmette la sensazione di non riuscire mai a decollare. 65
Andy
Domenica 17 Settembre 2017, 23.22.14
6
....a mio avviso questo album merita un voto bassissimo....il buon matjevic non riesce a partorire un album degno del nome STEELHEART perdendosi in troppi modernismi e scrivendo brani poco riusciti....si salvano solo le belle you got me twisted e lips of rain....peccato...un vero peccato!!!
Fabio
Venerdì 15 Settembre 2017, 9.14.38
5
I singoli non mi hanno soddisfatto ma non mi hanno fatto schifo quanto la loro performance al Frontiers Rock Festival dove sono stati deludenti.....soprattutto l'aspetto scenico DI UNA TAMARRAGGINE ASSOLUTA....mi hanno smontato il mito di uno dei miei gruppi preferiti ...sono passati quasi 30 anni la gente cambia . Cmq Una possibilità gliela darò.
Lizard
Giovedì 14 Settembre 2017, 23.48.13
4
Gentilissimo Spark, la rubrica Rispolverati ci accompagnerà per sempre. Ad oggi conta circa 2430 recessioni, che è senz'altro poco rispetto al mare di uscite che meriterebbero di essere trattate. Facciamo del nostro meglio, tutto qua.
Spark
Mercoledì 13 Settembre 2017, 11.31.31
3
Un grandissimo ritorno, ma con rammarico guardo in basso a destra e mi rendo conto che su questo sito i Steelheart non sono proprio mai stati considerati!! Ma come cazzo si fa, con tutti i dischi di merda che vengono rispolverati a non recensire due capisaldi dell'hard rock come Tangled in Reins e il debutto?????
Radamanthis
Mercoledì 13 Settembre 2017, 10.51.10
2
Ascoltato ed apprezzato. In toto. Musica e parti vocali. Steelheart attuali con l'occhio al passato (non troppo glorioso con loro purtroppo). Voce maestosa. Prodotto di qualità che segna un graditissimo ritorno di un singer con i controcazzi! Voto 80, confermato!
Metal Shock
Mercoledì 13 Settembre 2017, 8.52.16
1
L'ho ascoltato ma a me proprio non è piaciuto per niente, Matijevic ha sempre una gran voce ma la musica qui proposta non è paragonabile al passato. Passo
INFORMAZIONI
2017
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Stream Line Savings
2. My Dirty Girl
3. Come Inside
4. My Word
5. You Got Me Twisted
6. Lips Of Rain
7. With Love We Live Again
8. Got Me Running
9. My Freedom
10. I'm So In Love With You
Line Up
Miljenko Matijevic (Voce, Chitarra)
Uros Raskovski(Chitarra)
Kenny Kanowski (Chitarra nella traccia 2)
Daniel Fouché, Ed Roth (Piano)
James “Rev” Jones (Basso)
Sigve Sjursen, Jesse Stern (Basso)
Mike Humbert, Randy Cooke (Batteria)
 
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