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The 69 Eyes - Angels
( 4796 letture )
Che i The 69 Eyes siano dei grandi ruffiani è ormai noto a tutti. E' dai tempi di Wasting The Dawn (1999) che i finnici, fiutata la corrente gotico-romantica (battezzata "love metal" dai connazionali HIM) che andava affermandosi in Europa in quel periodo, hanno deciso di imporsi una sterzata stilistica che li ha resi quello che oggi si potrebbe definire un gruppo dark-gothic rock. In realtà il paventato cambio di direzione si è materializzato nell'iconografia più che nella musica: la band finlandese ha mantenuto infatti le caratteristiche di suono degli esordi, ossia hard rock stradaiolo e sleazy, sporcandole leggermente di fuliggine gotica ravvisabile nel cantato baritonale alla Pete Steele e nell'adozione di una linea generale più cupa e dark indotta da melodie tastieristiche sempre più marcate e grevi. Ciò che ha fatto dei The 69 Eyes una "nuova band" è stato il riferimento ad un immaginario tenebroso ed ammiccante fatto tanto di oscurità, candele e profondi baci sul collo quanto di motori, giacche di pelle e pettinature improbabili.
L'abilità nel tenere due piedi nella stessa scarpa ha fruttato agli "Hellsinki Vampires" la (auto) definizione di "anello mancante tra Hanoi Rocks e HIM". Chi non ha mai ascoltato la band in questione sappia che la definizione è abbastanza calzante, basta aggiungerci una spruzzatina di Sisters of Mercy e The Cult, e il gioco è fatto. I rimandi agli anni ottanta sono per musica del gruppo continui ed imprescindibili, e basta gettare un orecchio a caso nella discografia per rendersene conto: sia nel loro periodo più rockettaro, sia in quello più dark, i goth-glamsters finlandesi hanno sempre pescato a piene mani dalle grandi band del passato. Caratteristica questa, che pur non giocando a favore della personalità del gruppo, gli ha consentito comunque di produrre album sempre accattivanti e ruffiani, niente da tramandare ai posteri, ma capaci di lasciarsi ascoltare senza troppi sbadigli.
Tutte queste parole spese ad inquadrare la band sono necessarie nel momento in cui ci si rende conto che di un album come Angels non c'è in realtà molto da dire: nulla di nuovo sotto il sole (ma in questo caso sarebbe meglio dire la luna) per i finnici, soltanto un altro discreto platter gothic rock suonato in maniera più che decente e prodotto ottimamente. Dopo la sbornia gotica accennata con Wasting the Dawn e proseguita nel pregevolissimo Blessed Be e nello scontato Paris Kills, i The 69 Eyes hanno recuperato con Devils un po' di quell'urgenza rock degli esordi, e la tendenza sembra ancora più marcata sul nuovo album (che presenta la stessa copertina del precedente, fatta eccezione per la biondona che sostituisce il buon Jirki), che si configura per la band come ideale quadratura del cerchio della propria carriera. Il volume delle chitarre è stato aumentato e qualche bel riff tosto appare qua e la a rinvigorire un lotto di canzoni che suonano come da tradizione semplici e immediate, in questo episodio più che in altri ben bilanciate tra l'impatto delle sei corde e le melodie tenebrose impartite dalle tastiere. Sempre efficace si dimostra il profondo vocione del vocalist Jirki, naturalmente a suo agio nella figura di Elvis oscuro, intento come da copione a cantare di donne, amori, dolori, morte e quant'altro.
