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Umbra Noctis - Via Mala
12/10/2017
( 290 letture )
Post rock, afflati cantautorali, lirismo, incursioni black metal: questi, elencati in maniera corriva, gli elementi che compongono la raffinata alchimia prendente vita con Via Mala, ultimo lavoro in studio dei mantovani Umbra Noctis. Sebbene l’artwork piuttosto scarno possa trarre in inganno in merito, ci troviamo dinanzi ad una release dal songwriting elaborato e curato, in grado di fondere in una matrice personalissima e fortemente caratterizzata i tratti sopra descritti, corredandoli da una elegante prosa italiana a costituire il versante testuale della produzione.

L’introduzione nell’universo degli Umbra Noctis, dipinto a tinte impressionistiche, è rappresentato dalla suggestiva Nevica, dischiusa da un arpeggio evocativo e sognante, presto confluente in un riff in tremolo imperniato su una linea melodica accattivante, sullo sfondo di una sezione ritmica serrata ma mai aggressiva. A ciò si aggiunte il suggestivo intreccio vocale tra strofe, affidate al growl, ed un chorus in pulito esaltante i frangenti più commoventi dello splendido testo. Il Sentiero Del Cervo si dipana immediatamente sulle fila di un blast beat maggiormente vorticoso, rincorso dalle sei corde imperniate su un riffing di matrice quasi norvegese, ripiegantesi successivamente in dilatazioni maggiormente cadenzate, nelle quali trovano spazio fraseggi di basso, accompagnati da incursioni chitarristiche solistiche ad incorniciare la splendida e sofferta declamazione di parte della Preghiera degli Alpini:

Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera


La traccia successiva, Il Solco, riprende suggestioni maggiormente intimistiche celebrando, anche attraverso l’uso di alcuni versi in dialetto, l’amore per le proprie radici. Ciò è mediato da ritmiche maggiormente allentate ed un tessuto armonico più denso che avvicina, per certi versi, la fatica dei nostri al lavoro di un’altra formazione di spicco nel panorama italico, ovvero i Blaze of Sorrow. Nella sinuosa e lunga Maree la polarità più estrema del sound della band viene limitata a sottofondo di un andamento che attinge piuttosto a piene mani nella vena più progressive e post rock dell’amalgama. Persino in tal caso, al netto di qualche passaggio eccessivamente brusco, la composizione risulta godibile e sufficientemente equilibrata. Tali costruzioni e sintassi sono conservati anche nella successiva Somnium che tuttavia si arricchisce di un drumming più variato e robusto, a far da sfondo ad un uso ancor più consistente e vivace delle vocals in pulito. A spiccare è anche il riffing in tremolo a tinte drammatiche che anima la sofferta Nami, costituente probabilmente l’episodio più sostenuto e pesante del platter. La conclusiva Spirale fornisce una sorta di summa di quanto proposto sinora dalla formazione, offrendo un testo dal notevole impatto emotivo, esaltato dal sempre consapevole uso dell’alternanza tra linee vocali ruvide e delicate:

Siamo foglie secche, i languidi petali d’un fiore
abbandonati al vento delle nostre incertezze
affoghiamo in acque da cui non riusciamo ad emergere,
le deboli voci d’un coro uniforme


L’ordito è inoltre increspato dal consueto gioco tra reprise fulminee e dilatazioni atmosferiche mai fine a sé stesse, in grado di catapultarci nella tonalità umorale della traccia.

Via Mala dunque, pur non essendo esente da qualche incertezza nella costruzione dei brani, soprattutto per quanto concerne alcune transizioni, resta un lavoro indubbiamente ben riuscito, ispirato e sincero in ogni sfaccettatura. La produzione scelta per il lavoro, mediosa e piuttosto abrasiva, stende sullo stesso una patina aurale che ne incrementa la fascinazione senza svilirne le potenzialità. Per tali ragioni ci troviamo dinanzi ad un full-length che farà indubbiamente la gioia di quanto non disdegnano contaminazioni rockeggianti e post metal nel contesto di una proposta estrema e che può essere consigliato senza indugi o riserve anche ad i neofiti più curiosi.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Novecento Produzioni
Black
Tracklist
1. Nevica
2. Il Sentiero del Cervo
3. Il Solco
4. Maree
5. Somnium
6. Nami
7. Spirale
Line Up
Filippo Magri (Voce)
Filippo Oneda (Chitarra)
Tiziano Valente (Chitarra)
Davide Bottoli (Basso)
Omar Maghella (Batteria)
 
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