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Arkaik - Nemethia
30/09/2017
( 885 letture )
Quello che inizialmente sembrava essere un gruppo di passaggio, si è dimostrato essere in realtà una delle realtà più interessanti del technical death moderno. Stiamo parlando degli Arkaik, californiani che da ormai qualche anno son riusciti a crearsi una folta schiera di ascoltatori. A distanza di due anni da Lucid Dawn, i due leader Jared Christianson e Greg Paulson registrano, con l’aiuto di una manciata di ospiti di tutto rispetto, il quinto disco in carriera, rilasciato anche questa volta dalla Unique Leader Records, etichetta che li scoprì nel 2010.

Chiunque abbia avuto a che fare con il gruppo, avrà sicuramente ben chiara la proposta e l’approccio che caratterizza le uscite. Da sempre fedeli ad un technical death moderno e influenzato da gruppi come The Faceless e Deeds of Flesh, i nostri hanno comunque mostrato buone abilità nel creare composizioni variegate e ricche di spunti interessanti che non si limitassero ad essere meri esercizi stilistici. Sin dalle prime battute si fa notare l’aspetto violento e più d’impatto della proposta, che nonostante il grande utilizzo di dissonanze, scale che s’intrecciano e altri virtuosismi, non passa mai in secondo piano. Si fanno poi notare delle influenze vicine al djent che vanno ad arricchire le composizioni con una buona dose di groove; è il caso della seconda traccia, Of Violence and Pestilence Born, che grazie al massiccio utilizzo delle soluzioni citate mostra un gruppo in grado di muoversi anche su ritmiche più controllate. Tante idee, soluzioni e voglia di fare insomma, proprio come dimostrato nell’ambiziosa Order of Hierogon. Quando si ha a che fare con sonorità simile, è difficile costruire un brano così articolato e lungo senza cadere nella noia, nelle ripetizioni o nelle forzature, ma i circa dieci minuti del pezzo scorrono via senza intoppi: non solo grazie ad una composizione che assume i toni di una vera e propria narrazione sonora (cambi di tempi, la sensazione che il pezzo sia diviso in parti), ma anche grazie alla chitarra solista che rende l’ascolto più fluido. È anche vero che i nostri si erano cimentati in soluzioni di questo tipo con Metamorphignition (2012), terzo album del gruppo che resta tutt’oggi il capitolo più interessante discografia. Oltre a delle abilità prettamente tecniche quindi, vi è anche una capacità di costruire in modo coerente e sensato un vero e proprio pezzo, ma non solo, perché i due inseriscono due brevi strumentali (l’orientale Dweller on the Threshold e Lifting Amnesia) il cui obbiettivo è quello di rendere l’ascolto meno ostico attraverso arpeggi e la totale assenza di tecnica o voci. Tornando all’aspetto più strumentale del lavoro, è superfluo soffermarsi più di tanto sulla quantità di riff e scale qui presenti; potremmo sottolineare il pazzesco lavoro di basso, specialmente nella prima traccia, ma trattandosi di un basso programmato (scelta dovuta alla mancanza di un bassista), non avrebbe poi molto senso elogiare qualcuno. Ci si può invece complimentare con Jared Christianson per essersi affidato a svariati tipi di growl e scream senza risultare monocorde e inespressivo, ma andando ad arricchire i momenti più carichi dei brani.

Attraverso gli elementi descritti, l’utilizzo di qualche piccola orchestrazione, il pianoforte e l’inserimento di qualche arpeggio, i quaranta minuti circa di Nemethia scorrono senza troppi problemi; non che sia tutto perfetto, anche perché il disco soffre dei soliti problemi che tormentano uscite di questo tipo (momenti troppo macchinosi che rallentano l’ascolto, virtuosismi a volte eccessivi), ma in fin dei conti è un lavoro che accontenterà i fan del gruppo e di queste sonorità.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Unique Leader Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Occultivation
2. Of Violence and Pestilence Born
3. Order of the Hierogon
4. Dweller on the Threshold
5. Futile State
6. The Eupnean Relic
7. Lifting Amnesia
8. Telegnosis
9. Nexion Stargate
Line Up
Jared Christianson (Voce)
Greg Paulson (Chitarra, Basso)

Musicisti ospiti:

Arde Ostowari (Assolo sulla traccia 1)
Joe Haley (Assolo sulla traccia 3)
Craig Peters (Assolo sulla traccia 5)
Stephen Paulson (Fagotto sulla traccia 7)
Gabe Seeber (Batteria)
 
RECENSIONI
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