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Salem - A Moment of Silence
21/10/2017
( 527 letture )
Sul finire degli anni Novanta i Salem diedero alle stampe A Moment of Silence, disco che vide la luce in un decennio che, come si può notare sfogliando tra le notizie dei quotidiani israeliani dell’epoca, fu attraversato da numerosi atti terroristici che scossero gli animi degli abitanti di quella terra. I Salem rifletterono dunque ciò che accadde nei luoghi in cui vivono, dipingendo attraverso la loro musica -con toni a volte anche controversi- la situazione di questa regione così tanto contesa. Il ritratto che ne emerse fu tutt’altro che positivo: la morte, lo scorrere inesorabile del tempo e la visione di un futuro con ben poca speranza ricorrono infatti piuttosto spesso come temi portanti dei loro testi. Nonostante l'ambientazione cupa, i toni di quest’uscita si addolcirono rispetto all’album di esordio Kaddish, prendendo di tanto in tanto persino in prestito atmosfere del gothic rock. Si ridussero poi a episodi sporadici i momenti più aggressivi e continuarono invece a riecheggiare nelle varie composizioni quelle melodie dal sapore mediorientale, che fanno ancora oggi dei Salem un gruppo non semplice da etichettare.

Fin dalle prime note di A Moment of Silence, infatti, questa mescolanza di elementi è decisamente apprezzabile: i fraseggi intessuti dalla chitarra contestualizzano fin dal principio i Salem, la sezione ritmica mantiene uno scheletro solido a supporto delle composizioni e non mancano ritmi più tribali e trascinanti. La successiva Winter’s Tears fa emergere invece il già citato lato più gothic rock della band -che ricorda quasi il periodo più quieto dei Paradise Lost- merito anche delle parti di clean vocals realizzate dal batterista, Amir Neubach, che inserisce sulle harsh vocals di Ze’ev Tananboim un cantato espressivo, che accresce spesso la drammaticità e la malinconia di alcune tracce, come nella suggestiva The Worst to Come, per citare giusto un titolo.
Non mancano però momenti più crudi come Symbyosis, in parte Hourglass o le più dirette e granitiche Flames o Another Dimension. Menzione a parte per la versione mediorientale di Set the Controls for the Heart of the Sun, canzone dei Pink Floyd che viene privata di quella vena psichedelica tipica del gruppo inglese.
Ci si avvicina quindi verso la chiusura con la coppia di brani Eyes to Match a Soul e Who Will Confort Me Now. Se la prima conserva uno slancio più rockeggiante e suggestivo, la seconda invece si nutre completamente di quelle atmosfere più meste e cupe che si agganciano al doom metal. Non solo per la crudezza dei riff iniziali, ma per il senso di oscurità che avvolge questa traccia, e sebbene la parte centrale arpeggiata della chitarra sembri smorzare questa sensazione, ha comunque il merito di accrescere notevolmente la mestizia e malinconia del pezzo:

Who will confort me now
Each day brings less of to me


Per concludere: con A Moment of Silence i Salem si avvicinano più che mai a lidi atmosferici e suggestivi, abbandonando in parte quelli meno estremi che li avevano caratterizzati in precedenza. Tale approccio riesce comunque a veicolare perfettamente il cupo messaggio contenuto nei testi, e musicalmente si rivela decisamente più accessibile, non facendo comunque venire meno quella piccola, giusta dose di aggressività death, che rimane però ben equilibrata in tutta la produzione. I Salem continuano dunque quella trasformazione che già si avvertiva in Kaddish, sfociando in un livellamento del sound che va a discapito della natura più estrema del gruppo.
Insomma, A Moment Of Silence è il disco giusto per chi ama le atmosfere cupe, ma con una vena più sperimentale, e in tutto ciò i Salem rimangono uno dei gruppi che meglio rappresenta la scena metal israeliana.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
1998
BNE
Gothic / Doom
Tracklist
1. A Moment of Silence
2. Winter’s Tear
3. Hourglass
4. Flames
5. Set the Controls for the Heart of the Sun
6. In Another Dimension
7. The Worst to Come
8. An Unwanted Guest
9. Symbiosis
10. Eyes to Match a Soul
11. Who Will Comfort Me Now?
Line Up
Ze’ev Tananboim (Voce)
Amir Neubach (Voce, Batteria)
Lior Mizrakhi (Chitarra)
Michael Goldstein (Basso)
 
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