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Gizmodrome - Gizmodrome
24/10/2017
( 703 letture )
Cosa fate con i vostri amici quando avete voglia di rilassarvi, ridere e scherzare? Bevuta in birreria? Gita al lago? Pizza, partita, divano e rutto libero? Tutti ottimi programmi, ma se siete Stewart Copeland tutto ciò non va propriamente bene, quello che fareste è formare una nuova band e registrare un disco!
La genesi un po’ romanzata del progetto Gizmodrome è proprio questa: un gruppo nato dall’incontro fra il leggendario drummer dei Police e il nostrano mago delle tastiere Vittorio Cosma da sempre nell’orbita delle Storie Tese che, volendo svagarsi, dando seguito ad una collaborazione nata sui palchi nelle calate italiche del batterista, si sono ritrovati in un paio di studi milanesi agli ordini di Claudio Dentes per registrare un po’ di musica. Riprendendo un termine caro ai seventies i Gizmodrome sono un supergruppo, perché oltre ai sopracitati si sono uniti alla combriccola nientemeno che Adrian Belew alla chitarra, che ha prestato il suo talento a nomi del calibro di King Crimson, Zappa e Bowie; e Mark King celebre per il suo basso slap nel pop/funk dei britannici Level 42.

La prima cosa che si “respira” ascoltando Gizmodrome è una voglia di divertirsi e divertire, prendendosi poco sul serio nonostante la caratura tecnica fuori da qualunque schema dei musicisti coinvolti. Questa freschezza arriva dall’animo giocoso e solare di Copeland da sempre il più burlone ed eccentrico di casa Police, insieme alla scarsa serietà insita fino al midollo di Elio e le Storie Tese di cui Cosma fa parte “non ufficialmente” dagli esordi. Lo stile musicale è invece molto più serio e complesso, infilandosi in un prog rock/pop in cui sono ben presenti tutti gli ingombranti background delle personalità coinvolte: dal basso schizoide e funkeggiante, alla chitarra sghemba e mai ortodossa, dai poliritmi in salsa reggae alle tastiere con i suoni sintetici più disparati; il pregio è che tutta questa raffinatezza non si traduce in eccessiva complessità nell’ascolto, permettendo di cogliere lo spirito del disco anche senza troppo impegno. Il platter rimane comunque una esibizione tecnica di altissimo livello che, volendo, permette di perdersi ad analizzare e apprezzare ogni singolo passaggio scoprendo spesso chicche e raffinatezze di ogni genere. I brani sono quasi tutte composizioni abbozzate o già fatte e finite dal buon Stewart che le ha offerte agli altri per affinarle, modificarle e stravolgerle, ma la paternità spirituale gli ha riservato l’onore e l'onere di occuparsi anche della voce, il talento spropositato che madre natura gli ha dato nella costruzione di ritmiche entrate nella leggenda non si manifesta anche dietro al microfono, dove il nostro, nonostante una timbrica con una certa personalità, non si trova propriamente a suo agio.
Visti nomi, genere proposto e natura del disco ci si potrebbe aspettare le “classiche” composizioni fiume ricche di immense digressioni strumentali, invece Gizmodrome sorprende con tracce che raramente arrivano oltre i 4 minuti, sottolineando ancora una volta l’atmosfera frizzante e spensierate che anima le composizioni. Una grandiosa sezione di fiati (curata dal poliedrico Copeland che aveva abbozzato la melodia per la colonna sonora del videogame Spyro the Dragon ) accompagna la stramba opener Zombies in the Mall che mette subito in chiaro cosa aspettarsi: testo nonsense, ritmiche sopraffine con un basso semplicemente irresistibile e un solo di chitarra acido e positivamente fuori contesto. Stay Ready doveva finire in uno spin-off di Star Wars, mentre si ritrova in questo disco con un ritornello tendente al pop incastrato in una serie di suoni eterei; l’amatissimo reggae fa finalmente la sua comparsa in Man in the Mountain in cui Copeland si scatena con le sue inconfondibili ritmiche di ispirazione giamaicana, sostenuto dalle raffinate tastiere di Cosma; discorso analogo per la più soave Strange Things Happen. Un groove scritto per Taylor Hawkins ha trovato casa in Sweet Angels ricca di percussioni poliedriche e accompagnata dal basso gommoso di King. Il misterioso titolo di Amaka Pipa altro non è che una storpiatura di “American People” con un testo altrettanto e completamente fuori di senno, livello di follia portato all’estremo da una incursione di Elio che aggiunge un cervellotico anglo-italiano di nuovo conio a Zubatta Cheve. Un grandioso giro di basso accompagna Spin This in cui Copeland ha qualcosa da (ri)dire aii Tabloid che lo perseguitavano negli eighties, allo stesso periodo appartiene “spiritualmente” Stark Naked che sembra la sigla di un telefilm o la colonna sonora di un film di quei gloriosi anni.

Dare un giudizio finale su Gizmodrome non è semplice, si tratta infatti di un disco molto peculiare in cui l’animo scanzonato e poco serio è al contempo la sua carta migliore, con una serenità contagiosa, e al contempo un suo limite che fa perdere convinzione e coerenza alla struttura complessiva. Tecnicamente ci troviamo di fronte a maestri dei rispettivi strumenti che non vanno discussi, ma solo ammirati e osannati da noi comuni mortali. Va sicuramente ascoltato per capire se il passatempo con gli amici di Stewart Copeland fa per voi.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
72.66 su 3 voti [ VOTA]
Alex Cavani
Mercoledì 8 Novembre 2017, 20.46.11
2
Bellissimo! Spero che questo progetto dia alla luce altri dischi perchè questo è davvero godibilissimo, eclettico, vario, fresco, mai banale (per me) e registrato da dio. E adoro Belew. Voto: 85
Andrea
Mercoledì 1 Novembre 2017, 13.57.12
1
Sempre bello imbattersi in certi nomi.
INFORMAZIONI
2017
earMUSIC
Rock
Tracklist
1. Zombies in the Mall
2. Stay Ready
3. Man in the Mountain
4. Summer's Coming
5. Sweet Angels (Rule the World)
6. Amaka Pipa
7. Strange Things Happen
8. Ride Your Life
9. Zubatta Cheve
10. Spin This
11. I Know Too Much
12. Stark Naked
Line Up
Stewart Copeland (Batteria, Voce)
Adrian Belew (Chitarra)
Mark King (Basso)
Vittorio Cosma (Tastiere)

Musicisiti Ospiti
Elio (Voce nella traccia 9)
 
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