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Battle Raider - Battle Raider
18/10/2017
( 730 letture )
Come abbiamo ripetutamente ricordato in altre sedi, la scena che fa riferimento alla N.W.O.B.H.M. non è mai morta. Ha attraversato periodi di difficoltà, ma è sempre sopravvissuta a qualsiasi moda o evoluzione; anche in Messico. A rinverdirne una volta di più la gloriosa tradizione, provvedono adesso i Battle Raider. Fedeli alla linea fin da un moniker dal sapore antico, dal logo del gruppo, ma soprattutto dall’immagine che sembra essere presa di peso da un promo-kit edito nel 1983 o giù di lì, i messicani hanno già alle spalle un primo album uscito nel 2015 ed intitolato Hard Flyer, al quale possono adesso affiancarne un secondo battezzato semplicemente Battle Raider.

Utilizzata come biglietto da visita per il prodotto in questione una delle copertine peggiori della storia recente (è un fattore secondario ed il suo stile è coerente con quello della musica, ma è davvero difficile non notarlo), i Battle Raider proseguono sulla strada di quanto già accennato con l’album d’esordio, ossia saccheggiando a mani basse dal repertorio di gruppi quali Cirith Ungol, Iron Maiden, Fates Warning, Crimson Glory e Manowar, con esplicito riferimento alla primissima parte delle rispettive carriere. Registrando il CD in maniera abbastanza conforme con le radici della musica proposta, i quattro di Città del Messico sciorinano i loro pezzi con grande convinzione, senza molta personalità, ma conservando pressoché intatto quel senso di ingenuità che è parte integrante dello stile. Con i vantaggi e gli svantaggi della questione specialmente per quanto attiene alle parti vocali, più di una volta sopra le righe. Alcune evidenti battute a vuoto si alternano a qualche brano piacevole, con una certa preponderanza dei secondi, se valutati per quello che sono. Ad emergere in particolare sono allora Flying Fingers, Commander, con il secondo che è un tentativo discretamente riuscito di articolare con efficacia un brano molto lungo -quasi una mini-suite- compatibilmente con le possibilità della band, ed A Sioux Prayer. Ma soprattutto lo strumentale d’altri tempi Tartan Piper Alpha, un vero compendio di come si concepiva un tempo questo tipo di brano, riesce ad emergere a dispetto del suo essere un po’ fuori contesto. Testi di estrazione mistica, spirituale o legati ad esperienze personali completano il quadro.

Battle Raider ed i Battle Raider sono demodé fino al midollo e non si vergognano affatto di esserlo, ma di fronte a lavori di questo tipo la domanda da porsi è sempre la stessa: questo blocco di pezzi possiede personalità sufficiente per colmare in tal modo gli inevitabili e continui riferimenti a quanto fatto dai gruppi guida? La risposta è “ni”. Il senso di già sentito, difatti, affiora inevitabilmente dall’inizio alla fine, addirittura nello stile esecutivo (più volte, per esempio, sembra che sia stato De Maio il maestro di basso di Edd Thunder, come all’inizio di Commander) ed in nessuna canzone si riscontrano spunti realmente di rilievo, ma alla fine Battle Raider riesce a strappare la sufficienza per quanto diverte ed è sincero. Almeno quella.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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The Ageless Idol
Mercoledì 25 Ottobre 2017, 21.57.05
3
Capolavoro! Ragazzi, una roba così tamarra era da tempo che non si sentiva. E poi da Ciudad do Mexico!!!! Hats off to Francisco Cortez
Raven
Giovedì 19 Ottobre 2017, 7.32.49
2
Se ne sono viste due o tre leggermente più raffinate
Lizard
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 22.56.33
1
Tamarra alla morte la copertina eh?
INFORMAZIONI
2017
Fighter Records
Heavy
Tracklist
1. Flying Fingers
2. Battle Raider
3. Hard Flyer
4. Atlanteans of Gold
5. Early Fantasy
6. Tartan Piper Alpha
7. Commander
8. A Sioux Prayer
Line Up
Hussein Lehder (Voce)
Ryder Knightblair (Chitarre)
Edd Thunder (Basso)
Billy Brayden (Batteria, Cori)
 
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