Un album insomma del tutto godibile, che tuttavia trova il maggior limite nella sua scarsa longevità: pur scorrendo senza intoppi nei suoi quarantanove minuti, non lascia nessuna traccia del suo passaggio e sicuramente non incita l'ascoltatore a premere ancora il tasto PLAY. Consigliato solo ai fan della band e a chi voglia ascoltare un discreto gothic rock senza troppe paranoie onanistico-depressive.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
47.03 su 31 voti [ VOTA]
Matt
Venerdì 2 Luglio 2010, 11.38.11
6
Un album più che godibile! Per non dire del 10 e lode che, secondo me, merita il "making of" personale di jyrki su tutte le canzoni dell'album nei contenuti extra dell'open disc. Naturalmente il titolo non è scelto a caso in quanto è "l'antagonista" del precedente Devils (come è già stato fatto con "wasting the dawn", "blessed be" e "paris Kills" che lo stesso jyrki ha detto essere una trilogia). "Angels" è la risposta a "Devils" e forse è un pò meno orecchiabile della precedente. Non mi stancherò mai di ascoltare "never say die" ...troppo bella!, "rocker" è una canzone dedicata ai grandi artisti rock passati, presenti e futuri! Anche a noi, se ci sentiamo tali! "Ghost" prima canzone a tema cinematografiico, da bivido il violino finale, "perfect skin", l'ha detto lo stesso jyrki, è omaggio alle star di hollywood mentre in "wings and heart" mi piace lo slogan "voodoo got you, you got the voodoo", troppo dolce "star of fate" da ascoltare magari all'aperto sotto un cielo stellato in spiaggia, "los angeles" mi fà sentire proprio lì in mezzo al traffico della caotica metropoli, "In my name"...che dire... un pezzo pregiato! Con citazioni esplicite dal Vangelo e un jyrki ispirato più che mai, "Shadow of your love" è stato scritto durante l'esperienza africana di jirky anbasciatore unicef e lo trovo meraviglioso sia per il testo che per la musica che m'ha fatto venire i brividi la prima volta che l'ho ascoltata, "frankenhooker" mi ha convinto a vedere l'omonimo film horror splatter che (da buon amante della lingua inglese e americana) ho visto con piacere in lingua originale anche perchè non è disponibile in italiano, forse con i sottotitoli ma su youtube non ci stanno...un film molto stravagante e la canzone è perfetta per i concerti live, chiude in bellezza un' ottima rivisitazione del vecchio 69 eyes classic "wrap your troubles in dream" un'altro bellissimo album della band che segnò un cambiamento di genere musicale della band verso il metal (e che contiene una fantastica cover di "call me" dei blondie di cui consiglio di vedere il video su youtube). Esiste anche la versione live sul cd "hollywood kills" che è degna di ascolto! In conclusione un album che non può deludere i fan della band!
jani777
Martedì 6 Gennaio 2009, 3.17.43
5
peccato per il titolo dell'album che emula totalmente quello prima (Devils!) a un gradino leggermente sopra ma non troppo. Un gruppo camaleontico, non c'è che dire. Però non rinuncio mai a vedermeli live, sono davvero da sbragarsi dalle risate! Simpatici e disponibili. Ma in fondo, a loro non gli interessa fare musica ma comportarsi da rockstars. Diamogli un 65. Ed è anche troppo!
Haemoglobin
Venerdì 20 Aprile 2007, 19.24.57
4
Credo che sia un album molto diverso rispetto ai loro precedessori..sufficiente..
Vincenzo
Venerdì 30 Marzo 2007, 16.09.37
3
Premetto che la recensione è scritt bene (altrimenti mi dicono che non faccio mai i complimenti). Loro, uno dei peggiori gruppi attuali in assoluto, non solo nel gothic rock, ma di tutta la musica.
Il Mentalista
Venerdì 30 Marzo 2007, 13.42.18
2
Kiitos
Zagor76
Giovedì 29 Marzo 2007, 22.53.53
1
Grande Peppe, perfettamente d'accordo sulla definizione che siano una via di mezzo tra Hanoi Rocks e HIM, con un occhio ai Cult. Appena discreto
INFORMAZIONI
2007
EMI
Gothic
Tracklist
1. Angels
2. Never Say Die
3. Rocker
4. Ghost
5. Perfect Skin
6. Wings & Hearts
7. Star of Fate
8. Angeles
9. In My Name
10. Shadow of Your Love
11. Frankenhooker
12. Wrap Your Troubles in Dreams
Line Up
Timo-Timo - guitar
Archzie - bass
Jirki69 - vocals
Bazie - lead guitar
Jussi69 - drums
 
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