Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Jag Panzer
Clicca per ingrandire
Jag Panzer e i simpatici barattoli
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/10/17
BRUCE DICKINSON
Soloworks - the vinyl collection

27/10/17
THEORY OF A DEADMAN
Wake Up Call

27/10/17
NOTURNALL
9

27/10/17
NE OBLIVISCARIS
Urn

27/10/17
NECROTTED
Worldwide Warfare

27/10/17
INFALL
Silent

27/10/17
RUXT
Running out of Time

27/10/17
HANGING GARDEN
I Am Become

27/10/17
CRYPTIC FOG
Staring Through the Veil

27/10/17
CURSED MOON
Rite of Darkness

CONCERTI

24/10/17
HAREM SCAREM + SOUL SELLER
BLUE ROSE SALOON - BRESSO (MI)

24/10/17
RHAPSODY OF FIRE + ORDEN OGAN + UNLEASH THE ARCHERS
NEW AGE - RONCADE (TV)

25/10/17
ELUVEITIE + AMARANTHE
CAMPUS INDUSTRY - PARMA

25/10/17
MONOLORD + CONAN
FREAKOUT CLUB - BOLOGNA

25/10/17
RHAPSODY OF FIRE + ORDEN OGAN + UNLEASH THE ARCHERS
ZONA ROVERI - BOLOGNA

26/10/17
MONOLORD + CONAN
BLOOM - MEZZAGO (MB)

26/10/17
UNEVEN STRUCTURE + VOYAGER
LEGEND CLUB - MILANO

26/10/17
SAILING TO NOWHERE
EXENZIA - PRATO

27/10/17
MOGWAI
FABRIQUE - MILANO

27/10/17
DEAD KENNEDYS
ZONA ROVERI - BOLOGNA

Jag Panzer - The Deviant Chord
08/10/2017
( 615 letture )
Lo US power metal, per certi versi, può essere inteso come la forma più evoluta ed ultima di heavy metal classico. Al suo interno troviamo infatti tanto gli anni Settanta, quanto gli Ottanta, la NWOBHM, il thrash, l’epic, il doom, a tratti lo speed. Tutti sottogeneri che quando è sorto non avevano ancora sviluppato una loro identità separata, ma convivevano tra loro, divenendo poi e grazie agli eroi ottantiani, da ruscelli a veri e propri fiumi separati e indipendenti. Tranne per quanto riguarda proprio lo US power metal, che ha continuato ad abbeverarsi costantemente a tutte le fonti indistintamente, dando più importanza o fedeltà ad alcune o anche una sola di esse, ma senza mai tradire del tutto le altre. Così band come Armored Saint, Metal Church, Vicious Rumors, Savatage, Jag Panzer e decine di altre, che pure potremmo tranquillamente definire anche solo come “heavy metal”, hanno rappresentato e rappresentano tutt’oggi un vero baluardo per gli amanti delle sonorità classiche che non possono rassegnarsi al passare del tempo e, contemporaneamente, cercano qualcosa di più che stanchi e ripetitivi cliché o, ancora, non gradiscono le soluzioni offerte dal power teutonico/svedese, di matrice speed, opponendogli una visione più oscura, pesante, cattiva ed eroica.
In questo particolare genere musicale, i Jag Panzer sono indubbiamente dei maestri. La loro carriera, a differenza di altre, ha sofferto di continui saliscendi e instabilità nella line up, tanto che tra Ample Destruction e Dissident Alliance, registriamo un salto di dieci anni e mentre il primo album è senz’altro uno dei classici assoluti del genere, il secondo non rientrava neanche nei canoni impostati dal debutto. Solo dal 1997 in poi la band troverà un periodo di stabilità, tanto che negli anni successivi pubblicherà cinque album e porterà alla luce il secondo disco mai pubblicato del 1987. Poi un nuovo stop causato anche dall’uscita del fenomeno Chris Broderick e un nuovo periodo di silenzio, interrotto solo nel 2011 dall’uscita di The Scourge of the Light, ottimo album che sembrava in grado di riportare la band al grande pubblico e dare un nuovo inizio alla sua storia. Invece, ancora una volta, i Jag Panzer videro sfumare la possibilità di dare un seguito alla propria carriera, tornando nell’oblio. Un luogo dal quale la band viene trascinata fuori dall’affetto dei fan e dalla caparbietà di Mark Briody, storico chitarrista/compositore, che riesce a riportare in casa Joey Tafolla, primo e indimenticato guitar hero del gruppo e poi tutti gli altri, a partire da Harry "The Tyrant" Conklin, per un nuovo album, in questo fatidico 2017. Sarà vera gloria?

