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Virgin Steele - Virgin Steele
28/10/2017
( 744 letture )
Pur non essendo certamente il loro disco più rapprentativo, la storia dell'album di debutto dei Virgin Steele è certamente romantica e descrittiva della situazione dell'epoca. La band si era formata da pochissimo tempo, nel 1981, quando un giovanissimo David DeFeis, giovanotto di belle speranze in cerca di una band nella quale esprimersi dopo le primissime esperienze avute con altre realtà musicali, sostiene un provino per il gruppo che gli altrettanto giovani Jack Starr e Joey Ayvazian stanno mettendo in piedi. Superato più che brillantemente l'esame e dopo aver fatto pressioni per far entrare al basso Joey "O" Reilly in luogo di Kelly Nichols -poi nei L.A. Guns- DeFeis si trova ad operare in una band che si dimostrerà fondamentale per la nascita e l'affermazione dell'epic metal del tipo più raffinato.

Registrato rapidamente con l'idea che dovesse rimanere un demo e poi proposto dalla Maze prima e dalla MFN dopo come debutto ufficiale, Virgin Steele segnalò il gruppo come uno dei più interessanti tra le allora giovani leve del metal statunitense. Sia fra il pubblico, che tra gli addetti ai lavori. Tanto da ricevere i complimenti scritti di musicisti altrettanto in erba che poi raccoglieranno più di un alloro (Metallica, Queensryche) quando Children of the Storm, la canzone più rappresentativa e riuscita del lavoro, il vero manifesto metallico dei Virgin Steele dell'anno di grazia 1982, venne inclusa nella raccolta US Metal, volume II della storica Shrapnel Records. Paradossalmente, fu più la raccolta a segnalarli rispetto all'album, ma qui subentrano anche discorsi di pubblicità e distribuzione che ci porterebbero troppo lontano. Registrato con i mezzi che potevano essere a disposizione di un manipolo di ragazzini di belle speranze all'inizio degli anni 80 agendo quasi esclusivamente sull'asse Starr/DeFeis, Virgin Steele conteneva vari difetti. Molta ingenuità ingigantita dall'inesperienza; una palese inconsapevolezza rispetto alle scelte stilistiche più consone da operare per esaltare le qualità compositive ed interpretative dei musicisti; alcuni eccessi evitabili, ma anche una classe grezza che lasciava già intravedere gli splendori prossimi venturi ed alcuni spunti già importanti. Ad esempio la già ricordata Children of the Storm e Danger Zone, l'altro pezzo forte del disco. L'album, comunque, è decisamente più heavy in senso stretto rispetto ai capolavori che siamo abituati ad esaltare, ma soprattutto resta ancora molto legato anche all'hard rock anni 70. Principalmente a causa dei riff e degli arrangiamenti rock'n'roll firmati da Starr, con American Girl che ne è un tipico esempio, così come Dead End Kids, Drive On Thru, Pictures on You, Living In Sin e la stessa strumentale Pulverizer mostrano con vari gradi di evidenza la loro discendenza. Non può ovviamente mancare la power-ballad, ed il compito viene assolto da Still In Love With You, esempio abbastanza riuscito di pezzo di genere in salsa statunitense. Discorso relativamente a parte per Virgin Steele, forse l'unico pezzo dal quale vengono fuori, seppure in forma solo abbozzata, le qualità che si sarebbero manifestate negli "epici" anni successivi.

Virgin Steele, rimasterizzato nel 2002 con sette bonus track (ci fu una delle tante querelle DeFeis/Starr, all'epoca), è un lavoro grezzo, che soffre della inevitabile inesperienza dei due musicisti principali e più ancora del dualismo tra il classicismo chitarristico di Starr e la voglia di modernità e di esplorare nuovi territori di DeFeis. Eppure, nonostante i difetti prima stigmatizzati, merita certamente di essere ascoltato ancora oggi. Sia considerando che si tratta del primo vagito di una band decisamente importante, sia perché contiene almeno un paio di pezzi assolutamente imperdibili e tanti buoni spunti qua e là. Ed anche la registrazione, considerando anno e contesto, non è tutto sommato da buttare. Specialmente se vi rivolgete alla prima ricordata versione rimasterizzata. Niente a che fare con gli splendori futuri, ma tanto ardore giovanile, una classe innata e, in nuce, gli elementi che faranno grandi il gruppo ed una corrente musicale, dipingendo delle vere "Pictures On Them".



