Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Enslaved
E
Demo

Hell Done
The Dark Fairytale
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/10/17
BRUCE DICKINSON
Soloworks - the vinyl collection

27/10/17
THEORY OF A DEADMAN
Wake Up Call

27/10/17
NOTURNALL
9

27/10/17
NE OBLIVISCARIS
Urn

27/10/17
NECROTTED
Worldwide Warfare

27/10/17
INFALL
Silent

27/10/17
RUXT
Running out of Time

27/10/17
HANGING GARDEN
I Am Become

27/10/17
CRYPTIC FOG
Staring Through the Veil

27/10/17
CURSED MOON
Rite of Darkness

CONCERTI

24/10/17
HAREM SCAREM + SOUL SELLER
BLUE ROSE SALOON - BRESSO (MI)

24/10/17
RHAPSODY OF FIRE + ORDEN OGAN + UNLEASH THE ARCHERS
NEW AGE - RONCADE (TV)

25/10/17
ELUVEITIE + AMARANTHE
CAMPUS INDUSTRY - PARMA

25/10/17
MONOLORD + CONAN
FREAKOUT CLUB - BOLOGNA

25/10/17
RHAPSODY OF FIRE + ORDEN OGAN + UNLEASH THE ARCHERS
ZONA ROVERI - BOLOGNA

26/10/17
MONOLORD + CONAN
BLOOM - MEZZAGO (MB)

26/10/17
UNEVEN STRUCTURE + VOYAGER
LEGEND CLUB - MILANO

26/10/17
SAILING TO NOWHERE
EXENZIA - PRATO

27/10/17
MOGWAI
FABRIQUE - MILANO

27/10/17
DEAD KENNEDYS
ZONA ROVERI - BOLOGNA

X Japan - We Are X
12/10/2017
( 1078 letture )
Il nome degli X Japan, con ogni probabilità, non dirà molto agli appassionati di rock ed heavy metal; ciò nonostante, stiamo parlando di quello che è probabilmente il gruppo rock più importante ed influente mai partorito dal Giappone (non ce ne vogliano i pur bravissimi Loudness), l'unico capace di mandare sold out per ben diciotto volte il maestoso Tokyo Dome, la cui capienza si aggira sulle 55.000 persone. Parlare di questa band “solamente” per i suoi numeri, tuttavia, sarebbe ingiusto, giacché stiamo soprattutto parlando di un collettivo di musicisti dalle capacità superiori, che hanno consentito loro di spaziare più o meno indifferentemente fra heavy e progressive metal, con un tocco squisitamente j-pop che ha reso la loro proposta tanto difficile da catalogare, quanto particolare. Un musicista navigato ed intelligente (tranne quando parla di soldi) qual è Gene Simmons ha dichiarato, al riguardo, che se gli X Japan fossero nati nel Regno Unito o negli Stati Uniti sarebbero probabilmente la più grande band di tutti i tempi. Non male, no? Pur senza mai raggiungere tale impegnativo status, la loro carriera si è districata attraverso cinque splendidi album rilasciati a cavallo fra 1988 e 1996, ma si è interrotta nel 1997 a causa dell'abbandono del singer Toshi, per poi subire un paio di durissimi colpi prima nel 1998, con la morte dello storico chitarrista hide e poi nel 2011, con la dipartita anche del bassista Taiji. Nel 2007 i membri superstiti hanno tuttavia annunciato la reunion ed hanno ripreso a portare avanti la loro personalissima visione artistica, pur senza rilasciare (ancora) alcun nuovo album in studio.

