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Black Hawk - The End of the World
15/09/2017
( 195 letture )
I Black Hawk sono una delle tante realtà heavy metal provenienti dalla Germania. Se la loro prima uscita vede i natali già nel 1989 (l’EP First Attack), la loro vera carriera discografica si sviluppa soltanto negli anni Duemila, con il primo album, Twentyfive, pubblicato nel 2005. Da lì in poi, altre quattro uscite, fino al 2017, anno del sesto full-length, dal titolo The End of the World.

Non è difficile descrivere la proposta musicale dei tedeschi, forieri di un semplice e puro heavy metal di stampo squisitamente classico. Una buona produzione ruvida al punto giusto esalta un suono vigoroso, possente ed allo stesso tempo melodico, tant’è che se chiudessimo gli occhi potremmo benissimo confonderci e credere di essere ancora tra la metà e la fine degli anni Ottanta. Dai Judas Priest ai Running Wild, passando per i Manowar, gli Accept, ma anche per altre band meno conosciute come i Chastain, i Black Hawk si divertono a solcare strade già solcate da tutti quei titani che hanno fatto la storia del genere. The End of the World nei suoi tre quarti d’ora abbondanti si presenta anche come un disco abbastanza vario: ci sono le bordate compatte dai ritmi serrati (Streets of Terror, Killing for Religion), riuscite ed epiche semi-ballad (la title track e Dancing with My Demons), pezzi più scanzonati e celebrativi (Legacy of Rock o l’evitabilissima Just Like in Paradise), per non parlare dell’ottima Ruler of the Dark, che trasuda old school in ogni nota con un ritornello che dire azzeccato è un eufemismo, in una delle canzoni meglio riuscite dell’intero lavoro.

Quello dei Black Hawk è un lavoro da cui stare ovviamente alla larga se si ricerca originalità (canzoni, copertina, testi e titoli delle tracce, estetica e nome della band sono tutti elementi che rimandano a un preciso periodo storico), ma ciò non toglie che si possa trattare di un disco a conti fatti riuscito. Un buon songwriting (una manciata di pezzi sono molto buoni, altri sicuramente meno) combinato a un grande senso di nostalgia rende The End of the World -che è comunque anche ben suonato e prodotto- un disco a cui vale la pena dare un ascolto se si è innamorati di determinate sonorità, perché potrà anche girare più di una volta nello stereo dei più nostalgici.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
60 su 1 voti [ VOTA]
InvictuSteele
Sabato 16 Settembre 2017, 15.02.51
1
Ho un loro album, forse il secondo, e mi piace tanto. Heavy classico che sembra uscito dagli anni 80. Sono bravi i Black Hawk, una buona band.
INFORMAZIONI
2017
Pure Underground Records
Heavy
Tracklist
1. Return of the Dragon
2. Streets of Terror
3. Killing for Religion
4. What a World
5. Ruler of the Dark
6. The End of the World
7. Scream in the Night
8.Legacy of Rock
9.Just Like in Paradise
10. Dancing with My Demons
11. Dragonride ’17
Line Up
Udo Bethke (Voce)
Wolfgang Tewes (Chitarra)
Günny Kruse (Chitarra)
Michael “Zottel” Wiekenberg (Basso)
Matthias Meßfeldt (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Hanjo Gehrke (Chitarra Acustica e Assolo nella traccia 10, Tastiere, Cori)
Conny Bethke (Cori)
Stefan Weise (Cori)
 
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