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Foo Fighters - Concrete and Gold
30/10/2017
( 1736 letture )
Che i Foo Fighters siano ad oggi -forse insieme solo a Red Hot Chili Peppers e Green Day- la band rock più importante al mondo è chiaro sintomo del periodo di crisi che il genere sta vivendo, non perché siano un gruppo incapace o inetto, tutt’altro, piuttosto perché parliamo comunque di un ensemble che le cartucce migliori le ha sparate quindici/vent’anni fa e che ora si limita a vivere del suo nome e Concrete And Gold ne è la dimostrazione lampante. Già lo scorso Sonic Highways ci aveva lasciato poco o nulla ed era risultato più interessante sul lato televisivo che su quello musicale, e purtroppo Concrete And Gold continua questa blanda scia, che era stata brevemente interrotta da quel lampo chiamato Wasting Light portando i fan di vecchia data a ricredersi riguardo la band di Seattle, per poi essere di nuovo smentiti dagli stessi.

L’opener T-Shirt nel suo minuto e mezzo funge, purtroppo, da introduzione all’album. Purtroppo perché si interrompe, quasi inspiegabilmente, proprio quando diventava veramente interessante, al culmine di un crescendo ben riuscito che si smorza in una sorta di coito interrotto molto fastidioso. T-Shirt poteva essere un’ottima canzone per conto suo se completata al meglio. Seguono poi i singoli di lancio: Run e The Sky Is a Neighborhood. Se la prima è una coinvolgente cavalcata heavy metal, molto debitrice ai Led Zeppelin, con un Grohl indiavolato che mette alla prova le sue corde vocali come poche altre volte, la seconda è un altrettanto riuscito mid-tempo fatto e impacchettato per essere cantato a squarciagola dai fan stipati in uno stadio. The Sky Is a Neighborhood è quindi l’opposto di Run -che si rifaceva all’hard rock classico e ai primi lavori degli stessi Foo Fighters- e risulta un singolone epico e un po’ tamarro che nel ritornello fa venire in mente all’ascoltatore gli Imagine Dragons. A questo punto dell’ascolto emerge un altro problema non indifferente: la produzione. Greg Kurstin è produttore di gente come Adele, All Saints e Pink e si sente. Il suono è esageratamente plastificato: gli strumenti sono amalgamati, il basso e le chitarre indistinguibili fra loro e viene aggiunto un fastidioso riverbero, soprattutto per quanto riguarda la voce, che sembrerebbe voler strizzare l’occhio ad un sound più old school, fallendo miseramente e risultando troppo forzato. Nonostante tutto ciò, Run e The Sky Is a Neighborhood sono comunque due canzoni piacevoli e coinvolgenti e dai Foo Fighters del 2017 è tutto quello che è giusto e lecito aspettarsi. Make It Right è un altro divertente esercizio di stile zeppeliniano che non toglie e non aggiunge niente di quanto già fatto dalla band di Grohl e la stessa cosa si può dire per La Dee Da. Arrows può essere accostata a The Sky Is a Neighborhood: anche questa volta il pezzo è forte di una struttura compatta e di un incedere epico che sfocia in un ritornello maledettamente accattivante. Non mancano però i filler, come la placida Dirty Waters, che spezza il ritmo dell’album e annoia più di quanto sarebbe lecito, mentre Sunday Rain -con Paul McCartney alla batteria e Taylor Hawkins al microfono- si dilunga per ben sei minuti fra i cliché rock più inflazionati. Nella title track, posta in chiusura all’album, la voglia di suonare come i Pink Floyd straripa e nasconde le buone idee che rimangono purtroppo seppellite sotto tonnellate di cori sognanti sovra incisi e arpeggi gilmouriani che, per quanto belli, risultano un po’ troppo futili.