In compenso, a riprova dell'impatto che hanno avuto sulla scena musicale giapponese e non solo, nel 2016 è stato realizzato un film sulla loro epopea, la cui colonna sonora, che ora andremo ad analizzare, ha costituito il primo album giapponese ad esser mai entrato in classifica nel Regno Unito, toccando addirittura il primo posto per la categoria rock & metal. Tale soundtrack, di squisita fattura, è stata naturalmente realizzata mediante una compilation di vari brani della band, sia in studio sia live, accomunati dalla caratteristica di esser tutti firmati da Yoshiki, storico batterista, tastierista e principale compositore degli X Japan. Al primo posto troviamo una versione acustica di La Venus, brano finora inedito del gruppo che è stato in lizza per la candidatura agli Oscar nl 2016; si tratta, come da consuetudine delle opere più recenti di Yoshiki e soci, di un brano estremamente melodico e struggente, basato sull'interazione fra la splendida voce di Toshi ed il pianoforte suonato proprio dal polistrumentista di Tateyama. Qualunque cosa si possa pensare sulle qualità di questi ragazzi, la bellezza del brano ci pare oggettivamente indiscutibile. I fan di sonorità più pesanti, tuttavia, troveranno sicuramente più idonea la successiva versione live di Kurenai, probabilmente il brano più noto della band: disponibile sul mercato sia in inglese, sia in giapponese, costituisce un brano heavy a tutti gli effetti, con chitarre sferzanti e batteria rapida e potente; la voce del frontman, anche qui acuta e vagamente nasale, forse non piacerà a chi preferisce un'ugola più “maschia” e graffiante su simili sonorità, ma anche questo fa parte della particolarità degli X Japan. Forever Love, presente su Dahlia del 1996 e suonata in passato al funerale di hide, ci riporta su lidi estremamente melodici (per la verità predominanti in questa soundtrack), ma rispetto a La Venus vede anche la presenza di chitarra e batteria, seppur a farla da padrona sia ovviamente la bella voce di Toshi. A Piano String in Es Dur, originariamente inclusa in Jealousy del 1991, è un pezzo di pianoforte buono ma non indimenticabile ad opera di Yoshiki, che tuttavia funge da intro ad un pezzo heavy decisamente più appetibile quale Dahlia, le cui ritmiche speed sferzanti originariamente opera di hide e Pata offrono un perfetto esempio di heavy nipponico. Pianoforte e “zucchero” fanno nuovamente capolino su Crucify my Love, altro pezzo teatrale e molto melodico forse meno riuscito rispetto a La Venus e Forever Love, ma ciò nondimeno affascinante e struggente; intelligentemente, gli X Japan alternano melodia e pesantezza per non scontentare nessuno e, dopo un brano tanto dolce, l'intro Xclamation ci porta ad una infuocata versione dal vivo di Standing Sex, colpevolmente rilasciata solo come singolo. L'interazione chitarra/batteria qui è al massimo e probabilmente manderà in visibilio anche gli amanti del thrash metal. Indovinate cosa ci aspetta ora? Esatto, tirate fuori gli accendini! Tears, come già intuibile dal titolo, è un'ulteriore ballad partorita da Yoshiki come dedica al padre defunto ed è oggettivamente molto bella, con le sue orchestrazioni classiche a supportare gli strumenti. Il cantato, nuovamente in giapponese, potrebbe costituire un ostacolo per gli ascoltatori, ma, come abbiamo già detto, contribuisce alla particolarità (e per certi versi all'unicità) del gruppo di Chiba. Superato un altro breve passaggio strumentale, si torna ad accelerare con l'elegante velocità del terzo movimento di Art of Life, suite di ben 29 minuti accompagnata dalla Royal Philarmonic Orchestra e scritta, manco a dirlo, da Yoshiki; il terzo movimento, come detto, è piuttosto rapido, ma è solo una parte di una lunga, maestosa e variopinta composizione paragonata a Stairway to Heaven dei Led Zeppelin e ad A Change of Seasons dei Dream Theater. Come si suol dire in questi casi, scusate se è poco. Endless Rain (so che avete già prudentemente ritirato fuori gli accendini) torna ancora una volta alla melodia ed al live, ma nel complesso ci piace meno di altre ballad della band, la quale in compenso si fa “perdonare” con l'incalzante X, probabilmente quanto di più vicino ad un brano thrash mai partorito dagli X Japan. A chiudere, infine, questa colonna sonora provvede una versione acustica di Without You, il secondo vero inedito di We Are X dopo LA Venus e che ci fa congedare dal gruppo giapponese con un'altra bella dose di melodia. Chi dovesse voler approcciare la versione nipponica del prodotto, tuttavia, potrà trovare anche una apprezzabile versione live di Rusty Nail e della già citata Forever Love.

