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Belphegor - Totenritual
16/09/2017
( 1241 letture )
A tre anni dal mezzo passo falso targato Conjuring the Dead, fanno il loro gradito e atteso ritorno Belphegor, trio austriaco che non ha di certo più bisogno di presentazioni. Giunti al loro undicesimo album, e con alle spalle quasi un quarto di secolo di carriera, Helmuth e Serpenth, in questa sede ufficialmente coadiuvati in line-up dal giovane batterista tedesco BloodHammer, che li accompagna da quasi tra anni a questa parte, ci presentano questo nuovo Totenritual creando un aspettativa non indifferente: stando alle loro stesse dichiarazioni, difatti, ci dovremmo trovare davanti al platter più pesante e brutale da loro mai pubblicato, complici atmosfere ritualistiche ed un accordatura ribassata delle chitarre mai provata prima.

Le nove tracce di questo Rituale della morte (questo il significato del titolo, per coloro i quali non masticassero il teutonico idioma), dal minutaggio totale piuttosto ridotto per un full-length, come da tradizione per i salisburghesi, mostrano all’ascoltatore come l’entusiasmo e la creatività di questa consistente realtà del death/black non siano defunte e, anzi, come le novità introdotte rendano il tutto più accattivante, senza apparire troppo ridondante o appesantito. Gli elementi classici di casa Belphegor ci sono tutti, inclusi i testi blasfemi, solenni e come sempre trilingui, ma lo stile appare rinfrescato da una batteria che, grazie alla tecnica del giovine BloodHammer, con la sua pioggia di blast beat non fa pesare il generale rallentamento delle composizioni che perdura lungo l’intera produzione, da un basso che, chiaro e roboante, sa dialogare fluentemente con le lancinanti e ferventi chitarre, da frequenti cambi di ritmo, sample inquietanti, intro cinematografiche (dal tributo a The Exorcist III di Swinefever - Regent of Pigs a quello a The Devils del 1971 della quasi omonima The Devil's Son) e interludi anche acustici (The Devil’s Son, Embracing a Star) che permettono a chi ascolta di tirare (seppur brevemente) il fiato, nonché da un'atmosfera generale oscura, aulica e sinistra. A tenere assieme il tutto, un Helmuth che in questa sede sa osare un po’ di più, sia a livello vocale, dove al classico growl con passaggi scream vengono affiancati anche parlato e cantato da litania quasi monastica, che per quanto riguarda lo strumentale di sua competenza, con una chitarra solista più articolata e dinamica. I brani contenuti in Totenritual sfilano fulminei e coesi uno dopo l’altro, senza incontrare particolari criticità né eccessi di sorta, nemmeno quando la durata può sembrare apparente ostacolo (Apophis - Black Dragon), dimostrando un buon mordente anche in successivi ascolti, in grado di confermarsi dall’inizio, folgorante e tagliente, fino alla lenta ed conturbante outro della titletrack posta in chiusura, che soavemente, seppur lungi dall’essere serena o confortante, ci riaccompagna fuori dall’inferno una volta terminata la blasfema cerimonia, che appare nel complesso non raggiungere certi fasti passati, ma comunque sapere ben difendersi con solidità.
La produzione, affidata nel missaggio ad un rodato Jason Suecof, appare studiata nel dettaglio e permette ad ogni elemento di ritagliarsi il giusto spazio e bilanciamento, permettendo la quasi perfetta fruizione dell’intero rituale a marchio Belphegor.
L’artwork di copertina, infine, nuovamente opera di Seth Siro Anton (basso e voce nei Septicflesh), che già in passato aveva collaborato con band, si configura come ottima summa di quanto proposto in questa release, sia a livello di tematiche affrontate che di oscurità dello stile offerto, come per altro confermato dallo stesso Helmuth ai nostri microfoni.

In sintesi, i Belphegor si reinventano sì, ma senza bruschi cambi di rotta, né pretese di riscrivere un genere. Chi non li ha particolarmente apprezzati sinora non troverà molto materiale con cui rifarsi da zero un’opinione sugli austriaci, mentre i fan di più lunga data, che con l’ultima uscita potevano temere un’imminente débâcle di Helmuth e soci, possono tirare un sospiro di sollievo. Quanto proposto in questo Totenritual dimostra difatti come la formazione salisburghese sia per il momento lontana dal diventare cover band di sé stessa, apparendo invece quanto mai desiderosa di portare alle stampe un disco dinamico e oscuro, suggestivo e curato, risultato evidente di una nuova sfida dei suoi musicisti contro loro stessi (nonché “contro” produzioni passate di una certa caratura e simile anima, figlie tra gli altri di nomi internazionali non proprio tralasciabili quali Behemoth e Morbid Angel, con le quali il paragone difficilmente sarà evitabile), che di certo non può che far bene al presente e al futuro di questa demonica realtà del death/black europeo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
77.28 su 7 voti [ VOTA]
lisablack
Domenica 1 Ottobre 2017, 11.20.21
9
Mi è piaciuto anche a me, era quello che volevo..anche per me il voto 75 va bene.
Doom
Venerdì 29 Settembre 2017, 14.38.36
8
Buon rientro, mi sta piacendo il giusto. Niente di clamoroso ma un buon album davvero da dare in pasto a chi li segue. 7,5 pure per me.
Pacino
Giovedì 21 Settembre 2017, 20.11.36
7
boh, discreta band,ma qua non ci siamo. 55
Kappa
Mercoledì 20 Settembre 2017, 22.51.29
6
Sono piatti e banali, seppur la sufficienza la portino ancora a casa grazie all'ottima preparazione dei musicisti. Però...che palle!
Riccardo
Martedì 19 Settembre 2017, 12.10.13
5
Uno dei gruppi più sopravvalutati, goffi e banali che ci sono in circolazione.
lisablack
Domenica 17 Settembre 2017, 20.28.24
4
Comincia con Lucifrer Incestus.. È un buon inizio!
Mulo
Domenica 17 Settembre 2017, 18.37.57
3
Non ho nulla di loro,accotto consigli su che album avventarmi
lisablack
Domenica 17 Settembre 2017, 12.26.59
2
Me lo sono ordinato a scatola chiusa..percio' non vedo l'ora! Sono sicura che mi piacerà!
max
Sabato 16 Settembre 2017, 11.57.02
1
elena voto assolutamente 95 !! stupendo!! bella intervista!! spero che torni in line up shoft!!!
INFORMAZIONI
2017
Nuclear Blast Records
Death / Black
Tracklist
1. Baphomet
2. The Devil's Son
3. Swinefever - Regent of Pigs
4. Apophis - Black Dragon
5. Totenkult - Exegesis of Deterioration
6. Totenbeschwörer
7. Spell of Reflection
8. Embracing a Star
9. Totenritual
Line Up
Helmuth (Voce, Chitarra)
Serpenth (Basso)
BloodHammer (Batteria)
 
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