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Archspire - Relentless Mutation
18/10/2017
( 1060 letture )
Gli Archspire sono una band canadese che, già con le primissime pubblicazioni ufficiali, riuscì a canalizzare le attenzioni dei fan del death metal più tecnico, per la spavalda velocità di esecuzione dei diversi pezzi proposti. Quando nel 2014 la band ritornò con The Lucid Collective, gli appassionati del genere apprezzarono moltissimo il disco nonostante le difficoltà che ci possono essere nell’assimilare un qualcosa che porta all’estremo il concetto intrinseco di velocità, su cui molte altre band sono inevitabilmente cadute, soprattutto quando le abilità proposte su disco vengono facilmente sbugiardate al momento di proporre il materiale in sede live.

Relentless Mutation è il nuovo disco degli Archspire e anche in questa circostanza la band non sembra intenzionata a sollevare il piede dall’acceleratore; a fondamento di tematiche che sfiorano il complottismo, pensieri misantropici e la maniacale diffidenza verso ciò che circonda il quintetto di Vancouver, ci si imbatte in canzoni in cui la rapidità di esecuzione assume nuovamente la sua centralità. In questo caos sonoro governato in modo estremamente razionale e distaccato, la band presenta una produzione tutto sommato in linea con quanto già presentato in precedenza; c’è da dire comunque che gli Archspire abbiano alzato il coefficiente di difficoltà dando alla luce canzoni che, per una durata complessiva di mezz’ora, si presentano complesse non solo per la velocità di esecuzione, quanto per le variegate soluzioni trovate in corso d’opera. All’interno di questo contesto infatti, i diversi pezzi si presentano bene riconoscibili, peculiarità non sempre riscontrabile in pubblicazioni così estreme. Involuntary Doppleganger e Remote Tumor Seeker si presentano un po’ come le “canzoni tipo” degli Archspire; i diversi strumenti corrono a velocità folle, interrotti da improvvisi cambiamenti di tempo, all’interno dei quali, le chitarre virano impervie verso ritmiche più serrate e concise, all’interno delle quali emerge la voce della chitarra solista che si cimenta in passaggi rapidi e glaciali. In Human Murmuration invece è la voce a lanciarsi in una sorta di extrabeat, in pezzo tutto sommato più tranquillo, in cui i diversi strumenti si concentrano maggiormente nella creazione di un’atmosfera abissale. Nella parte centrale del disco invece emergono i pezzi migliori prodotti dal gruppo; in Relentless Mutation e The Mimic Well infatti c’è una maggiore propensione nello sperimentare con sonorità in un certo senso più melodiche e nel cimentarsi con frammenti solistici suonati in modo pulito e con una certa maestria, che strizzano l’occhio ai loro connazionali Beyond Creation. La band dimostra così che dietro a questa maschera brutale, ci sono artisti con una conoscenza musicale vasta e incontrastata, soprattutto quando ci si cimenta in questi passaggi belli e intriganti, sfiorando talvolta anche sonorità più classicheggianti (come nella traccia conclusiva A Dark Horizontal).


Nel complesso con Relentless Mutation gli Archspire hanno centrato nuovamente il bersaglio con una produzione che lascia dietro di sé una certa fascinazione. All’interno del disco ogni ingranaggio di questo folle meccanismo è collocato al posto giusto e il risultato conclusivo non può che essere positivo. Il risultato finale è un disco di alto livello, ma che si presenta comunque accessibile per la sua durata tutt’altro che eccessiva, ma soprattutto per la sua eterogeneità nei contenuti.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
85.33 su 9 voti [ VOTA]
Acasualdjentleman
Mercoledì 8 Novembre 2017, 20.42.26
9
il frontman e il tech n9ne del death metal.
Corraz73
Martedì 24 Ottobre 2017, 11.36.35
8
Tech Death at the best!
Pacino
Domenica 22 Ottobre 2017, 15.44.22
7
benino...voto 74
Northcrossdeath1
Sabato 21 Ottobre 2017, 16.01.32
6
Concordo con la recensione e con i commenti qui sotto, veramente un bel disco con canzoni che ti restano ben impresse pur andando alla velocità della luce. Bella band!
therox68
Venerdì 20 Ottobre 2017, 14.54.48
5
Devo ammettere di essermi sbagliato: pensavo che qualora metallized avesse deciso di recensire questo disco l'avrebbe stroncato. Sono felice di averlo comprato prima della recensione, sono felice di essermi sbagliato a causa di un pregiudizio nel quale si può sempre incorrere.
MrFreddy
Giovedì 19 Ottobre 2017, 23.02.16
4
Bellissimo disco, forse pure troppo corto per i miei gusti, ma ci sono solo tracce riuscite e memorabili, senza filler né soluzioni fuori luogo. I pezzi sono scritti con una visione chiara, ma per fortuna risultano ben distinguibili, pure più bello dell'ottimo The Lucid Collective.
MrO
Giovedì 19 Ottobre 2017, 22.34.39
3
Grazie mille per la recensione. Non conoscevo il gruppo e, in effetti, sono rimasto positivamente impressionato da quanto sentito finora sul Tube della Season of Mist.
Tatore
Giovedì 19 Ottobre 2017, 22.31.36
2
Notevole
HyperioN
Giovedì 19 Ottobre 2017, 17.23.38
1
Gli unici in grado di inserire citazioni/omaggi a Tech N9ne e Mozart (ma sospetto ne scoveró delle altre) senza perdere un briciolo di brutalità. Se Season continua così quest'anno vado in bancarotta.
INFORMAZIONI
2017
Season of Mist
Technical Death Metal
Tracklist
1. Involuntary Doppleganger
2. Human Murmuration
3. Remote Tumor Seeker
4. Relentless Mutation
5. The Mimic Well
6. Calamus Will Animate
7. A Dark Horizontal
Line Up
Oli Peters (Voce)
Tobi Morelli (Chitarra)
Dean Lamb (Chitarra)
Jared Smith (Basso)
Spencer Prewett (Batteria)
 
RECENSIONI
74
 
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