Manca l’ironia, la goliardia e l’innocenza dei primi Foo Fighters e rimangono solo un pugno di buone canzoni e un citazionismo eterogeneo in totale disaccordo con la voglia fin troppo palese di stare al passo con una scena moderna da cui Grohl e compagnia farebbero bene a stare lontani. Ma d'altronde non dev’essere facile essere da vent’anni fra le band di cui si parla e si scrive di più e dover accontentare sia i fan di vecchia data sia i più giovani. Alla fine dei conti, i Foo Fighters sono una band che non ha mai composto un vero capolavoro (anche se The Colour and the Shape e There Is Nothing Left to Lose ci andarono molto vicini) e che di certo non inizierà ora, ma che ha prodotto molti album discreti, con alti e bassi, e Concrete And Gold è purtroppo l’ennesimo album discreto “alla Foo Fighters”.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
55.71 su 7 voti [ VOTA]
Mauroe20
Sabato 4 Novembre 2017, 17.25.17
17
Comunque il mio Voto 70
Mauroe20
Sabato 4 Novembre 2017, 17.24.47
16
L'ho ascoltato.Pesca molto a piene mani dal white album e da Abbey road( David Grohl e' un grande appassionato dei Beatles e si sente).Anche il mastering non e' in distorsione cm si usa adesso per dare alle radio ma ti sembra di ascoltare un vinile d'epoca.Secondo me i Coldplay hanno segnato questa moda degli overbass per passare in radio, i foo fighters vanno contro moda.
Gigi La Trottola
Giovedì 2 Novembre 2017, 21.13.26
15
Ma è questo l'album col plagio a holy diver?
Vox Populi
Mercoledì 1 Novembre 2017, 22.35.35
14
mai sopportati.
Paolo
Mercoledì 1 Novembre 2017, 17.09.04
13
Ci sono dei veri analfabeti che commentano gli album, oppure sono sotto l'effetto di qualche droga? Curioso il caso di questo tal "Judas".
La Confraternita Del Serpente
Martedì 31 Ottobre 2017, 22.06.02
12
@judas fatte vedé da uno bravo Album da 65 per me, dall'ex batterista dei Nirvana ci si aspetterebbe sempre tanto, come in 'the color and the shape'. Per una manciata di dollari in piú Dave estrae canzoni da 14enne che si approccia per la prima volta al rock, quando il suo compito dovrebbe essere quello di alzare di molto l'asticella della qualitá, visto il disastro che si nota nel mainstream ultimamente. Davvero un gran peccato, belle le intenzioni, canzoni piacevoli, ma per me é no... Album appena discreto. Soprattutto per la produzione irritante e per le atmosfere e le melodie fin troppo pop.
Jan Hus
Martedì 31 Ottobre 2017, 13.55.59
11
100 alla recensione. Finalmente!
mauroe20
Martedì 31 Ottobre 2017, 13.54.13
10
mai sopportati
bob
Martedì 31 Ottobre 2017, 13.43.46
9
Totalmente d'accordo con il recensore
ricco96
Martedì 31 Ottobre 2017, 12.40.05
8
Sicuramente un po' sottotono. Restano una manciata di ottime canzoni e poco altro. La recensione però mi ha perso alla prima frase ahahah. Album da 70
TheSkullBeneathTheSkin
Martedì 31 Ottobre 2017, 12.35.29
7
@Macca : concordo in pieno, stessa cosa per me. @PinkMaggit : concordo con la rece tranne che alla voce "capolavori", il disco di esordio dei FF li sovrasta tutti e non di poco... quello era il fantasma dei Nirvana. Colour and the shape invece è a dir poco sopravvalutato, già figlio/prodotto perfetto della sua epoca, non è certo un album malvagio... ma di FooFighters non mi stancherei mai, "I'll stick around" e "monkey wrench" sono due cose ben diverse che rispondo a moti dell'anima ben diversi. Il primo è "esigenza/urgenza" mentre dal secondo in avanti è solo mestiere e non mi stupisce che musicisti così sappiano comporre discreti album, mi stupisce chi li considera dei mostri sacri. Mi stupisce chi considera Grohl un "grande polistrumentista" perchè all'atto pratico è uno che sa fare tutto senza eccellere in nulla... anzi no, è telegenico da paura, ma che centra con la musica?
Macca
Martedì 31 Ottobre 2017, 12.13.42
6
Dopo aver adorato l'esordio omonimo e lo stupendo "The Colour and the Shape" ho perso un pò di interesse fino a smettere di seguirli completamente dopo In Your Honor, in quanto avevano già intrapreso un cammino che non mi piaceva. Questo non penso lo ascolterò, già il precedente e Wasting Light non mi avevano detto nulla se non pochi brani.
Testamatta ride
Martedì 31 Ottobre 2017, 9.54.30
5
Piuttosto loffio
New Flames
Martedì 31 Ottobre 2017, 0.33.59
4
Invece,sinceramente,questo album mi è piaciuto, e non poco! L'album scorre bene e le canzoni sono orecchiabili;non ci troviamo davanti ad un grande album,sia chiaro,però la sua porca figura la fa,dimostrando comunque di avere qualcosa. Voto 80
freedom
Lunedì 30 Ottobre 2017, 23.58.43
3
Che schifo di disco. Due palle così. Ormai sono dei pupazzi che ballano per MTV e tutta quella merda. Dispiace essenzialmente per due motivi: il glorioso passato di Dave in una della band più importanti degli ultimi trent'anni (sentire con che album hanno chiuso la carriera i Nirvana per comprendere la portata della differenza), e il fatto che egli sia nonostante tutto un simpaticone.
duke
Lunedì 30 Ottobre 2017, 23.19.17
2
ormai la loro fase creativa e' finita....ora non rimane che raccogliere le bricciole....buoni musicisti comunque ....ma il meglio lo hanno dato da un pezzo.....
Awake
Lunedì 30 Ottobre 2017, 22.51.38
1
In totale accordo col recensore (si vede che tra bolognesi ci si intende), basta leggere le prime tre righe e le ultime cinque della rece per avere un quadro perfetto del gruppo in questione (che si ascolta anche volentieri ogni tanto, ci mancherebbe).
INFORMAZIONI
2017
RCA Records
Alternative Rock
Tracklist
1. T-Shirt
2. Run
3. Make It Right
4. The Sky Is a Neighborhood
5. La Dee Da
6. Dirty Water
7. Arrows
8. Happy Ever After (Zero Hour)
9. Sunday Rain
10. The Line
11. Concrete and Gold
Line Up
Dave Grohl (Voce, Chitarre)
Chris Shiflett (Chitarra, Cori)
Pat Smear (Chitarra)
Nate Mendel (Basso)
Rami Jaffee (Tastiere, Pianoforte, Organo, Sintetizzatori, Mellotron)
Taylor Hawkins (Batteria, Cori, Voce nella traccia 9)

Musicisti Ospiti:
Shawn Stockman (Voce nella traccia 11)
Inara George (Voce nella traccia 6)
Alison Mosshart (Voce nelle tracce 4 e 5)
Taylor Greenwood (Cori nella traccia 1)
Justin Timberlake (Cori nella traccia 3)
Dave Koz (Sassofono nella traccia 5)
Kinga Bacik (Violoncello nella traccia 4)
Thomas Lea (Viola nella traccia 4)
Ginny Luke (Violino nella traccia 4)
Jessy Greene (Violino nelle tracce 8, 10, Violoncello nella traccia 11)
Greg Sierpowski (Optigan nella traccia 8)
Greg Kurstin (Sintetizzatore e vibrafono nella traccia 10)
Paul McCartney (Batteria nella traccia 9)
 
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