Gli X Japan non sono un gruppo semplicissimo da approcciare: a dispetto della semplicità tecnica di parecchi brani, specialmente quelli melodici, la loro visione musicale si è districata negli anni fra generi completamente diversi, quando non opposti, con una attenzione maniacale per gli arrangiamenti non sempre intuibile ad un primo ascolto; la loro estrema teatralità, peraltro, ripresa dal glam occidentale ed ampliata con l'amore per l'immagine tipica della moderna musica giapponese, se da un lato ha consentito loro di divenire precursori del genere oggi noto come “visual kei”, non li ha tuttavia aiutati ad esser giudicati esclusivamente per la loro musica, piuttosto che per la loro apparenza. Eppure, We Are X è un chiaro esempio delle abilità di questi sottovalutati musicisti, che meritano ampiamente una riscoperta da chi non li conosce ed un ascolto da chi già ne ha seguito la storia. Pur non essendo un disco di per sé perfetto e contenendo solamente due inediti a fronte di un numero prevalente di pezzi già noti, come si addice ad una compilation, è dunque un'opera che merita attenzione e rispetto.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
65.81 su 11 voti [ VOTA]
DaX
Domenica 15 Ottobre 2017, 22.39.45
18
Sticazzi allora voglio i Rosenfeld e gli Aion!
Ice
Domenica 15 Ottobre 2017, 22.17.14
17
E gli Onmyo-Za?
Fernet
Domenica 15 Ottobre 2017, 18.40.40
16
A quando i Seikima-II?
DaX
Domenica 15 Ottobre 2017, 13.11.51
15
Bellissima serata davvero. Peccato la pessima gestione del meet&greet e i fanboy/fangirl parassiti, da sempre cancro di questa band
AnalBag
Domenica 15 Ottobre 2017, 10.44.19
14
Ho visto ieri il film all'evento di Firenze con Yoshiki a rispondere alle domande dei presenti: film stupendo ed in generale è stata davvero un'esperienza più unica che rara,se poi si aggiunge il fatto che ho pure vinto il meet and greet direi che non posso proprio lamentarmi!
HeroOfSand_14
Venerdì 13 Ottobre 2017, 15.52.59
13
Band stellare, purtroppo poco conosciuta in Europa ma che meriterebbe molto più di quello che ha ottenuto, Negli ultimi anni, Yoshiki quantomeno ha pubblicizzato molto la band anche in America con tour promozionali vari e concerti da solista (ieri ha anche donato 100 Mila dollari per i danni degli uragani), ma da noi poco ė arrivato. Blue Blood è un discone, loro li trovo poi tra imigliori in circolazione nello scrivere ballad, sempre eccellenti, come si intuisce da La Venus, emozionante. La morte di hide ė stata certamente un colpo notevole, più che altro perché in Giappone era venerato come un Dio. In questo disco comunque mancano pezzi da novanta, ma merita comunque. Sono sicuro invece che se si guarda il documentario e si ascolta la soundtrack si riesce a goderlo ancora di più.
Danimanzo
Venerdì 13 Ottobre 2017, 13.47.10
12
Grazie DaX. Certo che è strano considerata l'importanza ( in tutti i sensi ) di questa band..
DaX
Venerdì 13 Ottobre 2017, 10.22.30
11
Purtroppo non sono semplicissimi da reperire, io nel corso degli anni mi sono affidato a ebay, dove con ogni probabilità troverai facilmente e a prezzi abbordabili blue blood e jealousy (se sei fortunato anche art of life). Vanishing vision e dahlia di solito sono un po’ cari e non sempre si trovano. Altrimenti ci sono molte raccolte (X singles, the world etc...)
Danimanzo
Venerdì 13 Ottobre 2017, 10.03.12
