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Excalion - Dream Alive
23/09/2017
( 283 letture )
Quarta prova di forza per i finlandesi Excalion, a distanza di dodici anni dal primo Primal Exhale e sette dall’ultimo High Time, un fatto che già fa riflettere di per sé. Ben tre album tra il 2005 e il 2010 e poi addirittura sette anni per sfornare il qui presente Dream Alive. Cos’è accaduto, dunque, in questo lasso di tempo? Work in progress. In primis l’ennesimo cambio di etichetta per il quintetto, finito sotto l’ala protettrice della nostrana Scarlet Records, poi la metamorfosi della formazione; tre quinti della band si ferma ai box, lasciando i soli due membri fondatori Jarmo Myllyvirta ed Henri Pirkkalainen, rispettivamente tastierista e batterista, alle proprie postazioni di battaglia. Tra i nuovi innesti sottolineiamo il già leader dei connazionali Force Majeure Marcus Lång dietro al microfono, subentrato allo storico Jarmo Pääkkönen, anche se di fatto cambia poco, o non abbastanza. Gli Excalion si sono sempre distinti, o più probabilmente non l’hanno mai fatto veramente, grazie alla proposta di un power melodico che tanto ha spadroneggiato in patria e che ha donato i propri capolavori al mondo del metallo pesante sul fortunato passo tra l’altissima vetta compositiva del vecchio millennio e quella del nuovo. Lungo il corso della propria carriera, di fatto, i Nostri non hanno mai osato spingersi oltre le classiche sperimentazioni di colleghi più blasonati come Stratovarius e Sonata Arctica, seppur mantenendo sempre una media compositiva ed esecutiva davvero ottima. Il qui presente Dream Alive non fa eccezione: undici canzoni efficaci, per un totale di un’ora esatta, che spaziano dal tipico power metal a base di fughe tastieristiche a tutta velocità ad un hard rock fortemente melodico e ricco di raffinatezze varie.

L’opener Divergent Falling è il luccicante biglietto da visita che tutti ci aspettavamo: riff di chitarra tagliente, tema di tastiera pomposo, ritornello vincente. Tutto al suo posto. Tasti bianchi e neri protagonisti anche nella successiva Centenarian, dalle ritmiche più nervose e in cui, tra le altre cose, i nuovi entrati Aleski Hirvonen alle sei corde e Marcus Lång alle due (quelle vocali) aggiungono al piatto una tecnica quasi invidiabile. Dopo Marching Masquerade, decisamente catchy nelle sue buone intenzioni, tocca alla frenetica Amelia mettersi in mostra, un pezzo tirato ed esplosivo nel pieno stile dei migliori Kamelot, farcito da un classico ma ben riuscito duello tra chitarra e tastiera. Torna a farsi rispettare l’ugola del vocalist Lång con la più rockeggiante Release the Time, in cui è il ritornello sempliciotto ma lucidato a dovere a fare da collante al tutto, mentre con One Man Kingdom si torna a premere sull’acceleratore e a far lottare nel fango i virtuosismi dei soliti Aleski Hirvonen e Jarmo Myllyvirta. Ecco quindi avvicinarsi le tanto attese ed immancabili ballad, o meglio, semi-ballad del platter in questione: Deadwater Bay e The Firmament sostituiscono il bollino della qualità di Dream Alive con uno decisamente più pregiato e lo fanno entrambe con delle delicatissime intro a base di tastiere, con degli splendidi e coinvolgenti chorus dal sapore epicheggiante ed una sezione solistica davvero grandiosa. Man Alive e Living Daylights, invece, scorrono via veloci veloci giocando tutte le carte vincenti di una band che sì ne possiede a volontà, ma che a dirla tutta sembra un po’ a corto di assi nella manica. Infine, con la conclusiva Portrait on the Wall (un brano che passa gli undici minuti), gli Excalion provano a buttare il cuore oltre l’ostacolo attraverso il continuo tira e molla fatto di improvvise accelerazioni e virtuosismi contrapposti a momenti più pacati e riflessivi, incorniciando una suite che farà certamente la felicità di tutti coloro che hanno avuto l’entusiasmo, e forse anche un pizzico di pazienza, per spingersi fin qui.

Ad ascolto ultimato, cosa ci resta di questo Dream Alive? In verità non poco. Una band ormai ben più che matura, dei brani veloci ed accattivanti, una produzione pressoché impeccabile in aggiunta ad un artwork ed un concept di fondo semplicemente affascinanti. È pur sempre vero, però, che anche l’altro piatto della bilancia non rimane esente da un certo peso da reggere, a causa di una scarsa propensione alla ricerca ed alla sperimentazione di nuove soluzioni oltre ad una certa piattezza ed ampollosità di fondo, che per forza di cose portano l’ascoltatore verso la tanto temuta sensazione di “già sentito”. Gli Excalion, in ogni caso, sono una garanzia e di conseguenza per loro la promozione è assicurata. Quello che ci si chiede ora è cosa e soprattutto quanto manca a questi cinque fieri rappresentanti del metal finlandese per fare il grande salto di qualità. Noi, in cuor nostro, ci auguriamo poco.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
85 su 1 voti [ VOTA]
Metallycra
Lunedì 25 Settembre 2017, 16.42.40
1
Mi sembra un voto non generoso. Generosissimo....Il cantante ha poi una voce tremenda. De gustibus
INFORMAZIONI
2017
Scarlet Records
Power
Tracklist
1. Divergent Falling
2. Centenarian
3. Marching Masquerade
4. Amelia
5. Release the Time
6. One Man Kingdom
7. Deadwater Bay
8. The Firmament
9. Man Alive
10. Living Daylights
11. Portrait on the Wall
Line Up
Marcus Lång (Voce)
Aleski Hirvonen (Chitarra)
Jarmo Myllyvirta (Tastiere)
Onni Hirvonen (Basso)
Henri Pirkkalainen (Batteria)
 
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