Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Enslaved
E
Demo

Hell Done
The Dark Fairytale
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/10/17
BRUCE DICKINSON
Soloworks - the vinyl collection

27/10/17
THEORY OF A DEADMAN
Wake Up Call

27/10/17
NOTURNALL
9

27/10/17
NE OBLIVISCARIS
Urn

27/10/17
NECROTTED
Worldwide Warfare

27/10/17
INFALL
Silent

27/10/17
RUXT
Running out of Time

27/10/17
HANGING GARDEN
I Am Become

27/10/17
CRYPTIC FOG
Staring Through the Veil

27/10/17
CURSED MOON
Rite of Darkness

CONCERTI

24/10/17
HAREM SCAREM + SOUL SELLER
BLUE ROSE SALOON - BRESSO (MI)

24/10/17
RHAPSODY OF FIRE + ORDEN OGAN + UNLEASH THE ARCHERS
NEW AGE - RONCADE (TV)

25/10/17
ELUVEITIE + AMARANTHE
CAMPUS INDUSTRY - PARMA

25/10/17
MONOLORD + CONAN
FREAKOUT CLUB - BOLOGNA

25/10/17
RHAPSODY OF FIRE + ORDEN OGAN + UNLEASH THE ARCHERS
ZONA ROVERI - BOLOGNA

26/10/17
MONOLORD + CONAN
BLOOM - MEZZAGO (MB)

26/10/17
UNEVEN STRUCTURE + VOYAGER
LEGEND CLUB - MILANO

26/10/17
SAILING TO NOWHERE
EXENZIA - PRATO

27/10/17
MOGWAI
FABRIQUE - MILANO

27/10/17
DEAD KENNEDYS
ZONA ROVERI - BOLOGNA

Drudkh / Paysage D`Hiver - Somewhere Sadness Wanders / Schnee (IV)
04/10/2017
( 427 letture )
A pochi mesi di distanza dalla pubblicazione di The Great Cold Steppe, esordio del side project Windswept, torna a circolare il nome di Roman Sayenko, prolifico esponente di spicco della scena estrema ucraina, al timone della sua band principale, i Drudkh.
Stavolta non siamo al cospetto di un nuovo full-length, bensì di uno split-EP, un meno diffuso formato al quale i nostri appaiono particolarmente avvezzi, date le recenti esperienze nello stesso contesto con i Grifte gli Hades Almighty. A fare da compagnia in quest’occasione è chiamato Paysage d’Hiver, act elvetico sotto cui si cela la sola personalità del factotum Wintherr.
Nonostante l’esigua tracklist, normale peculiarità di questo genere di uscite, il minutaggio complessivo raggiunge la media di un comune platter d’inediti, offrendo dunque all’ascoltatore un consistente quantitativo di materiale sonoro.

In ordine di apparizione sono i quattro musicisti dell’est Europa a fare gli onori di casa, aprendo il disco con due brani nuovi di zecca. Rispetto al più immediato passato, non si denotano particolari cambi di rotta stilistici nel black metal atmosferico proposto.
L’incipit di All Shades of Silence è immediatamente brutale, con impietose sferzate di chitarra supportate dal classico blast beat incisivo e serrato, presto placatosi in un più equilibrato mid tempo con tappeto di doppia cassa. Uno dei più riconosciuti pregi del songwriting di Sayenko è il sapere farsi regista in ambiti musicali nei quali non è il solo metal l’attore principale. Nel fulcro, infatti, un improvviso break è il preludio a un inserto ambient dai leggeri connotati industrial, suggestiva colonna sonora di un paesaggio naturale glaciale e desolato. Si volge poi verso l’epilogo con un’interessante progressione strumentale dove si apprezza l’egregio lavoro di basso e la classe degli arrangiamenti batteristici, incorniciando con grande gusto una eccellente trama compositiva.
Non dissimilmente dalla struttra dell’opener, The Night Walks Towards Her Throne ha anch’esso un approccio iniziale al fulmicotone, prediligendo in seguito in misura maggiore ritmiche più controllate che scandiscono in maniera perfetta le evoluzioni melodiche di un guitar work sempre ispirato. In chiusura, uno stop and go fa ripartire il pezzo speditamente, caratterizzandosi per le evocative clean vocals di contorno, interpretate da Chris Naughton dei Winterfylleth, che fanno riaffiorare la presenza di una mai sopita componente legata al pagan/folk.
Il terzo e ultimo slot è riservato alla one man band Paysage d’Hiver che, a dispetto di una carriera ormai ventennale e una considerevole lista di demo, non ha mai tagliato il traguardo del debut, attestandosi dunque su una dimensione decisamente underground. Tale attitudine così distante dal mainstream si riversa chiaramente nel sound di Schnee IV. Dopo una introduzione acustica dalle reminiscenze bathoriane, la canzone si sviluppa in un black metal feroce e senza alcuna concessione al compromesso melodico, dichiaratamente influenzato dal Burzum immediatamente antecedente la svolta ambient, complice anche l’uso di voci artefatte nel medesimo modus operandi di Filosofem. Una composizione di circa venti minuti, ardita ma anche monotematica e disarticolata, in cui le uniche reali significative variazioni consistono in iper-rallentate parentesi funeral doom. Una stesura di tale portata, non giustificata da particolari soluzioni dinamiche, soffre di conseguenza di eccessiva prolissità e ridondanza. Per di più la registrazione, talvolta ai limiti della cacofonia, rende appena percepibile il lavoro svolto dalle sei corde, soffocando le buone idee mostrate soprattutto nei frangenti meno forsennati.

