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Every Mother`s Nightmare - Grind
03/10/2017
( 1385 letture )
La band di cui ci occupiamo quest'oggi viene fondata a Nashville, Tennessee, nel 1987 ed esordisce tre anni dopo con l’album eponimo patrocinato dall’Arista. Quattro dischi da quella data, fino al 2002, compreso l’esordio, Wake Up Screaming del ‘93, Smokin’ Delta Voodoo del 2000, Deeper Shade of Grey (2002) più una raccolta di b-side come Back Traxx, tante date suonate in giro come headliner e supporti rilevanti per Cheap Trick e Dream Theater, il tutto tra alti e bassi, cambi di etichetta e avvicendamenti in formazione.

Con tutta la considerazione necessaria per i ragazzi in questione, il nome degli Every’s Mother Nightmare, non indica un combo di primissimo piano nel panorama hard oltre l’oceano Atlantico. Della formazione originale rimane solo il singer Rick Ruhl il quale, circondatosi di nuovi musicisti, da alle stampe nel 2015 l’EP Grind, mentre oggi esce l’album intitolato alla stessa maniera, dopo ben 15 anni dall’ultimo full length album gettato sul mercato. Copertina luminescente, 8 pezzi da studio e 3 live, cosa che sinceramente mi ha fatto arricciare un po’ il naso, prodotti in sala da Justin Rimer ai Cross Trax Studios mentre le tracce dal vivo sono a cura di David Cowell. E allora via con la musica e fuoco alle polveri con l’hard ritmato che hanno sempre saputo sciorinare nelle decadi. Apre le danze il singolo, con tanto di video, Loco Crazy, pezzo già presente nel EP di due anni orsono: ruvidità assortite assoggettate a un 4/4 di batteria, voce acida lievemente filtrata, solo fulmineo, hard di matrice quasi sudista, scampolo piacevole ma nulla per cui bruciarsi i pantaloni di pelle dal visibilio musicale proposto. Snake veleggia su un riff duro e compresso con un ritornello piacevole e facile da memorizzare nonostante le melodie cantilenanti intonate dall’ugola del frontman, e con la collaborazione chitarristica di Wayne Swinny (Saliva), Upper Hand parte in controtempo e si sviluppa su una parabola nerboruta di basso e un bel solo delle due asce con aperture melodiose di matrice spigolosa. Se Blown Away si specchia nel sole del sud degli States partorendo una linea vocale doppiata e un chorus lineare, molto semplice, la traccia 5, Sacred Circle scocca da un riff diretto ma si appiattisce sulla linea delle precedenti song senza mai un colpo di coda, un arrangiamento a sorpresa o un botto improvviso. Days Are Through gode di un cantato carino sfociante nel ritornello che rilascia miasmi positivi, mentre la seguente Stand Up vede il contributo dietro il microfono di Jim Dandy per una track molto vicina ai Lynyrd Skynyrd: il ritornello tuttavia risulta davvero brutto, inutile aggiungere che doveva esser gestito e sviluppato molto meglio, poi Swing conclude l’impegno da studio, disegnando una composizione più tirata dello standard finora mostrato, con chitarre graffianti e un singing che sgattaiola tra gli strumenti non lasciando un marchio pesante, bello il solismo delle due chitarre. I tre pezzi dal vivo: Closet, Walls e Push sono registrati e prodotti molto abilmente ma non aggiungono nulla di più alla cifra tecnica del lavoro intero, sì certo, mostrano il quintetto alle prese con lo stage e il pubblico, ma non fanno trasparire numeri da leader del fronte del rock duro.

Grind scorre via liscio, troppo liscio, per lasciare una cicatrice nel cuore di chi ama il genere, la sensazione a fine ascolto è emblematica, non si ricorda nessun inciso o passaggio vocale-strumentale, segno che l’album è sufficiente, godibile, ma pecca di attrazione e soluzioni accattivanti e catchy, tali da elevare la band e i suoi pezzi. Onestissimi artigiani della nostra musica, ma gli album che segnano storia e carriera sono altri. Rispetto gli Every’s Mother Nightmare per quanto fatto fino ad oggi ma quando si torna in sella dopo una lontananza di 15 anni dall’ultimo CD ci si attende ben altro. No nails, no party!



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
HighVol Music
Hard Rock
Tracklist
1. Loco Crazy
2. Snake
3. Upper Hand
4. Blown Away
5. Sacred Circle
6. Days Are Through
7. Stand Up
8. Swing
9. Closet (Live)
10. Walls (Live)
11. Push (Live)
Line Up
Rick Ruhl (Voce)
Travis “Gunner” Butler (Chitarre)
John Guttery (Chitarre)
Troy Fleming (Basso)
Lonnie Hammer (Batteria)
 
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