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Hell In The Club - See You on the Dark Side
26/10/2017
( 1002 letture )
Quarta fatica, quarto ottimo lavoro per i rockers piemontesi Hell In The Club, ormai molto più di un nome emergente nel panorama hard rock italiano: ad un anno e mezzo di distanza dal buonissimo Shadow of the Monster, il quartetto che annovera fra i suoi membri musicisti di comprovata abilità, già all'opera con band come Secret Sphere ed Elvenking, si ripresenta infatti con un altro album godibile e ben riuscito, intitolato See You on the Dark Side. A riprova del livello ormai raggiunto dai nostri, il lavoro in questione è oltretutto pubblicato sotto Frontiers Records, etichetta a sua volta italiana che ormai è sinonimo di garanzia per questo genere di musica tanto nel nostro Paese, quanto in Europa.

L'album è inaugurato da We are on Fire, dove chitarra e sezione ritmica provvedono subito a ruggire a dovere, ricordando agli ascoltatori che, se gli Hell In The Club sono dichiaratamente fan del glam anni 80, di certo non hanno però intenzione di rinunciare alla pesantezza, ove possono: l'aspetto più interessante della traccia ed uno dei punti di forza della band e del lavoro, non a caso, è proprio l'amalgama fra parti più pesanti ed altre più melodiche, che si uniscono per dar vita a tracce frizzanti e coinvolgenti. I passaggi un po' più oscuri del brano, per la verità, ci piace meno rispetto alle strofe, dove la fusione funziona a meraviglia, ma si tratta tutt'al più di una sbavatura che non inficia minimamente la validità del pezzo. The Phantom Punch rinnova l'assalto sonoro, con un eccellente lavoro di Picco alla chitarra, ma vede il suo punto di forza nel ritornello corale, davvero magnifico e che non mancherà di far faville dal vivo, mentre Toy Soldier beneficia di un inizio quasi da spaghetti western, per poi evolvere in un classico brano di hard & heavy di stampo ottantiano; niente male davvero anche qui, ragazzi! I Wanna Swing Like Peter Parker preme un po' il piede sull'acceleratore andando a toccare territori sleaze e, come era lecito aspettarsi, i nostri fanno faville, regalando un brano incalzante ed entusiasmante, il cui ritornello ironico promette di esser cantato a squarciagola negli show dal vivo. Houston We've Got No Money, a dispetto di un ritmo coinvolgente e di un eccellente assolo, convince leggermente meno, ma solo perché veniamo da tracce di livello davvero impressionante, tant'è che già con A Melody, A Memory (il cui inizio pare omaggiare Owner of a Lonely Heart degli Yes) torniamo a danzare sulle note di un hard rock di squisita fattura. Showtime vede il basso di Andy in bella evidenza e costituisce, forse, la traccia più catchy di tutto See You on the Dark Side, con un certo flavour anni 90 qui e là che non ci dispiace affatto, pur preferendo altri brani di questo validissimo album. The Misfit torna a sfoggiare chitarre sanguinanti e ci rituffa direttamente negli anni 80, con ottime strofe ed un bel ritornello, ma è Withered in Venice, uno dei brani maggiormente oscuri e malinconici, a strappare applausi a scena aperta. Ci avviciniamo alla conclusione ed il quartetto alessandrino omaggia palesemente i Poison con la divertente Bite the Tongue, prima di chiudere le danze con A Crowded Room, forse non splendida come altre canzoni partorite dal gruppo, ma comunque molto ben fatta.

Con See You on the Dark Side, come detto già ad inizio recensione, ci troviamo al quarto eccellente lavoro su quattro, una media davvero invidiabile che qualifica gli Hell In The Club come una delle migliori band prodotte dal nostro Paese negli ultimi dieci anni. Forse i loro primi due lavori restano irraggiungibili per qualità ed anche per la sorpresa che suscitarono in noi alla loro pubblicazione, ma questa quarta opera ha onestamente poco da invidiare in termini di qualità complessiva. Ben fatto, di nuovo!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
87.5 su 8 voti [ VOTA]
enrico86
Giovedì 23 Novembre 2017, 17.46.45
4
di questa band ho sentito solo l'esordio molti anni fa, ma non mi colpi molto. Mi sono sentito questo e sono rimasto a bocca aperta: non sembrano nemmeno piu la stessa band. per me 85
Todbringer83
Mercoledì 22 Novembre 2017, 1.19.41
3
Album che presenta pochi punti deboli. Sicuramente tra le migliori uscite del genere nel corrente anno. Street Metal da fare invidia a tutto il panorama d'oltre oceano. 78
paolo
Sabato 28 Ottobre 2017, 20.39.24
2
un ottima band , ad altissimi livelli. Questi ragazzi sono tranquillamente alla pari se non meglio di tante band americane. Gran bel lavoro!
Metal Shock
Giovedì 26 Ottobre 2017, 17.25.12
1
Una fottutissima bomba!!!!! Ed uno dei migliori album hard rock dell`anno!! Questi ragazzi crescono disco dopo disco, proponendo un`album che potrebbe avere cinque o sei singoli da alta classifica, se solo vivessimo in un mondo normale (o fossimo negli anni 80` e gli Hell fossero americani). Chitarre che graffiano, la voce di Dave ottima e viziosa, sezione ritmica che viaggia come un treno, cori che piu` anthemici non si puo`, canzoni con un tiro diverso.....non so` piu` cosa aggiungere. Ah, per me A crowded room e` un signor pezzo, con stacco teatrale alla Queen, fantastico. Voto 90!!!!!
INFORMAZIONI
2017
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. We Are On Fire
2. The Phantom Punch
3. Little Toy Soldier
4. I Wanna Swing Like Peter Parker
5. Houston, We've Got No Money
6. A Melody, A Memory
7. Showtime
8. The Misfit
9. Withered In Venice
10. Bite Of The Tongue
11. A Crowded Room
Line Up
Dave (Voce)
Picco (Chitarra)
Andy (Basso)
Lancs (Batteria)
 
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