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Church of Misery - The Second Coming
16/09/2017
( 300 letture )
I Black Sabbath con gli occhi a mandorla sono tornati, insieme al loro bagaglio di orrore seriale. A distanza di tre anni dal debutto Master of Brutality i nipponici Church of Misery raccontano nuovamente gli abissi più neri e inconcepibili della natura umana narrando le gesta dei più efferati assassini seriali dei nostri tempi. In The Second Coming la ricetta sonora parte sempre da un culto quasi divinatorio del Sabba Nero fatto di ritmiche rallentate, riff ribassati e ossessivi, una voce sgraziata e lancinante a cui si aggiunge un fumo fitto e denso tipico di casa Sleep e un accento di psichedelica lisergica seventies, decisamente più prominente rispetto all'esordio, che rimanda ad Hawkwind e Grateful Dead. La differenza più marcata è data dal cambio dietro al microfono, primo di una lunghissima serie nella carriera della band, con l’arrivo di Hideki Fukasawa con un timbro meno cavernoso e sgraziato rispetto a Yoshiaki Negishi, ma comunque dotato della giusta dose di ruvidezza per calarsi al meglio nel ruolo di narratore degli atroci misfatti contenuti nei testi.

La macabra apertura è affidata a I, Motherfucker un racconto delle raccapriccianti gesta di Ted Bundy assassino e stupratore di 30 persone negli anni Settanta, in cui si può apprezzare il riffing alla Iommi e una batteria particolarmente incalzante e ovattata da una produzione sporca e sudicia al punto giusto; si mantiene sulle stesse coordinate Soul Discharge “dedicata” a Mark Essex che in due distinte sparatorie tra ‘72 e ‘73 freddò nove poliziotti ferendo altre tredici persone, da un punto di vista musicale c’è da segnalare l’ottimo bridge centrale in cui il basso iperdistorto di Mikami accompagnato dal campanaccio si lancia in un solo ipnotico seguito poi a ruota dall’ottima chitarra. La storia di Andrei Chikatilo, il macellaio di Rostov, reo confesso di 56 omicidi in Unione Sovietica alberga nei testi di Red Ripper Blues che sul fronte musicale si dilata in un distorto viaggio psichedelico grazie al massiccio uso di synth e agli ottimi cambi di registro del singer in grado di passare da un cantato quasi pulito ad un registro gutturale e aggressivo; Filth Bitch Boogie si ricollega allo stile dell’opener con un drumming potente e un basso trascinante introducendo la prima protagonista del “gentil sesso” Aileen Wuornos interpretata anche al cinema da una irriconoscibile Charlize Theron, uccise sette uomini in florida alla fine degli anni ottanta.
La galleria degli orrori si conclude con Dean Corll soprannominato Candy Man che con tre complici fu protagonista degli “Houston Mass Murders" costati la vita a 28 ragazzi torturati, stuprati e assassinati, la traccia è una lunga digressione psichedelica a tinte doom che prosegue nella strumentale El Topo ispirata al folle film di Alejandro Jodorowsky di cui riprende la dissonante incoerenza. Nel disco originale trova spazio anche la cover dei leggendari Cactus One Way...Or Another resa più corrosiva dalla voce di Fukasawa con una nota di merito per Junji Narita capace di avvicinarsi al groove del maestro Carmine Appice, alla ristampa è stata aggiunta anche l’interpretazione di For Mad Men Only del power trio psych canadese May Blitz piuttosto fedele all'originale con un pizzico di distorsione in più.

Con the The Second Coming i Church of Misery mantengono le promesse fatte all’esordio, raffinando e facendo progredire il loro sound. Il trademark della band giapponese inizia a definire per bene i suoi contorni e troverà piena maturazione nel successivo Houses Of The Unholy, ma in questa uscita all’amalgama tra doom e stoner si aggiunge prepotente la vena psichedelica che permette alla band di costruire ancora meglio l’atmosfera macabra e schizoide di cui sono carichi i testi. Piccoli difetti, la “solita” eccessiva lunghezza di qualche traccia e la produzione scarna e ronzante che potrebbe non essere gradita da tutti seppur evidentemente cercata dal gruppo per rendere al meglio l’impronta sudicia delle composizioni.
Secondo viaggio nell’oscurità insieme ai Church of Misery e secondo centro e pensare che il meglio (peggio?) deve ancora arrivare...

”I’m the most cold-hearted son of a bitch you'll ever meet” (Ted Bundy)



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
54 su 1 voti [ VOTA]
gianmarco
Venerdì 22 Settembre 2017, 22.37.55
1
lo sto ascoltando.
INFORMAZIONI
2004
Diwphalanx Records
Doom
Tracklist
1. I, Motherfucker (Ted Bundy)
2. Soul Discharge (Mark Essex)
3. Red Ripper Blues (Andrei Chikatilo)
4. Filth Bitch Boogie (Aileen Wuornos)
5. One Way...Or Another
6. Candy Man (Dean Corll)
7. El Topo
8. For Mad Men Only (Bonus Track)
Line Up
Hideki Fukasawa (Voce, Sintetizzatori)
Takenori Hoshi (Chitarra)
Tatsu Mikami (Basso)
Junji Narita (Batteria)
 
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