A dirla tutta, The Deviant Chord si presenta subito alla grande, con una copertina richiamante la fantascienza classica che è una gioia per gli occhi e che ben predispone per l’ascolto. Senza volerci addentrare in una lunga disamina pezzo per pezzo, l’album presenta senza dubbio una conferma dello stile classico della band, fatto di tempi medi piuttosto sostenuti, con ampie concessioni a midtempos di memoria doom, aperture melodiche e armonie corali, epicità muscolare e strutture non sempre ortodosse. Nel complesso, The Deviant Chord risulta compatto e deciso, rinunciando quasi totalmente a tentazioni sinfoniche o progheggianti, per concentrarsi su un classico heavy/thrash/power arrembante. Parlando del ritorno del figliol prodigo, Tafolla sembra in stato di pura grazia e regala minuti e minuti di assoli strepitosi, per quanto anche Chris Lasegue in The Scourge of the Light avesse dimostrato una tecnica e un gusto elevatissimi e forse maggior duttilità. La voce di Conklin non accenna a perdere in potenza ed estensione anche se gli anni passano e il cantante giustamente spinge molto meno sugli acuti rispetto al passato, confermando l’uso continuo di arrangiamenti vocali ricercati e basati su polifonie quasi operistiche che non stonano affatto col metal virile e duro impostato dalle ritmiche, donando invece drammaticità ed epos. Non mancano anche frangenti vicini al thrash, come da tradizione e la dinamicità è garantita dall’ottimo lavoro fatto dalla sezione ritmica, sempre pronta a dare il via a scorribande a tutta velocità, senza però dimenticare quella varietà che troppo spesso manca negli album di settore.
La partenza del disco si rifà più chiaramente ai canoni dell’heavy/power classico di stampo Judas Priest, con melodie in evidenza e assoli strepitosi; in particolare, Born of the Flame sembra soffrire da un lato di una melodia portante fin troppo sentita, mentre dall’altro presenta un refrain irresistibile e una prestazione di Tafolla clamorosa, mentre Far Beyond All Fear ricorda parecchio la precedente Condemned to Fight. Tutt’altra storia per la titletrack, pezzo cadenzato che parte con un arpeggio sottolineato dagli archi, per poi dare via libera a un riff potente come un blocco di acciaio, dalla melodia ricercata e dall’andamento minaccioso e deviato, grazie anche a cori dal grande impatto. Pezzo da tramandare ai posteri, senza dubbio. Validissima anche Black List, pezzo classico quanto si vuole, che sembra fatto per essere suonato dal vivo e rende merito alla potenza di una band enorme e di un cantante per il quale il tempo non passa mai. La prima sorpresa arriva però col rifacimento di The Foggy Dew, pezzo tradizionale irlandese che ha conosciuto mille cover e che nella versione Jag Panzer conferma tutta la propria innata epicità e la duttilità di adattarsi anche alla violenza della distorsione del trattamento metallizzato. I puristi del folk potrebbero giustamente urlare allo scandalo, ma nessuno credo si potrà lamentare della strepitosa prestazione di un Conklin ispiratissimo. Altrettanto classiche, ma davvero valide, risultano Divine Intervention, Salacious Behavior, Fire of Our Spirit e l’ottima, conclusiva Dare, che si reggono tutte sull’evidente classe della band rimanendo comunque fresche e piacevoli, di un altro livello rispetto a quanto fatto da fin troppi emuli senza reale qualità. In particolare le ultime due sono davvero brani che lasciano il segno. Long Awaited Kiss è invece una ballad dolcissima, dal grande pathos, accompagnata da un clavicembalo, che non rinuncia comunque a squarci in distorto e doppio pedale. Niente di innovativo, ma ben fatta.

