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Necrytis - Countersighns
20/10/2017
( 634 letture )
Cosa ci si aspetta dall’heavy metal più classico nel 2017? Che senso hanno nuovi album di un genere che non si riesce più ad evolvere da qualche decina d’anni, che aveva raggiunto il suo apice sul finale dei gloriosi anni Ottanta? Ovviamente chi sta leggendo queste righe già lo sa: nel post 2000, l’heavy metal è poco più di un grande riciclo di sé stesso, un calderone pieno delle vecchie band degli anni d’oro, che continuano più o meno a fare quello che li ha resi grandi quarant’anni fa, e di ancora più band nuove che non puntano ad altro che rievocare quelle sonorità delle grandi formazioni del passato. Un calderone che ormai contiene una pietanza che conosciamo benissimo, che a tratti ci nausea, ma da cui, più o meno frequentemente, continuiamo ad attingere. Il motivo principale di tutto ciò sono sicuramente in larga parte quei dischi immortali di cui ci si stufa davvero a fatica, i grandi capolavori, i dischi che non moriranno mai, i Painkiller, i Seventh Son of a Seventh Son, gli Among the Living o gli Operation: Mindcrime della situazione (ma, ovviamente, l’elenco potrebbe essere veramente lunghissimo). Tuttavia, talvolta quello che ci fa guardare dentro al calderone con vivo interesse sono anche delle formazioni più nuove, che niente inventano, ma che semplicemente sono riuscite a scrivere un album con la A maiuscola che se fosse uscito negli Eighties sarebbe forse potuto essere ricordato come una manifestazione di grande heavy metal. I Necrytis, come avrete già capito, potrebbero benissimo appartenere a questa seconda categoria. Lo stile a cui la band statunitense si colloca è una delle forme di metal classico più sfortunate, l’U.S. power metal, ma il terzetto già all’esordio dimostra di saperlo padroneggiare con talento, sfornando un album pienamente riuscito, ricco di canzoni killer e praticamente privo di qualunque riempitivo. Come prevedibile, la band in questione non è composta da ragazzini imberbi, ma da musicisti già esperti, sotto la guida della chitarra dell’ex-Onward (band sempre sullo stile “american power metal") Toby Knapp, e coadiuvata da una sostanziosa sezione ritmica composta dal basso di Mark Sobus e dalla batteria di Shane Wacaster, il quale offre anche una notevole prestazione vocale dietro al microfono, che sembra essere arrivata direttamente dagli anni Ottanta e perfetta per questo Countersighns.

Dieci pezzi per quarantacinque minuti: il primo di questi è Praetorian X, che con la sua intro dalle atmosfere inquietanti e in linea con la cover “aliena” ha il compito di introdurre l’ascoltatore nel mondo dei Necrytis, ma mette già in luce le caratteristiche principali della band. Il riff s’impone con irruenza, il sound è ben calibrato, aggressivo e coriaceo, dinamico ma non troppo pesante, come si addice a qualsiasi band U.S. power che si rispetti, ma la traccia in primis sorprende per alcune influenze progressive nelle strofe che non tutti si sarebbero aspettati, mentre con ritornello e assoli ci riporta su più rassicuranti lidi heavy-oriented. Si continua alla grande con la più maideniana Palace of Agony, decisamente più canonica e lineare; con Nova Meridian emergono le notevoli doti tecniche di Knapp, ma è col quarto pezzo, Sentry’s Scream, che si prova una sincera sorpresa, in un’intro che sfiora le lugubri atmosfere black metal (Knapp è anche membro della black metal band Waxen), dalle quali poi si libera con un gran riff cadenzato che rimarrà punto di riferimento di quasi tutta la canzone. È difficile scegliere poi quale sia il pezzo migliore tra il precedente Sentry’s Scream e il successivo God As Electric: l’inizio di quest’ultimo è ancora atmosferico, composto da organo e batteria marziale, ma poi la canzone diventa di colpo davvero “elettrica” e velenosa (l’attacco del ritornello “Are you electric? God is electric” vi rimarrà in testa un bel po’), e anche in questo caso Knapp dà sfogo a un grandissimo assolo. Si continua con uno dei brani forse più deboli del disco (ma comunque ottimo), My Asylum, mentre con Dawn’s Aurora si cambia registro, in un breve e drammatico pezzo di archi e pianoforte, in cui dà ottima prova anche la voce di Wacaster. Daemon Angelus ci riporta ancora su lidi più progressivi con il ritornello, mentre anche dietro le chitarre di In Ascent (che vanta un altro grande ritornello) c’è l’ombra degli Iron Maiden e infine si chiude in bellezza -ma non poteva essere altrimenti- con la titletrack: un versatile e stavolta anche maligno Wacaster introduce a una furente cavalcata in stile heavy metal e in un ritornello dalle melodie trascinanti.

Countersighns è un disco di heavy metal migliore della grande maggioranza delle uscite odierne del genere. È pieno di belle canzoni, e se effettivamente è vero che forse si sente la mancanza di una o due vere e proprie hit (God As Electric è forse quella che ci va più vicino), non presenta nessun calo qualitativo e nessuna canzone può essere chiamata filler. Non solo è un disco di heavy metal americano di livello e tecnica impeccabili, ma talvolta fanno capolino anche componenti più progressive, strumenti classici e, in un paio di casi, ci si avvicina addirittura al black metal: sono tutte (calibratissime) variazioni sul tema che danno al disco una maggior versatilità e che sarebbe stato bello anche sentire un po’ di più. Anche grazie a queste, Countersighns riesce a esprimere un briciolo di personalità nei Necrytis, per quanto sia possibile oggi in un genere ormai saturo come l’heavy metal. Un disco ben studiato e ragionato, da cui trasudano esperienza, passione e talento. Un disco che cresce con gli ascolti e che quando termina si ha voglia di riascoltare, anche più di una volta. È così che si suona l’heavy metal.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Steelminded
Sabato 21 Ottobre 2017, 19.57.33
4
Sì, su soundcloud ce ne sono alcune, non su Tube, non su spotify, non su FB...
Sha
Sabato 21 Ottobre 2017, 19.31.49
3
Su souncloud ci dovrebbe essere la titletrack
maurilio
Sabato 21 Ottobre 2017, 19.25.10
2
la recensione mi ha molto incuriosito ma sul tubo non ho trovato niente per ascoltare almeno un brano, possibile?
mic
Venerdì 20 Ottobre 2017, 16.14.25
1
trio con batterista cantante + recensione positiva = disco di grande interesse per il sottoscritto
INFORMAZIONI
2017
Pure Steel Publishing
Heavy
Tracklist
1. Praetorian X
2. Palace of Agony
3. Nova Meridian
4. Sentry’s Scream
5. God As Electric
6. My Asylum
7. Dawn’s Aurora
8. Daemon Angelus
9. In Ascent
10. Countersighns
Line Up
Shane Wacaster (Voce, Batteria)
Toby Knapp (Chitarra)
Mark Sobus (Basso)

Musicisti Ospiti:
Nephilim Baroque Ensemble (Piano, Violoncello, Organo)
 
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