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River Black - River Black
25/09/2017
( 257 letture )
Disco di debutto tutt’altro che trascurabile o acerbo quello degli americani River Black, sotto il cui monicker si celano artisti già conosciuti in ambito metal come Dave Witte, già dietro le pelli con i moshers Municipal Waste, il virtuosissimo Brett Bamberger, bassista dei technical deathster Revocation, ma soprattutto il mastermind John Adubato, chitarrista dell’ormai sciolta band metalcore Burnt By The Sun con il cantante Mike Olender e lo stesso Witte. Ascoltando i dodici brani di questa omonima prima fatica discografica si potrebbe quasi pensare che ci si trovi di fronte ai rinati Burnt By The Sun con un nuovo bassista, ma la verità è che qui c’è una commistione di generi che spaziano dal metalcore al thrash metal canonico, con in mezzo molti spunti groove che richiamano band come Skinlab e Chimaira (con qualche spruzzo qua e là di Lamb Of God e Machine Head) e una ventata di nu metal anni 2000 che tanto faceva macello sonoro: la catalogazione risulta quindi decisamente complicata con il rischio di sminuire un lavoro valido e promettente, trattandosi pur sempre di un’opera prima.

L’apertura è a carico di Jaws, brano dal piglio groove marcato e incalzante ma capace di rallentamenti che inframezzano strofe e ritornelli in modo deciso e secco. A seguire scatta subito Honor, che sembra uscita direttamente da The More Things Change dei Machine Head tanta è la cadenzata e soffocante violenza “di strada “ che si respira qui, soprattutto nelle ritmiche che supportano il ritornello, e di continuo nella successiva Low, degno proseguimento in salsa “violence” quasi come a completare una storia di ordinaria follia urbana. Come una pallottola spara all’improvviso Shipwreck, uno schiaffone a mano aperta dai ritmi forsennati, grazie a una doppia cassa violenta di Witte, sapientemente alternati a rallentamenti degni del miglior Robb Flynn degli esordi, anche se a dir la verità decisamente ripetitivi e privi di cambiamenti sostanziali, ma comunque monolitici ed efficaci. La titletrack è un’inquietante intro strumentale, a base di archi malinconici ma mefitici e maligni, alla bellissima South By South, brano in cui la tecnica dei singoli musicisti si spreca anche se mai in maniera eccessiva o manieristica, ma piuttosto con tanta umiltà e originalità sottolineata dal richiamarsi delle voci corali, del ritorno degli archi durante la fase finale a supporto di un parlato in simil profezia. Se Boat colpisce come un martello pneumatico con il suo incipit aggressivo e i suoi riff granitici e ricorsivamente ciclici e Move prosegue sulle stesse coordinate amalgamando quasi in maniera automatica i rallentamenti, i parlati, le rullate, gli stoppati e i peana di guerra (anche se a fine brano c’è il colpo di classe di basso di Bamberger), #Victim e soprattutto la successiva Haunt (con l’uso di piacevoli voci pulite predominanti nel ritornello ad attenuare l’aggressività di fondo) si muovono su coordinate decisamente più hardcore e nu metal, dando una leggera ventata di movimento nella rocciosa staticità di questo River Black. A chiudere l’album la panterosa Sink, brano decisamente debitore della creatura di Darrell e soci senza ovviamente dimenticare la costante e ruvida aggressività stradaiola, e il mid tempo dai riff semplici ma marziali, epici e curiosamente asimmetrici di Everywhere, degna conclusione di un album monotematico e massiccio.

I River Black hanno ovviamente tantissima strada da percorrere se vorranno emergere dalla massa inflazionata di band che hanno fatto e fanno ancora oggi questo genere (e di certo non basterà avere tra le proprie fila musicisti più o meno conosciuti della scena metal mondiale per trovare scorciatoie o punti di favore) ma la base c’è tutta, basta solo distaccarsi in modo deciso dai cliché del genere (già visti, rivisti, usati e abusati) e osare qualcosa di più in fase compositiva e armonica, perché il potenziale qui potrebbe essere spaventoso, di sicuro altamente promettente.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Season of Mist Records
Groove
Tracklist
1. Jaws
2. Honor
3. Low
4. Shipwreck
5. River Black
6. South By South
7. Boat
8. Move
9. #Victim
10. Haunt
11. Sink
12. Everywhere
Line Up
Mike Olender (Voce)
John Adubato (Chitarra)
Brett Bamberger (Basso)
Dave Witte (Batteria)
 
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