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
76.33 su 3 voti [ VOTA]
AndrewLlloyd
Mercoledì 1 Novembre 2017, 19.27.30
23
Noble Savage il migliore degli Ottanta. Nei Novanta c''è solo l'imbarazzo della scelta: i due Marriage, il supremo "Invicuts" e i due "Atreus". Livelli altissimi per una delle band più rappresentartive di tutto il movimento metallico. Che emozione ( e che concerto) nel 2007 a Firenze...
leonardo
Domenica 29 Ottobre 2017, 22.23.46
22
Anche per me Life Among The Ruins è un grande disco e mi associo a chi loda The Black Light Bacchanalia, un disco di valore anche se diverso
InvictuSteele
Domenica 29 Ottobre 2017, 20.45.34
21
Ale, hai ragione, Vision of eden remix è splendido, un vero capolavoro, col nuovo suono ha acquisito una nuova luce. Comunque per me anche Life among the ruins è un capolavoro, è un dico hard rock e va preso così, come una parentesi, ma una immensa parentesi geniale. E ai capolavori ci aggiungo pure il bistrattato Black light bacchanalia, magari minore a tutti i precedenti ma favoloso. Un saluto!
Ale
Domenica 29 Ottobre 2017, 20.28.29
20
Amo i Virgin Steele in maniera esagerata ma i primi due album non mi sono mai piaciuti e non riesco ad ascoltarli nonostante li abbia pure in vinile.. i VS per me iniziano a fare sul serio da Noble Savage in poi, almeno fino a Vision of Eden hanno sfornato solo capolavori, quest'ultimo nettamente migliorato con la nuova remastered e remixed, David ha fatto un lavoro davvero egregio per Vision of Eden. Capitolo a parte per Life Among The Ruins, un buon disco ma lontano anni luce da quello che sono realmente i Virgin Steele.
Daniele
Domenica 29 Ottobre 2017, 9.53.29
19
Ottima band nulla da dire.ma qcuno qui sotto se non nomina i Manowar non e contento
Fabio Artuso
Sabato 28 Ottobre 2017, 23.42.29
18
Ragazzi, ancora manca la recensione di Visions of Eden (sia la versione originale che quella più recente), urge rimediare!!!
nonchalance
Sabato 28 Ottobre 2017, 19.38.07
17
Mi son confuso: la "loro" era la Mongol Horde. Il demo, invece, dovrebbe trovarsi nella compilation "Burn the Sun".
nonchalance
Sabato 28 Ottobre 2017, 19.24.09
16
Volendo, al posto di quella "immagine" del demo (ristampato un paio di anni dopo come EP da quel Mike Varney che li presentò alla MFN) si potrebbe mettere la cover del disco stampato dalla band stessa..più che dalla -loro?- Maze! Difatti, l'etichetta che si occupò di distribuirlo con questa copertina (quella col drago!) fu la Music for Nations in Europa.. Mentre, quella di cui parlo all'inizio si trova facilmente su Discogs!
Max1
Sabato 28 Ottobre 2017, 19.19.45
15
Gruppo che ho seguito sin da questo bell'album che presenta suoni freschi e anche innovativi. Per me i primi tre LP dei VS sono i migliori, de gustibus!