Giunti al termine dell’ascolto, formulare un giudizio che trascenda la prestazione dei singoli artisti coinvolti è un compito non semplice.
Ed è allora doveroso segnalare che la valutazione positiva che certamente ne scaturisce, pende nettamente a favore dei Drudkh, una conferma ulteriore per coloro che hanno sempre apprezzato le qualità della loro proposta e una sicura piacevole scoperta per i potenziali nuovi adepti. Diametralmente opposto il discorso riguardante il polistrumentista elvetico, atteso in futuro da una prova più convincente in termini di elaborazione della fase di scrittura e da una resa sonora più accurata.
L’intenzione promozionale di questa tiplogia di produzioni è in tutti i casi meritevole di approvazione, una ottima occasione per approfondire la conoscenza di due o più realtà artistiche in un sol colpo. Inoltre, la stampa in sole cinquecento copie in vinile fa di questo EP una autentica reliquia per i feticisti del collezionismo discografico.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
d.r.i.
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 14.39.55
5
In effetti definire signor nessuno uno che ha fatto un sacco di cose con Paysage e tante con Darkspace mi pare riduttivo.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 13.24.08
4
Ho ascoltato questo split. Veramente ottime, sia i due pezzi dei Drudkh (non avevo dubbi...) sia il pezzo di Paysage d'Hiver che trovo veramente affascinante. Prima di definirlo "brano di merda di un signor nessuno", lo ascolterei con attenzione. Pysage d'Hiver, ha poi fatto 12 demo e il primo "Steineiche" è del 1998. Non proprio un signor nessuno. Ian Hus è un "signor qualcuno"? Au revoir.
Le Marquis de Fremont
Giovedì 5 Ottobre 2017, 13.18.46
3
Sempre affascinante la proposta musicale dei Drudkh, vedrò di procurarmi il vinile. Paysage d'Hiver, di cui ho quasi tutti i demo, fa questa musica. Come dice il nick, è "invernale, nevosa", non facilmente assimilabile, al limite dell'insopportabile in alcuni frangenti e va presa a piccole dosi. Underground allo stato puro. Può andare bene se cavalchi nella neve, sotto un cielo grigio... L'ultimo dei Wolves, di cui aspetto la recensione, invece, mi è piaciuto, soprattutto la seconda traccia. Au revoir.
Giaxomo
Giovedì 5 Ottobre 2017, 10.22.20
2
Come l’ultimo dei Wolves, giusto per stare in tema..
Ian Hus
Mercoledì 4 Ottobre 2017, 23.34.55
1
Quanto ci si deve sentire fichi e maledetti a sprecare due ottimi pezzi in un album contenente anche un brano di merda di un signor nessuno, il tutto stampato in sole 500 copie in vinile? Ma andate a occupare i licei, va. E a me i Drudkh piacciono non poco. Altro discorso è recensire prodotti del genere, con tutto il black metal atmosferico di alto livello composto da chi pagherebbe per avere un briciolo del seguito dei Drudkh. La recensione è anche ben fatta. Ma, appunto, risparmiamo le energie.
INFORMAZIONI
2017
Season of Mist
Black
Tracklist
1. Drudkh - All Shades of Silence
2. Drudkh - The Night Walks Towards Her Throne
3. Paysage d’Hiver - Schnee IV
Line Up
Drudkh
Thurios (Voce, Chitarra)
Roman Sayenko (Chitarra)
Krechet (Basso)
Vlad (Batteria, Tastiera)

Paysage d’Hiver
Wintherr (Tutti gli strumenti)

Musicisti Ospiti:
Chris Naughton (Voce in Traccia 2)
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]