Il ritorno dei Jag Panzer si caratterizza quindi per un rinnovato sodalizio con lo stile della band, semplificando le strutture e le diverse influenze e puntando sull’impatto, senza però risultare mai banale o superficiale. Uno stile che non ha finito di dire la propria tutt’oggi e che si giova fortemente dell’avere a che fare con dei signori musicisti, di vera classe, di composizioni articolate e che si rivelano con più ascolti, anche quando sembrano semplici semplici. Questa band ha fatto la storia e dettato i canoni per gli altri e si sente sempre, riuscendo a mantenere una freschezza che non a molti è ancora concessa. Le lunghe separazioni e gli stop forzati a cui la band è stata costretta nel corso degli anni non hanno in alcun modo leso la qualità delle composizioni e tanto meno la credibilità di un nome che raramente ha deluso. Il ritorno di Tafolla è in grado di restituire forse un po’ dell’attenzione che in passato è mancata alla band, ma sarebbe assai ingiusto puntare la luce solo sullo strepitoso solista, dato che la forza dei Jag Panzer sta nei singoli, ma soprattutto nell’invidiabile collettivo. Conklin e Briody non sono infatti certo spettatori e lasciano un’impronta fortissima su The Deviant Chord, così come l’ottimo Rikard Stjernquist e il sempre presente John Tetley, ombra di Briody fin dai primi giorni. L’album alla fine non passerà alla storia come uno dei migliori della band, ma rappresenta un ritorno coi fiocchi, forse nel complesso inferiore al precedente The Scourge of the Light, che aveva qualche picco in più, ma risultava meno coeso nella sua interezza. Dopo sei anni di silenzio non si poteva davvero chiedere di più che un album con praticamente nessun filler e almeno due o tre grandi pezzi, che piace e non annoia mai, seppur a fronte di qualche momento non proprio scevro da un manierismo non esaltante e da qualche autocitazione. I Maestri dello US power metal sono tornati a reclamare il loro trono.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
68.14 su 7 voti [ VOTA]
Thomas
Venerdì 20 Ottobre 2017, 21.55.37
8
Bella cover
tesla
Domenica 15 Ottobre 2017, 12.46.18
7
eppur non mi convince un gran che. L'ultimo che mi ha convinto davvero è stato "Casting in Stones". Qui riprendono addirittura soluzioni che risalgono ai primissimi album, ma non trovano quasi mai lo spunto vincente nelle melodie. Persino i cori suonano male a volte, quasi fossero distanti dalla struttura del brano. Per me, poco ispariti, tutto lì. Poi se è piaciuto meglio così, in fondo li considero una di quelle band sottovalutate e che avrebbe quindi meritato maggor gloria.
Kai Shiden
Giovedì 12 Ottobre 2017, 10.49.34
6
Ammazza su 6 voti, la media è 60, si vede che qualcuno gli ha messo addirittura il minimo, ci vuole coraggio. Grande disco, probabilmente non tra i più ispirati della loro carriera, ma pezzi scritti tutti con una gran cura e passione per l'Heavy Metal, si sente che Mark Briody è rimasto un grande appassionato del genere. Meritano stima e rispetto, per il resto gira tanta zozzeria che boh... GRANDI JAG PANZER
JC
Martedì 10 Ottobre 2017, 13.43.38
5
Dei Jag Panzer ho amato Thane to the Throne e Mechanized Warfare. Nel mare immenso delle uscite attuali ho dato un ascolto a questo nuovo album, ma non mi ha convinto a proseguire con ulteriori ascolti. In difetto di una migliore analisi non posso dare nessun giudizio, passo ad altro.
warrior63
Lunedì 9 Ottobre 2017, 19.25.33
4
Ascoltato. ..buon album consiglio l ascolto..
warrior63
Lunedì 9 Ottobre 2017, 15.17.55
3
ora lo ascolto...certo che ha ragione Metal Shock..a quanto pare l'heavy classico non interessa più molto...triste però..
Metal Shock
Lunedì 9 Ottobre 2017, 14.40.16
2
Gran bel disco!! Dopo anni sono finalmente tornati con un disco di sicuro livello. Harry come al solito canta da Dio, ed il ritrovato Tafolla fa grandi cose a livello solistico. Di certo non siamo al livello dell`irraggiungibile Ample Destruction, ma un voto da almeno 85 lo prende. Tra i brani mi ha colpito positivamnte la ballad Long awaited kiss, magistrale, mentre Fire of our spirit e` una bella bordata di metallo incandescente, m in general tutti i brani meritano. Bentornati Jag!!! (Quanti commenti........)
Tiradipiunpelodifiken
Lunedì 9 Ottobre 2017, 13.07.07
1
Non vedo l'ora di sentirlo!!!! i pezzi in anteprima mi erano molto piaciuti!!! Grandi jag
INFORMAZIONI
2017
SPV/Steamhammer
Power
Tracklist
1. Born of the Flame
2. Far Beyond All Fear
3. The Deviant Chord
4. Black List
5. Foggy Dew
6. Divine Intervention
7. Long Awaited Kiss
8. Salacious Behavior
9. Fire of Our Spirit
10. Dare
Line Up
Harry "The Tyrant" Conklin (Voce)
Joey Tafolla (Chitarra)
Mark Briody (Chitarra)
John Tetley (Basso)
Rikard Stjernquist (Batteria)
 
RECENSIONI
80
60
90
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]