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The End A.D. - Scorched Earth
26/09/2017
( 234 letture )
Prendete un cantante dalle corde vocali alla Udo Dirkschneider, due chitarristi ed un bassista con trascorsi in band thrash locali, ed un batterista punk e si potrà così avere un piano piuttosto chiaro della situazione. Dai sobborghi di Filadelfia avviano così nel 2014 la propria carriera i The End A.D., quintetto unito dalla passione per la sfacciataggine scanzonata del punk e l'aggressività del metal, sulla scia di band quali Suicidal Tendencies, Agnostic Front o Sick Of It All.
Dopo un primo EP omonimo pubblicato nel 2016, con l'intento di presentare la band, arriva il debutto sulla lunga distanza, nel quale sfilano una dozzina di brani aggressivi a cavallo tra thrash e punk costantemente in bilico tra i due generi, in linea con la sopraccitata scuola crossover.

Infinite Jest apre così il lotto con ritmi frenetici, brano già pubblicato come singolo trainante con tanto di video, che ha grossomodo l'intento di presentarci la band e la sua proposta: le chitarre corpose accompagnano la voce al vetriolo di Otto Luck, che soprattutto nel ritornello sgangherato fa spiccare la sua vena punk. Si continua sulla stessa onda, nonostante un inizio più lento, con la traccia successiva dedicata alla celeberrima cantante dei Plasmatics, band pioniera delle commistioni tra punk e metal tanto dal punto di vista musicale quanto attitudinale (cfr: le chitarre segate sul palco). Dopo un breve interludio strumentale giusto per far tirare il fiato, ripartono i ritmi serrati di Germs Burn, ma è la successiva When Wolf-Spiders Ruleth the Land la composizione maggiormente riuscita, dove emerge prepotentemente la componente metallica, osando anche qualche accenno di assolo all'inizio, con ritmi incalzanti e una voce particolarmente acida, mentre l'iniziale andamento avviluppante della seguente Day of the Locust rievoca invece certi White Zombie in più frangenti. Più ammiccante a certo metal classico invece Crawling From the Wreckage, per poi tornare alla furia prettamente punk con The Form Destroyer/Killing Floor nel quale viene sperimentato un cantato più vigoroso. Le successive tracce viceversa si limitano grossomodo a continuare il discorso intrapreso, calcando sulla componente punk (la dissonante Obsession (by Calvin Klein), dall'alquanto stravagante titolo, o The World, vicina ai Biohazard) o più rock (Happy Now) senza però aggiungere molto al di là del minutaggio, essendo anche tra le composizioni più lunghe dell'album. Stesso discorso per la conclusiva Voyage of the Damned, della bellezza di ben 7 minuti buoni, dove emergono influenze dei Corrosion Of Conformity più rockeggianti.

Con la canzone in chiusura, ed il parziale calo palesatosi nelle composizioni precedenti, si rischia così di arrivare alla fine degli oltre quaranta minuti abbondanti dell'album in parte appesantiti, intaccando in qualche modo il relativo dinamismo creato lungo tutta la durata del lavoro. Nonostante la scivolata finale l'album scorre però senza grossi intoppi, sebbene alcune composizioni necessitino di più di un ascolto per essere assimilate al meglio, cosa peraltro alquanto anomala rispetto all'immediatezza e spontaneità che da sempre contraddistingue il punk. Le influenze delle band citate, a tratti più o meno ravvisabili lungo tutto l'album, sono in ogni caso rielaborate in maniera tutto sommato pregevole, inserendo così i The End A.D. nell'alveo crossover senza stonare, seppur senza portare innovazioni sostanziali.
Sfortunatamente dopo le registrazioni del disco la band ha subito un consistente cambio di formazione, snellendo la formazione a quattro elementi e sostituendo i dimissionari Otto Luck, Dave Carr e John Plumley con la rosa crinita Ami Friend alla voce e Paul Orkin al basso, ma nonostante tali cambiamenti un secondo album è già in lavorazione. Ad ogni modo, il qui presente Scorched Earth si presenta comunque ben confezionato e tutto sommato omogeneo, pur senza avere delle vere e proprie perle da tramandare ai posteri, ma senz'altro sarà un buon biglietto da visita per il futuro dei ragazzi.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Massacre Records
Crossover
Tracklist
1. Infinite Jest
2. Wendy O. Williams
3. The Intercessor
4. Germs Burn
5. When Wolf-Spiders Ruleth the Land
6. Day of the Locust
7. Crawling From the Wreckage
8. The Form Destroyer/Killing Floor
9. Obsession (by Calvin Klein)
10. The World
11. Happy Now
12. Voyage of the Damned
Line Up
Otto Luck (Voce)
Paul Juestrich (Chitarra)
John Plumley (Chitarra)
Dave Carr (Basso)
Lorin Savadove (Batteria)
 
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