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Numb - Numb
15/10/2017
( 900 letture )
Ancora nuove leve sulla scena della terra d'Albione. Le isole britanniche sembrano lentamente trovare il ruolo di epicentro della musica hard rock d’Europa, dopo un periodo di appannamento piuttosto prolungato dovuto principalmente alla frizzante scandinavia. Contribuiscono a questo ritorno i novizi Numb in arrivo dal Northamptonshire, alla prima fatica omonima in uscita per Attic Records, la band nasce nel 2015 grazie all’incontro del chitarrista Darren Caven-Quantrill con il poli-strumentista e compositore Barney Byron che andrà ad occuparsi del basso, nel giro di pochi mesi arriveranno il singer Lee Rayner e il batterista Damo Falkowski. I ragazzi descrivono il loro stile come un incrocio pericoloso tra Ozzy, i System of a Down, Dead Kennedys e Muse ascoltando le otto tracce che compongono il disco è veramente difficile dargli ragione, seppur ci si trovi in effetti di fronte ad un hard rock a forti tinte moderne con una certa influenza anni 90 nel riffing incastrato su una base più vicina al decennio precedente. In estrema sintesi il sound è invece molto vicino a quello degli Alter Bridge che sembrano la vera musa ispiratrice dei Numb.

Il disco parte subito a tutto gas con il singolo Common Love che promette estremamente bene: un riff di chitarra grasso, supportato da un basso tagliente e dall’incalzante batteria trascina in una traccia musicalmente coinvolgente, ma penalizzata da quello che si rivela il tallone d’achille della band: il singer, che pur dotato di un timbro grezzo e personale quasi blueseggiante, si trova in difficoltà sui registri elevati spesso utilizzati nelle varie canzoni. Il legame con Mark Tremonti emerge evidente nelle due parti (inspiegabilmente in ordine inverso e separate) di Love Of The Cartel molto moderne nell’approccio, con un ottimo lavoro del basso e una linea vocale che convince poco. Every Man Deserves The Right To Choose His Own Path To Hell titolo interessante a parte, la terza traccia si ispira molto al rock da classifica d'oltreoceano mancando di mordente ed evidenziando l’altro problema di questo disco: la produzione, pur accettando le limitazioni inevitabili di un esordio il mixing convince ben poco, con una batteria estremamente artificiale, la chitarra troppo bassa e la voce troppo “avanti” nello spettro sonoro contribuendo a metterne a nudo i difetti. The Tears You Cry e Burn passano abbondantemente i sei minuti appesantite da intro che aggiungono poco a composizioni altrimenti passabili soprattutto nelle divagazioni strumentali conclusive, decisamente interessanti nella prima.

I Numb sono un buon esempio di una band che forse avrebbe dovuto attendere prima di incidere il primo disco, le potenzialità si intravedono dove le composizioni hanno ricevuto la giusta attenzione e rifinitura, come nel singolo e in alcune parti di altre songs che hanno delle caratteristiche interessanti, mentre altrove sono ancora troppe le incertezze e la confusione generale; la stessa volontà autodichiarata di suonare come band completamente diverse fra di loro fa capire come le idee ancora non siano completamente chiare. I punti di forza da cui ripartire sono nell’ottimo lavoro della chitarra in particolar modo nella fase solistica e del basso sempre presente e mai banale nel duplice ruolo di sostenere e trascinare le composizioni. Da rivedere il singer che dovrebbe essere messo in condizione di sfruttare le proprie abilità e la produzione che queste abilità insieme a quelle degli altrli dovrebbe contribuire ad esaltarle. Rimandati al prossimo tentativo, sperando che capiscano chi vogliono veramente essere.



VOTO RECENSORE
54
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Attic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Common Love
2. Love Of The Cartel (Part 2)
3. Every Man Deserves The Right To Choose His Own Path To Hell
4. Time
5. The Tears You Cry
6. Love Of The Cartel (Part 1)
7. War
8. Burn
Line Up
Lee Rayner (Voce)
Darren Caven-Quantrill (Chitarra)
Barney Byron (Basso)
Damo Falkowski (Batteria)
 
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