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Seizon - The Great Old Ones
28/09/2017
( 1179 letture )
Non è la prima volta che ci occupiamo del moniker Seizon, dato che in passato abbiamo già ripetutamente valutato il lavoro del compositore Renato Zampieri in occasione delle recensioni dei suoi precedenti lavori. Il 2017 vede il progetto compiere un nuovo passo in avanti con l'uscita di The Great Old Ones, incentrato nuovamente sull'opera di Lovecraft, ma affrontata in un'ottica relativamente inconsueta.

L'album, completamente strumentale, rappresenta la prima parte di un concept riguardante la raffigurazione dei Grandi Antichi in musica, evitando quindi di focalizzarsi solo sul Grande Cthulhu come avviene quasi sempre, ed utilizzando allo scopo dei "dipinti musicali" per descrivere le caratteristiche di varie divinità minori della mitologia lovecraftiana. Per farlo, il Nostro sposta un po' il focus delle sue composizioni, che in The Great Old Ones utilizzano in misura molto minore le orchestrazioni -comunque non abbandonate- e danno maggiore spazio alle sperimentazioni elettroniche. La scrittura, quindi, asseconda e descrive la forma, la funzione e le movenze delle varie entità cui ogni pezzo è dedicato, musicandone quindi sia l'aspetto che le caratteristiche. In ciò, il nuovo percorso targato Seizon, diretto com'è verso panorami cosmici, risulta coerente con l'approccio generale di musicisti più che celebrati. Dagli Arcturus a Mike Oldfield. Per quanto riguarda la parte prettamente tecnica, The Great Old Ones è il risultato dell'uso del guitar synth (nello specifico: Manne 7 corde) e della tastiera virtuale (iPad). Il tutto integrato con vari loop orchestrali e processato mediante Logic Pro. L'impressione che si potrebbe trarre da questi dati è quella di un prodotto freddo e poco comunicativo, addirittura "plasticoso" ma, come peraltro già notato in tutte le altre occasioni, Zampieri riesce ad evitare la trappola della distanza sintetica dall'ascoltatore, riuscendo a trarre dal disco un suono che, pur essendo chiaramente figlio di un lavoro poco tradizionale, è ugualmente molto comunicativo, vivo e in vari frangenti addirittura caldo. La chiave scelta è onirica, liquida e non magniloquente, basando gli arrangiamenti su tempi dai BPM sempre contenuti, dai quali si riesce ad evincere mentalmente la natura colossale e non completamente fisica dei Grandi Antichi. Che si tratti del ciclopico creatore Amon-Gorloth; del cieco dio della luna Gleeth; del cuore generatore di mostri Nssu-Ghahnb; della gelatinosa massa di Ghisguth; della fiamma vivente Cthugha o del mistero dei Great Old Ones, l'approccio è spesso ovattato e sfumato, come occorre per creature non appartenenti a questa dimensione e valorizzato da un tappeto ritmico ipnotico. Misurati eppure efficaci; sorprendenti per la loro credibilità nonostante la genesi non classica e capaci di salire dopo ogni ascolto mediante l'imporsi delle sfumature, i sei brani della scaletta di The Great Old Ones sono sicuramente i più maturi mai prodotti dall'autore come Seizon.

