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Jeff Kollman - Shedding Skin (Reissue)
30/10/2017
( 291 letture )
Jeff Kollman è un chitarrista americano nato a Toledo (Ohio), sicuramente molto noto nel giro del rock, ma non solo. Ciò sia per le sue partecipazioni al soldo di innumerevoli artisti metal e non, sia per i suoi dischi da solista. Per coloro i quali non fossero al corrente della sua storia e del livello delle collaborazioni che il buon Jeff può inserire a curriculum, possiamo indicare che il Nostro ha cominciato quando era largamente sotto la soglia di età per votare con la punk band The Stain, per poi passare rapidamente al metal con i VXN, fino ad arrivare a numerose altre collaborazioni in età più adulta. U.F.O., Glenn Hughes, Sebastian Bach, M.S.G., Asia o, in ambito meno strettamente hard rock, Alan Parson Live Project, Lao Tizer, Eikichi Yazawa, Linda McCartney e vari altri. Il suo nome, senza contare l’attività da attore, produttore, proprietario di una casa discografica -ovviamente quella che pubblica i suoi album- e session-man, è legato anche ai Cosmosquad, trio prog/metal/fusion ed a vari lavori da solista. Proprio uno di questi, Shedding Skin del 1999, viene ora ristampato con il consueto lifting per dargli un suono un po’ più moderno.

Un fattore preliminare da stabilire immediatamente è che Jeff Kollman, pur essendo un chitarrista molto dotato e perfettamente in grado di mitragliare note alla velocità della luce, come tanti shredders credono sia obbligatorio fare, punta maggiormanete sul gusto e sull’equilibrio delle composizioni. Intendiamoci: alcuni passaggi “fast’n’furious” possono essere ascoltati anche su Shedding Skin, ma quel che a Kollman interessa non è stupire con effetti speciali, bensì raccontare storie con la sua chitarra nonché la collaborazione dei fidati musicisti che lo affiancano in questo progetto, peraltro ammantato da palesi influenze jazz, fusion, genericamente rock, progressive e varie altre. Non mancano citazioni di diversi artisti, come quelle “frippiane” di The Subconscience o quella dei Kings X in The X Factor. Sono però i momenti più acustici e/o intimi, addirittura languidi, come Journey Through Life, Intimate Portrait o My Soul Deep Inside, affiancati a quelli più tendenzialmente metallici come Shedding Skin, Fat Mean and Nasty, Sheer Drama o My Guitar Gently Screams, a dare maggiormente la dimensione della varietà e del buon gusto col quale questo disco è stato composto. Qualità che lo scorrere del tempo non ha intaccato. A completare il quadro qualche citazione più rock’n’roll (Blues for Pop), brasiliana (The Color for Love), blues (Redeye Romp) o jazzata, come in Where is One?.

La fine dell’ultimo pezzo di Shedding Skin lascia all’ascoltatore una sensazione piuttosto netta: quella di avere avuto a che fare con un vero musicista/compositore e non con un artigliere della sei corde, interessato solo a bombardare chiunque gli capiti a tiro di casse. Canzoni ora più dure, ora più morbide, più divertenti o più riflessive, che inglobano le più varie esperienze restando sempre in un ambito almeno di grande piacevolezza pur senza dire nulla di nuovo, ma sempre canzoni. Racconti senza parole, quindi, affidando agli strumenti il compito di dire ciò che l’autore voleva fosse detto da ogni passaggio, ed affiancando a storie di puro divertimento altre più capaci di scavare in profondità. Ed a pensarci bene, raccontare delle storie compiute e comprensibili è il compito principale della musica. O almeno uno dei principali.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Marmaduke Records
Shred/Fusion
Tracklist
1. Shedding Skin
2. Fat, Mean and Nasty
3. Blues for Pop
4. Journey Through Life
5. The Subconscience
6. Sheer Drama
7. The X Factor
8. Intimate Portrait
9. The Color for Love
10. My Soul Deep Inside
11. Redeye Romp
12. Where Is One?
13. My Guitar Gently Screams
Line Up
Jeff Kollman (Chitarre, Basso nella traccia 7)
Roger Burn (Tastiere, Piano nelle tracce 3, 4, 12)
Dale Grisa (Piano nelle tracce 9, 10)
Ray Riendeau (Basso nelle tracce 1, 2)
Kevin Chown (Basso nelle tracce 3, 4, 9, 10)
Barry Sparks (Basso nelle tracce 6, 11)
Shane Gaalaas (Batteria, Percussioni)
 
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