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Venomous Maximus - No Warning
02/10/2017
( 378 letture )
Quando si giunge al traguardo del terzo album, una band con visibilità internazionale è di solito chiamata a consolidare il successo raggiunto, oppure a fare il botto preparato dai lavori editi per primi. Se i due precedenti non sono stati capaci di imporre la band che li ha incisi, nel caso di un ulteriore CD anonimo si può cominciare a parlare di band di secondo piano senza timore di suscitare scandalo. Per ciò che riguarda i Venomous Maximus, è proprio quest’ultima fattispecie ad imporsi. I quattro texani di Houston si muovono con una certa sicurezza sui binari di quel metal con tutti e due i piedi solidamente piantati negli anni 70 che tiene Black Sabbath, Pentagram e Judas Priest come punti fermi (specialmente i primi due), integrati da influenze stoner e dark piuttosto evidenti. Il tutto porta alla preparazione di una miscela di note a tratti molto acida e comunque densa di groove, ma che non è certo impossibile criticare.

No Warning è in primo luogo un album inciso con un certo criterio, puntando all’ottenimento di un suono molto credibile rispetto al genere proposto, ottenuto presso l’Oregon’s Falcon Studios di Portland, con la produzione a cura di Joel Grind (Sunn 0))), Midnight). Inoltre e molto opportunamente, è anche abbastanza corto dato che la scaletta propone teoricamente dieci pezzi, ma due di questi -I e II- sono solo dei brevissimi intermezzi electro-rock, mentre Endless è un strumentale per chitarra acustica anche questa di breve durata. Nonostante ciò, No Warning non riesce a grattare sotto la superficie della lezione impartita dai gruppi di riferimento, a dispetto dell’impegno profuso dal cantante e chitarrista Gregg Higgins. Quest’ultimo rappresenta nel bene e nel male il tratto maggiormente distintivo dei Venomous Maximus; tuttavia, la sua prestazione, per quanto egli si sforzi di essere originale, non mostra mai elementi realmente personali, limitandosi a cercare di incidere con un tono di voce vagamente ozzyano, sghembo e sicuramente non troppo ortodosso, ma anche in questo caso non in grado di pesare realmente. La voce di Higgins non ha qualità particolari e per reggere un intero album reiterando lo stesso tono dall’inizio alla fine bisogna fruire di un carisma che il texano non sembra possedere, mentre le canzoni si confondono l’una con l’altra senza soluzione di continuità. I brani che compongono il canovaccio di No Warning, infatti, sembrano apparentemente funzionare bene, ogni cosa pare scorrere nel giusto modo una volta interpretata la sua sinistra filosofia demodé a tratti malevola e densissima di groove, ma si tratta solo di graffi superficiali, che non lasciano tracce durature. Riff pienamente nello stile che si vuole richiamare, atmosfera “off”, qualcosa più riuscita qua e là, ma a latitare sono le idee davvero valide.

No Warning è un lavoro che promette più di ciò che mantiene, restando intrappolato nell’incapacità di andare oltre la citazione di maniera del lato oscuro e lisergico del grande heavy rock anni 70, rimanendo in tal modo solo una grande occasione mancata. I Venomous Maximus permangono pertanto nel limbo dei gruppi buoni solo in potenza e delle grandi promesse ancora non mantenute, ma al terzo album è abbastanza desolante rilevarlo.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Shadow Kingdom Records
Heavy/Doom
Tracklist
1. I
2. Spellbound
3. Blood for Blood
4. Return of the Witch
5. All of My Dreams
6. II
7. No Warning
8. Pray for Me
9. Endless
10. Sea of Sleep
Line Up
Gregg Higgins (Voce, Chitarra)
Christian Larson (Chitarra)
Trevi Biles (Basso)
Bongo (Batteria)
 
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