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Crashdiet - The Savage Playground
27/09/2017
( 60 letture )
La Sunset Strip sembra essersi trasferita in Scandinavia da un bel po’ di tempo; Svezia, Finlandia e Norvegia sono diventate il fulcro della rinascita dei generi glam, sleaze e street che hanno infiammato la celebre striscia di asfalto della Città degli Angeli nei cotonati eighties. La scena nord europea tra pacchiane imitazioni e convincenti rivisitazioni porta avanti la sacra fiamma di questo genere a stelle e strisce, che ha trovato linfa vitale e continuità nelle fredde terre del Nord Europa. Fra i primi nomi a uscire da questa scena nell’ormai lontano 2005 ci sono gli svedesi Crashdiet che insieme ai conterranei Hardcore SuperstarMartin Sweet ritorna nel 2013 con l’atteso seguito di Generation Wild intitolato The Savage Playground, il disco esce per la orgogliosamente nostrana Frontiers, ormai punto di riferimento internazionale per l’hard rock melodico.

La formazione vede la conferma dietro al microfono di Simon Cruz chiamato nuovamente ad occupare lo spazio lasciato vuoto da Dave Lepard morto suicida a soli 25 anni nel 2006, la sezione ritmica vede Peter London al basso e Eric Young a percuotere tamburi e piatti. Il sound della band è ormai consolidato, in buon equilibrio tra Crue e Dokken da lato e Skid Row e L.A. Guns dall’altro, fatto di tanti stereotipi del genere, dai testi a base di sesso e droga ai cori in pieno stile ottantiano a cui si aggiunge una buona dose di personalità, che ha sempre distinto i Crashdiet all’interno del movimento “revival”. The Savage Playground ha una tracklist ricca, con ben tredici pezzi, forse troppi per la vena creativa che ha alimentato questo disco: la differenza principale rispetto alle altre uscite dei ragazzi è quella della mancanza di una o più tracce che si stagliano al di sopra delle altre, quelle che nell’epoca a cui il gruppo si ispira, sarebbero stati i singoli da classifica. Gli episodi validi non mancano assolutamente con menzione di merito per il chorus alla Skid Row di Cocaine Cowboys aperta da una sporca melodia southern, l’energica opener Change The World, il ritornello cromato di Circus e le atmosfere cupe di Snakes In Paradise. D’altro canto ci sono episodi che seppur sempre ben suonati ed interpretati mancano del mordente e di un minimo di memorabilità dei refrain che costituiscono i fattori di successo delle songs di questo genere, ad esempio California, Damaged Kid e Got a Reason tutte accomunate da un inusuale effetto di “già sentito” per la band. Paradosso conclusivo dettato dal fatto che la canzone di un paio di spanne superiore alle altre sia relegata al mero ruolo di bonus track: Liquid Jesus uno sporco e sguaiato inno sleaze/street con forti tinte punk e blues, semplicemente impossibile non ritrovarsi a canticchiare il refrain per giorni dopo il primo ascolto.

The Savage Playground lascia un po’ di amaro in bocca per qualche scelta decisamente errata da parte dei Crashdiet: con una tracklist più compatta e una maggiore concentrazione nel raffinare le tracce veramente vincenti, ci si troverebbe di fronte all’ennesima perla di questa band. Purtroppo non è così, ma la classe e le capacità compositive del gruppo salvano ampiamente l’uscita che è comunque un ascolto gradevole per gli amanti del genere, manca “solo” della zampata vincente.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
75 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2013
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Change The World
2. Cocaine Cowboys
3. Anarchy
4. California
5. Lickin’ Dog
6. Circus
7. Sin City
8. Got A Reason
9. Drinkin’ Without You
10. Snakes In Paradise
11. Damaged Kid
12. Excited
13. Garden Of Babylon
14. Liquid Jesus (Bonus track)
Line Up
Simon Cruz (Voce)
Martin Sweet (Chitarra)
Peter London (Basso)
Eric Young (Batteria)
 
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