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Violent Revolution - State of Unrest
16/10/2017
( 100 letture )
In un tempo che ai giorni nostri sembra incredibilmente lontano, metal e punk erano come due rette parallele: pensare ad un loro incontro era praticamente impossibile ed i due pubblici si evitavano accuratamente, facendo pensare che la rivalità sarebbe durata in eterno. Tuttavia, ad inizio anni 80, alcune band precorritrici dei tempi iniziarono ad unire la violenza e l'attitudine tipica del punk con la tecnica tipica dell'heavy metal, permettendo alle due scene di fondersi e di dar vita ad ibridi estremamente affascinanti: senza voler tracciare qui una storia completa delle contaminazioni metal/punk, che richiederebbe un intero articolo, possiamo limitarci almeno a ricordare la NWOBHM, che risentì enormemente dell'influenza punk, la scena thrash metal, sulla quale l'hardcore ebbe un'influenza decisiva e quella crossover, forse quella che ha mantenuto più distinte, pur amalgamandole, le differenti componenti sonore. Di questa scena possiamo ricordare, fra le tante, band come D.R.I., Corrosion of Conformity, Suicidal Tendencies.

La lezione di queste grandi band è oggi fatta propria dai Violent Revolution (omaggio ai Kreator?), giovane quartetto proveniente dall'Arizona che, per l'appunto, combina elementi hardcore punk, soprattutto nelle linee vocali, con l'irruenza del thrash metal di stampo statunitense. Il loro esordio discografico, prodotto dalla Iron Shield Records, è dunque un assalto sonoro sostanzialmente privo di respiro e pause, se si esclude paradossalmente proprio la prima traccia, più lenta e groove, con il cantante/chitarrista Don Funk che recita i suoi testi più che vomitarli in faccia agli ascoltatori; l'assalto tuttavia è solo limitato, giacché già la title-track scatena tutta la potenza delle chitarre e della sezione ritmica, condendo il tutto con linee vocali squisitamente punk: le influenze dei nostri spaziano visibilmente dagli Anthrax (specie nei ritornelli) ai già citati D.R.I. e, pur non producendo nulla di originale, i ragazzi impiegano davvero ogni goccia del loro sudore per costruire pezzi convincenti: Damaged, che inizialmente sembra riproporre un sound più heavy che altro, sfocia presto in un rinnovato assalto hardcore/thrash nel quale si mettono nuovamente in evidenza i due axemen. La staticità delle linee vocali non aiuta i brani a diversificarsi particolarmente, ma per fortuna sono proprio le chitarre a mettersi ben in evidenza tessendo trame intricate ed incalzanti; gli Anthrax tornano a far sentire la propria influenza su State of Unrest, mentre il punk più tipico la fa da padrone su Final Vox. Vaghissime reminescenze iniziali di Powerslave introducono Wake Up, che evolve poi nuovamente verso un brano hardcore/thrash, con ritornello che invoglia al canto a squarciagola. I ritornelli, del resto, sono molto importanti per i Violent Revolution, che ne confezionano un altro dall'alto tasso adrenalinico in All Hail, prima di produrre quello che è verosimilmente il brano migliore del loto, l'assassina Code of Conduct. Convince meno, viceversa, Sudden Death, che è però il viatico per la conclusiva, grintosa Trainwreck, sulla quale si mette in evidenza il batterista John Gilleland.

State of Unrest soffre inevitabilmente di una certa ripetitività, acuita dalla scarsa varietà delle linee vocali e dalla pesantezza delle influenze che lo caratterizzano; tuttavia, i nostri quattro amici di Phoenix suonano con una tale passione e convinzione che finiscono comunque per coinvolgere e divertire quanto basta. Se non siamo certamente di fronte ad un capolavoro o ad un album destinato a riscrivere la storia del crossover thrash, si tratta comunque di un lavoro godibile che regalerà qualche momento di sanissimo headbanging.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Iron Shield Records
Thrash Core
Tracklist
1. Resist
2. Violent Revolution
3. Damaged
4. State of Unrest
5. Final Vow
6. Wake Up
7. All Hail
8. Code of Conduct
9. Sudden Death
10. Trainwreck
Line Up
Don Funk (Voce, Chitarra)
Nate Garduno (Chitarra)
George Robb (Basso, Cori)
John Gilleland (Batteria)
 
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