Il cammino di Renato Zampieri viene da lontano e testimonia di un percorso che lo ha portato dal death dei Gaia's Vestige ai suoni ambient/orchestrali di Seizon ed il 2018, come già segnalato con questa notizia, recherà sviluppi importanti per il compositore. Per quanto riguarda il disco trattato, intanto, The Great Old Ones è un album raffinato, elegante, ricercato e musicalmente molto coerente con le immagini e soprattutto con gli attributi posseduti dalle creature alle quali i singoli titoli fanno riferimento; e con spiazzante equilibrio.
I Grandi Antichi vivono ancora. Anche in musica.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
89.33 su 3 voti [ VOTA]
Jo-lunch
Mercoledì 4 Ottobre 2017, 16.43.50
8
Ragazzi (mi riferisco a Raven e a Michele, ovviamente), sapete qual'è il grosso limite di molti lettori? Commentare e/o criticare a casaccio, senza leggere le recensioni e senza ascoltare gli album recensiti. Si critica tanto per criticare, senza alcun costrutto. Le opinioni diverse sono condivisibili, la critica campata in aria ed espressa in maniera quasi offensiva non è accettabile. @ZOvHell : a proposito, anche un solo like su Facebook può far piacere, che discorsi fai?
Michele "Axoras"
Mercoledì 4 Ottobre 2017, 16.14.39
7
Invece di provare un briciolo di curiosità nell'ascoltare un titolo di un ex-redattore, o in generale di una persona che ha scritto per anni su questo sito.. avete mai pensato che scrivere recensioni e analizzare dischi di altri gruppi per anni cambi il metodo di approccio alla composizione musicale? Sempre a esser malpensanti a priori, come se noi ci guadagnassimo qualcosa poi. Raven, ora andiamoci a prendere il gelato con i 5 euro che Renaz ci ha dato per questa recensione dai !
Tiradipiunpelodifiken
Mercoledì 4 Ottobre 2017, 12.36.27
6
Raven 10 e lode, ZOvHell non hai proprio un cazzo da fare eh? Madonna mia che tristezza
Raven
Venerdì 29 Settembre 2017, 7.06.26
5
Allora conserva un'utilità doppia rispetto al tuo commento precedente, Capisco che sia difficile accettare che ci sia gente che cerca di scrivere sempre e comunque in maniera oggettiva anche di chi conosce personalmente, ma è così. Magari se ascoltassi il disco e poi intervenissi nel merito con critiche centrate sulla musica saresti più utile a tutti. Saluti.
ZOvHell
Giovedì 28 Settembre 2017, 23.19.21
4
Sinceramente un progetto che nell'era di internet e' attivo da 10 anni con 18 like su facebook non mi aspetto che venda mai una copia (puo' sembrare banale e stupido come esempio pero' bene o male va cosi'), e' semplicemente inutile ed evitabile come queste recensioni e direi che non ci sia neanche tanto da invidiare.
Raven
Giovedì 28 Settembre 2017, 22.10.08
3
ah, era un nostro ex recensore? Non lo sapeva nessuno, davvero. Tanto che era stato detto in varie altre occasioni a partire dalla prima riga della prima recensione che lo ha riguardato. In effetti si,mentre scrivevo alla veneranda età di 50 anni, mi sentivo come pilotato da una forza esterna che mi costringeva a scriverne bene, come se la forza dei Grandi Antichi mi controllasse dalle innominabili profondità delle sfere esterne e il Grande Cthulhu mi avesse pagato in immortalità. Dopo questa recensione sicuramente il buon Renato venderà milioni di dischi e otterrà un contratto discografico. Ah, lo ha già ottenuto. Sicuramente dalla casa discografica di un nostro ex recensore; sicuro.La scena italiana è sempre stata contrassegnata dalla presenza di invidie e gentucola; niente cambia.
ZOvHell
Giovedì 28 Settembre 2017, 21.39.49
2
Raga ma se fossi un ex recensore e vi spedissi il mio disco ambient noise di peti privo di mixing e mastering gli dareste dall’85 in su?
Luca
Giovedì 28 Settembre 2017, 20.15.29
1
Ragazzi attenzione!! L'autore dell'album qui recensito, tale Renato Zampieri alias "Renaz", ai tempi ha ricoperto una posizione di rilievo nella direzione di Metallized. Stiamo attenti che il voto della recensione, così come i contenuti stessi, potrebbero pertanto risultare "pilotati" e "falsati"
INFORMAZIONI
2017
Seizon Production 2017
Ambient
Tracklist
I. Amon-Gorloth, Creator of the Nile and Universe's Equilibrium
II. Gleeth, The Blind God of the Moon
III. Nssu-Ghahnb, The Heart of the Ages
IV. Ghisguth, The Sound of Deep Waters
V. Chtugha, The Living Flame
VI. The Great Old Ones
Line Up
Renato Zampieri (Tutti gli strumenti)
 
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