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Purtenance - Paradox of Existence
27/09/2017
( 179 letture )
Finlandia, terra di laghi e di foreste, patria del kalakukko e di solide realtà culturali. Tra queste ultime, oltre alla letteratura, spicca ovviamente l’universo musicale che, con i suoi infiniti orizzonti, ha saputo creare nel corso degli anni degli ottimi prodotti di un certo spessore. Nell’ambito della musica metal (mondo non poi così ristretto in Scandinavia), i Paesi del Nord hanno avuto una tale importanza da imprimere una fortissima connotazione ai generi più estremi, tra cui il death. È su di esso che ora ci focalizzeremo, andando a parlare della nuova fatica dei Purtenance: l’EP Paradox of Existence.

Nati nel 1989 come Purtenance Avulsion, i Nostri rilasciano dapprima un paio di demo, per poi cambiare il loro nome in quello attuale al momento della pubblicazione del primo EP nel 1991. L’anno di svolta è però il seguente, grazie all’uscita del primo album, quel Member of Immortal Damnation, divenuto oggi un autentico oggetto di culto per gli appassionati e globalmente riconosciuto come uno degli album meglio rappresentativi del genere. Con le sue cadenze funeree e ritualistiche, l’album provocò una detonazione tale da legittimare l’accostamento della band ad altre leggendarie realtà del death finnico: Convulse, Demigod, Demilich, Abhorrence ecc. Peccato che la fiamma si sia rivelata molto più flebile di un lumino tombale; infatti, il gruppo finirà per sciogliersi e per non dare più notizie di sé soltanto fino al 2009 (con la pubblicazione di una timida raccolta, mentre per parlare di vero e proprio ritorno bisogna attendere l’uscita di un EP inedito nel corso del 2012). Un silenzio costato carissimo alla fama e alla popolarità dello stesso, finito nelle profondità dell’oblio nonostante il piccolo capolavoro citato alle spalle. Oggi, il lento cammino di risalita da parte dei Purtenance appare più difficile che mai. Supportata dalla fedele Xtreem Music, la band di Nokia sforna questo validissimo EP di death old school, tombale più che mai. Quattro tracce potenti, incisive, ben suonate, sporche e più buie della notte. Sono interessanti i cambi di tempo messi in atto dal gruppo: quando c’è da andar veloci corrono spediti a ritmi di mazzate sul rullante, ma è quando vanno lenti che impressionano. Infatti, rallentano sul serio e in maniera drastica: accordi pieni e lentissimi, al limite del funeral doom (ascoltando la sezione centrale di In the End Only Death Will Remain sembra di essere alle prese con un brano dei tedeschi Ahab). È chiaro che l’intento e le convinzioni che animano i musicisti sono la piena aderenza ai modelli del passato con i quali sono cresciuti, piuttosto che l’accoglimento dei canoni delle nuove ondate death provenienti da oltreoceano. Canoni questi più veloci, tecnici e meno rozzi del vecchio death scandinavo. La cavalcata più lunga è data dai sette minuti di durata della titletrack Paradox of Existence, che si caratterizza per un bel riff minaccioso che viene riproposto più volte lungo la traccia, e che costituisce sicuramente il momento più interessante dell’intero EP. Una solida corazza ritmica viene squarciata dalle alte note tenute a lungo di un assolo di chitarra che, pur non spiccando per particolari doti tecniche, è comunque in grado di creare una sinistra atmosfera di morte: lo conferma il fatto che subito dopo la musica svanisce per lasciare il passo al suono di un elettrocardiografo che registra qualche debole cenno vitale per poi sfociare nel lungo sibilo…della morte. A chiudere il lavoro ci pensa la veloce Nekro Orgy, il pezzo più breve e diretto dell’EP. Assolutamente devastante, tanto che si ha l’impressione che le pelli della batteria letteralmente esplodano sotto i colpi inferti da Harri Salo.

Paradox of Existence non è rivolto a tutti, anzi, e questo i Purtenance lo sanno bene e molto probabilmente sono fieri della loro scelta. È sicuramente un pezzo che andrà ad arricchire gli scaffali di tutti gli amanti del death vecchia scuola, sporco e grezzo e tombale più che mai. Chi ama sonorità più tecniche invece, molto probabilmente se ne terrà alla larga. Però non importa, perché come dicono i Nostri: In the End Only Death Will Remain.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Doom
Mercoledì 27 Settembre 2017, 21.42.06
1
Ancora mi manca, ma la rece sui contenuti e' molto interessante. Lo farò mio. Facessero uscire un full pero'.
INFORMAZIONI
2017
Xtreem Music
Death
Tracklist
1. In the End Only Death Will Remain
2. Vicious Seeds of Mortality
3. Paradox of Existence
4. Nekro Orgy
Line Up
Ville Koskela (Voce)
Simo Rouvinen (Chitarra)
Juha Rannikko (Chitarra)
Tero Aalto (Basso)
Harri Salo (Batteria)
 
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