10
Un informazione; dove posso trovare la loro produzione ( CD ) ? Su Amazon non c'è quasi niente. Com'è possibile ?
DaX
Venerdì 13 Ottobre 2017, 8.54.17
9
Quoto sui nuovi brani post reunion. Ad eccezione di I.V. le altre danno poco o niente. Without You per me resta meglio sul secondo album di Yoshiki in versione classica. Quello è davvero un capolavoro!
Metal Shock
Venerdì 13 Ottobre 2017, 5.02.16
8
@Giacomo: ho citato Blue blood perche` per me rappresenta il top del gruppo ed uno dei migliori dischi di sempre, ma dovrei dire di ascoltare tutti i loro, pochi, dischi, compreso The Art of Life, che tecnicamente e` un ep, ma in quei venti e passa minuti di pura magia si sentono piu` emozioni che in tante discografie!!!! Questa colonna sonora invece non la considero perche` alla fine aggiunge poco e niente: i pochi nuovi brani per me non raggoungomo lo splendore del passato, purtroppo. Se proprio uno vuole puo` aggiungere agli ascolti i dischi fi Hide, genio musicale come Yoshiki!
AnalBag
Venerdì 13 Ottobre 2017, 4.05.24
7
vedrò il film il 14 Ottobre a Firenze con Yoshiki presente alla proiezione,inutile dire che sono ansioso di ascoltare questa colonna sonora!
Tatore77
Giovedì 12 Ottobre 2017, 19.40.34
6
Ancora non vedo il documentario, ma mi unisco a voi altri per incensare questa grandissima band. Mitici!
InvictuSteele
Giovedì 12 Ottobre 2017, 18.56.53
5
Geni assoluti, leggende, tra i grandi gruppi della storia del metal. Devo vederlo
DaX
Giovedì 12 Ottobre 2017, 18.42.11
4
Una band, una leggenda. Il documentario è splendido e questo sabato sarò a Firenze per la sua proiezione dove ci sarà anche Yoshiki stesso. Non vedo in questo album un vero best of, in quanto sono esclusi brani di gran rilievo come tutti quelli di Vanishing Vision e praticamente tutti quelli di Jealousy. È proprio una soundtrack a tutti gli effetti coi suoi alti e bassi e pezzi che rilievo ne hanno poco (longing poem version, xclamation, ed dur no piano sen). Ma come sempre loro si promuovono e basta!
Giaxomo
Giovedì 12 Ottobre 2017, 17.07.36
3
@Metal Shock: e Art of Life dove lo metti? Nella mia top 20 di sempre! Attendo una recensione di quest’album dal lontano 2009
LAMBRUSCORE
Giovedì 12 Ottobre 2017, 16.42.50
2
J-Rock ,cioè rock giapponese? Allora un gruppo punk del Kazakistan si può definire Kaz-Punk?
Metal Shock
Giovedì 12 Ottobre 2017, 15.51.09
1
Ho visto il docu: FAVOLOSO!!!! Uno, se non il miglior, film su una band, galattica. Yoshiki e compagni semplicemente una delle migkiori band di sempre. Litigi e sfortuna, su tutto la morte di Hide, ne hanno minato la storia, portando solo pochi album. Se qualcuno non li conosce, lasci perdere questa raccolta, buttatevi su Blue Blood, il loro manifesto. KURENAI!!!!!!!!
INFORMAZIONI
2017
Sony Music’s Legacy Recordings
J-Rock
Tracklist
1. La Venus
2. Kurenai (Live)
3. Forever Love
4. A Piano String in Es Dur
5. Dahlia
6. Crucify My Love
7. Xclamation
8. Standing Sex (Live)
9. Tears
10. Longing/Setsubo-no-yoru
11. Art of Life (3rd Movement)
12. X (Live)
14. Without You (Unplugged)
Line Up
Toshi (Voce, Chitarra)
Sugizo (Chitarra, Violino, Cori)
Pata (Chitarra, Cori)
Heath (Basso, Cori)
Yoshiki (Batteria, Tastiere, Cori)
 
RECENSIONI
ARTICOLI
21/10/2017
Intervista
X JAPAN
In armonia con il dolore
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]