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Hell Done - The Dark Fairytale
08/10/2017
( 209 letture )
Quasi vent’anni per dare alla luce il proprio primo full-length ufficiale? Suona come un paradosso, ma è proprio quanto successo agli Hell Done. La band nasce nei pressi di Bologna nell’ormai lontano 1998 su iniziativa di Simone Lanzoni, Andrea Sangermano e Diego Molina, tutt’ora componenti del gruppo. Dopo un primo periodo d’assestamento, fatto di un demo a solo scopo promozionale dal titolo Covering My Way e di qualche rapido cambio di line-up, giunge il momento per gli Hell Done (a quei tempi in una formazione a cinque elementi) di pubblicare il primo EP, omonimo del qui presente The Dark Fairytale. Il prodotto, contenente quattro canzoni, riserva alla band un buon successo e le garantisce diverse date live a spasso lungo lo stivale. A questo punto la strada sembra in discesa, eppure, per una serie di problemi personali che non ci è dato sapere, il gruppo si scioglie ed indirizza i singoli membri verso le rispettive carriere personali. Oggi, a distanza di anni, gli Hell Done hanno deciso di riprovarci, procedendo con una bella rispolverata alle vecchie composizioni che erano rimaste nel cassetto per troppo, troppo tempo.

Come accennato sopra, il titolo non varia di una virgola rispetto a quello dell’onestissimo EP rilasciato qualcosa come quindici anni or sono: The Dark Fairytale. Si tratta di un concept album ambientato nella Francia del medioevo, al tempo della guerra contro i Saraceni. Il protagonista, Riccardo, è generale della fanteria e paladino alla corte del Re dei Franchi nonché il miglior combattente del suo esercito ed il più temuto da quello nemico. Nonostante ciò, il nostro eroe viene costantemente visto con sospetto e diffidenza dai suoi stessi alleati in quanto nato da una relazione non proprio gradita come quella tra una donna francese ed un uomo saraceno. Questa situazione da quindi vita a The Dark Fairytale, quarantacinque minuti di sano heavy metal dalle più svariate sfumature.
Dopo la breve intro 732 A.D., fatta di power chord e flauti medievaleggianti, si comincia a fare sul serio. Realms in War è gestita da riff taglienti delle asce e da continui fill di batteria, due elementi che faranno da infinito tappeto rosso all’ugola di Luigi Sangermano; una voce leggermente sporca, che gioca su nervo ed aggressività piuttosto che su tecnicismi e raffinatezze varie e che, nonostante una pronuncia inglese non impeccabile, riesce comunque nell’intento di donare un carattere forte e distintivo al disco. Un altro aspetto interessante e ricorrente, già ben presente in questo primo pezzo, sono i continui passaggi a base di chitarra acustica davvero ben suonati che contribuiscono ad addolcire piacevolmente la nostra “fiaba oscura”. Come volevasi dimostrare, anche la successiva And Though the Silence si apre con un bell’arpeggio in pulito e gioca ripetutamente con l’acustica, senza però dimenticarsi di bilanciare il tutto con una buona dose di “metallo pesante”. Si passa allora per le ritmiche intricate e le tinte AOR di Covering My Way, sempre alternate ai morbidi fraseggi della sei corde di Simone Lanzoni per giungere quindi a Just Began, brano lungo e complesso che si snoda tra cavalcate powereggianti e violenti breakdown che accarezzano il thrash, ma della quale sottolineiamo ancora una volta lo splendido arpeggio di chitarra acustica in apertura che sfrutta alla grande gli armonici naturali. Si attraversa quindi la ballata di settore Heleonore per finire nelle grinfie di Betrayer prima -traccia piuttosto maligna su cui il vocalist Luigi Sangermano fa la conoscenza del growl- e di The Seed of Evil poi, altro pezzo decisamente heavy edificato su di un riffing preciso ed avvolgente. Infine, la lunga title-track The Dark Fairytale ci riassume quanto di buono sentito finora, anche per mezzo di un’interpretazione a tratti teatrale di “Sange” che si occupa di concludere una fiaba bella, ma dal retrogusto decisamente amaro.

Possiamo affermare una volta per tutte che gli Hell Done sono tornati, o se preferite possiamo dire che sono partiti definitivamente. Lo hanno fatto con il tanto agognato The Dark Fairytale, un lavoro schietto, forse anche un po’ scarno, a causa di una produzione “alla vecchia maniera”, ma che può funzionare bene se pensato come il piccolo biglietto da visita di una band che stavolta ci auguriamo possa trovare la giusta stabilità per proseguire con costanza sul proprio percorso artistico.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Heavy
Tracklist
1. 732 A.D.

2. Realms in War

3. And Though the Silence

4. Covering My Way

5. Just Began

6. Heleonore

7. Betrayer

8. The Seed of Evil

9. The Dark Fairytale
Line Up
Luigi “Sange” Sangermano (Voce)
Simone Lanzoni (Chitarra)
Andrea Sangermano (Basso)
Diego Molina (Batteria)
 
 
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