Tiradipiunpelodifiken
Sabato 28 Ottobre 2017, 18.53.50
14
Ci sono voluti solo 12 commenti prima che arrivasse il commento inutile di confronto con un'altra grande band INNEGABILMENTE fondamentale e storica, non capisco il senso di offendere l'una a discapito dell'altra...ringraziamo il dio del metal di avercele donate entrambe! \m/
ayreon
Sabato 28 Ottobre 2017, 18.28.37
13
sempre piaciuti,al loro confronto i manowar sono bambini dell'asilo e la sola "symphony of steel " spazza via più della metà del repertorio di adams e soci
Giaxomo
Sabato 28 Ottobre 2017, 18.21.15
12
@InvictuSteele: Noble Savage ha 91 (che mi sono appena sparato due volte dopo una vita), 80 ce l'ha la ristampa del 2011!
Rob Fleming
Sabato 28 Ottobre 2017, 17.57.26
11
Dai che a 70 ci arriva. Toh 7 -. Quei 3/4 Sono obiettivamente validi.
InvictuSteele
Sabato 28 Ottobre 2017, 17.53.29
10
No, infatti Raven lo sappiamo tutti che dai voti ristretti il più delle volte, però mi chiedo questo 75 da dove salti fuori, è un disco appena sufficiente, il più brutto di tutta la discografia dei VS, o forse è il secondo più brutto dopo l'ultimo Nocturnes. Comunque anche se il recensore è diverso, avete dato 75 a House of atreus che è uno dei dischi più grandi del mondo o un misero 80 (cioè solo 5 punit in piu) a Noble Savatage che inaugura una serie assurda di capolavori. Niente polemiche, per me ai VS potete dare sempre 100 ed io sarei felice eheh
Raven
Sabato 28 Ottobre 2017, 17.48.57
9
Sono abituato ad essere criticato per i voti, ma non perché sono troppo alti
Leonardo
Sabato 28 Ottobre 2017, 17.39.55
8
Conosco solo Still In Love With You (bella bella). Copertina da 100 e lode per me, il disco presto o tardi lo sentirò
InvictuSteele
Sabato 28 Ottobre 2017, 17.38.51
7
Silvia, ahaha non potevo non commentare. E ggiungo il mio voto 62
Silvia
Sabato 28 Ottobre 2017, 17.36.10
6
@Invictus, stavo aspettando il tuo commento, hahaha . Comunque grande band che non ho approfondito a dovere e di cui amo i lavori degli ultimi anni 90
InvictuSteele
Sabato 28 Ottobre 2017, 17.25.46
5
L'inizio della più grande metal band di tutti i tempi... sì, sono di parte però 75 è davvero troppo alto come voto per questo album, molto acerbo, prodotto male, nel quale ci sono 3-4 pezzi buoni e altri anonimi. 75 lo prende Guardians of the flame
Rob Fleming
Sabato 28 Ottobre 2017, 15.03.06
4
In effetti si tratta di un esordio un pò ingenuo e troppo legato agli stilemi del genere, sebbene nella splendida Still in love with you, Children of the storm, Living sin i germi del genio sono già tangibili. Mi ha colpito Drive on thru zeppeliniana sino al midollo
Clint love ClIto & gun
Sabato 28 Ottobre 2017, 13.49.42
3
Galllna vecchia fa buon brodo pollastro nuovo cHe disastro
nonchalance
Sabato 28 Ottobre 2017, 11.33.04
2
Ma guarda un pò il caso, a volte..
Jo-lunch
Sabato 28 Ottobre 2017, 11.12.37
1
Sempre apprezzati. Ho tutta la loro discografia, mi fa piacere 😊questo rispolverato.
INFORMAZIONI
1982
Maze Records
Heavy
Tracklist
1. Minuet In G Minor/Danger Zone
2. American Girl
3. Dead End Kids
4. Drive On Thru
5. Still In Love With You
6. Children of the Storm
7. Pictures on You
8. Pulverizer
9. Living In Sin
10. Virgin Steele
Line Up
David DeFeis (Voce, Tastiera)
Jack Starr (Chitarra)
Joe O'Reilly (Basso)
Joey Ayvazian (Batteria)
 
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