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Animae Silentes - Suffocated
26/09/2017
( 600 letture )
Nati nel 2015 a cavallo tra Verona e Trento, gli Animae Silentes sono uno di quei gruppi con tutte le carte in regola per diventare una di quelle che Carlino definirebbe “delle solide realtà”. Composto da membri esperti e con alle spalle una lunga gavetta, il quintetto è riuscito in meno di due anni dalla fondazione a lanciare sul mercato il qui presente Suffocated, licenziato dalla label lettone Sliptrick Records. Undici canzoni che catapultano l'ascoltatore in un riuscito mix tra atmosfere gotiche (nell'accezione più scanzonata dell'espressione) e ritmiche heavy metal, creando un ibrido che vive di melodie e groove trascinanti, insomma: la perfetta combinazione per produrre poi degli show piuttosto intensi.

I brani, la cui durata si attesta mediamente intorno ai quattro minuti, si dividono tra episodi tendenzialmente più riflessivi (la titletrack) e altri più pesanti (Desperation Road), facendo però sempre perno sulle atmosfere dark, l'incisività dei ritornelli e soprattutto sulla varietà di arrangiamenti di chitarre e voce.
Le prime -ad opera del duo Riccardo Menini/Giovanni Scardoni- costituiscono quella che è a tutti gli effetti la struttura portante dell'intero platter, e palesano ad ogni nota il lavoro certosino che vi sta alla base: ritmiche in power chord che trovano il giusto punto d'equilibrio tra complessità e groove, arpeggi quasi costantemente armonizzati, precisi passaggi in tremolo picking, sporadici palm mute (Desperation Road), e soprattutto delle parti soliste molto ben fatte. L'unico elemento più sottotono è rappresentato dai -rari- momenti in clean (Suffocated), ma si tratta -a conti fatti- di una componente piuttosto secondaria del sound. Il citato groove viene ampliato e ancor più valorizzato dal lavoro in tandem del bassista Tomas Valentini e del batterista Cristian Bonamini. Il primo -aiutato da una produzione che non l'ha sacrificato- ha inciso delle linee dirette e con la giusta “indipendenza” da quelle guida della chitarra, peraltro con un suono rotondo e concentrato prevalentemente sulla parte più grave dello spettro che ha riempito non poco tutto l'insieme. Il secondo -per usare un eufemismo- invece adora usare il china.
Le parti di batteria sono infatti sempre arricchite da un uso abbastanza insistente dei piatti, usati per accentare efficacemente i momenti più tirati dei vari pezzi. Non manca ovviamente un uso solido (ma non esagerato) del doppio pedale e la capacità di creare accompagnamenti che mantengono alta l'attenzione dell'ascoltatore, anche grazie a diversi filler piazzati in punti strategici.
Il vero mattatore è però Rock Ramon dietro il microfono, che lascia trapelare la sua carica di frontman anche attraverso un'interpretazione registrata. La sua forza sta nel timbro caldo e gradevole e soprattutto nella -citata- versatilità con cui imposta le linee vocali, aiutato anche da un range piuttosto ampio. Ci sono delle parti medio/basse (piuttosto riuscite tra l'altro in brani come Save Me o nella titletrack) che ricordano quasi approcci usati da band (di tutt'altro genere) come i Kamelot, ma c'è soprattutto una grande efficacia nella gestione delle parti più acute, sempre apprezzabili tranne che in qualche sequenza di falsetto troppo insistito (Lost in My Soul). Buone anche le sporadiche incursioni in growl/scream, che -pur non rappresentando il suo punto forte- risultano ideali per enfatizzare i momenti più intensi di certe canzoni.

La produzione di Suffocated è sorprendentemente moderna per un disco di questo genere. Si nota una cura notevole nella scelta delle timbriche di alcune componenti abbastanza caratterizzanti, come ad esempio i suoni della chitarra solista, “classici”, caldi ed incisivi. La tendenza generale va però più nella direzione di un sound granitico, con batteria e basso solidi e chitarre ritmiche decisamente “presenti” (sentite la già citata Desperation Road per farvi un'idea). Una serie di elementi che si allontana quindi abbastanza dal sound sporco di molti gruppi goth rock o heavy metal nel senso più classico del termine. Ci sono il rispetto per le atmosfere e la veracità di suoni senza fronzoli, ma il tutto viene poi elaborato in una chiave moderna piuttosto gradevole.

Gli Animae Silentes non inventano nulla. Non si muovono troppo distanti dalle coordinate delle band che li ispirano, nemmeno la commistione con le ritmiche più heavy è qualcosa di davvero nuovo. Eppure gli undici brani che compongono Suffocated vanno ben oltre il mero “mestiere”. Le strutture delle canzoni sono indovinate, le melodie trascinanti e le capacità tecniche dei cinque gothster del nord-est sono ben superiori alla media di molti loro colleghi, elemento che insieme ad un'esperienza non da tralasciare li ha portati a mettere insieme un disco assolutamente di buon livello, capace di intrattenere e che non si “logora” nemmeno dopo ascolti prolungati.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Loco
Lunedì 28 Maggio 2018, 16.33.19
2
Adoro il modo di cantare di Ramon che già ammiravo nei grandi Hollow Haze!!!! Bel disco!
PERFECT Simmetry
Venerdì 29 Settembre 2017, 13.31.21
1
Discreto ma troppo HIM oriented........... 70
INFORMAZIONI
2017
Sliptrick Records
Gothic
Tracklist
1. Intro
2. Burning in Silence
3. Purgatorium
4. Eville
5. Nothing Else to Remind
6. Illusion
7. Save Me
8. Desperation Road
9. Madman Town
10. Lost in My Soul
11. Suffocated
Line Up
Rock Ramon (Voce)
Riccardo Menini (Chitarra)
Giovanni Scardoni (Chitarra)
Tomas Valentini (Basso)
Cristian Bonamini (Batteria)
 
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