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Rory Gallagher - Fresh Evidence
31/10/2017
( 612 letture )
Rory Gallagher è senza ombra di dubbio un pilastro della musica rock/blues, sia per le sue composizioni su disco, sia per le incredibili performance live: un connubio di tecnica sublime, profonda creatività e sconfinata fantasia universalmente riconosciuta. Se tutto ciò non bastasse, queste caratteristiche, unite ad un carattere notoriamente schietto e diretto abbinato al manifesto e incondizionato amore per la propria gente –famosi sono i suoi concerti in un'Irlanda funestata dal terrorismo– delineano un personaggio che, specialmente in Irlanda, ma non solo, hanno portano a considerare Gallagher qualcosa che si avvicina più a un mito piuttosto che ad un “semplice” musicista, tanto che nella main street della piccola cittadina di Ballyshannon, nel Donegal, troneggia una sua statua commemorativa. Rory Gallagher, infatti, oltre ad aver venduto milioni di dischi, è celebrato per l’amore e l’attaccamento alla propria terra. Un’ammirazione incondizionata e trasversale a cattolici e protestanti, lealisti e indipendentisti, a riprova di come la musica, quella vera, sia il perfetto collante per unire le persone, grazie inoltre ad innumerevoli live in svariati locali di un’Irlanda che, seppur a quel tempo funestata da profonde tensioni sociali, trovava nella musica del polistrumentista un momento di pace.

Come già detto, la maestosità del musicista irlandese deriva soprattutto da un’incredibile unione di tecnica e sentimento, capace di unire in un metaforico abbraccio lo spirito malinconico del blues a quello più aggressivo dell’hard rock. Una musica vellutata, ma allo stesso tempo capace di graffiare e che spazia da tematiche leggere ad altre decisamente più impegnate. La carriera di Rory Gallagher è sicuramente nota per vere e proprie pietre miliari del blues / rock come Deuce, TattooCalling Card, nonché dal bellissimo Live in Europe  del 1972. Fresh Evidence -oggetto di questa recensione- è invece l'undicesimo ed ultimo album in studio da solista del musicista irlandese. Il disco in questione succede al buon Defender uscito nel 1987 ed è precedente la morte del talentuoso chitarrista, avvenuta pochi anni più tardi per cause direttamente collegate all’alcolismo cronico con cui il musicista da anni conviveva. Seppur si tratti di un album di fine carriera ed uscito in un periodo storico dominato da altri generi (uscito nel 1990, ma ristampato anche nel 2011), Fresh evidence consacra ulteriormente il talento chitarristico di Rory Gallagher, il quale affonda le proprie radici in un caldo rock fortemente influenzato da vibrazioni e sentimenti blues. Seppur leggermente inferiore a quanto già inciso in precedenza, racchiude interessanti spunti, nonché l’usuale impeccabile esecuzione, ricca di pathos e sentimento. Evitando una didascalica descrizione di ogni singolo brano, ci limitiamo a porre l’attenzione in particolar modo su episodi quali l’inconsueta King Of Zydeco, la graffiante Heaven's Gate e, seppur un po' “ruffiana”, anche l’opener Kid Gloves che regala ottime vibrazioni. Meritevole di menzione anche la leggera Slumming Angel che, posta a chiusura di album, fa trasparire un folto velo di tristezza.

In estrema sintesi, Fresh Evidence abbandona l’hard rock per riabbracciare strutture compositive decisamente più blues, grazie alle note morbide e vellutate dissipate dalla mitica Fender Stratocaster. Un’alchimia musicale perfettamente creata anche dal folto gruppo di musicisti coinvolti e che proietta l’ascoltatore in una dimensione fatta di pura musica. Fresh Evidence è un disco coinvolgente ed ispirato che, seppur leggermente in ombra nella discografia di Rory Gallagher, merita assolutamente di essere riscoperto e valorizzato, non tanto per dei particolari brani ivi contenuti, ma per comprendere meglio il percorso artistico e creativo di un musicista di fatto immortale e mai dimenticato per migliaia di fans di tre generazioni. Grazie ancora di tutto Rory.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
77 su 1 voti [ VOTA]
marmar
Giovedì 23 Novembre 2017, 11.02.09
2
Disco simpatico e frizzante, all'epoca uscito con tutt'altra copertina ('azz, già passati 27 anni da quando l'ho portato a casa...). Niente a che fare con altri capolavori del passato, ma conzoni come "The King of Zydeco" o "Middle Name" si ascoltano sempre volentieri. L'ultimo lascito del grande Rory, musicista che merita pienamente di essere ricordato.
Rob Fleming
Mercoledì 1 Novembre 2017, 12.22.56
1
L'ultima zampata di Rory in cui si dimostra in forma e sprigiona energia in ogni traccia. Ghost Blues ti fa a fettine, Heaven's Gate è potentissima, Walking wounded magnifica e lancinante. Ottime le 2 bonus track il blues di Never asked you for nothing e l'hard rock di Roll bowed not broken. 77
INFORMAZIONI
1990
Capo/Intercord
Rock/blues
Tracklist
1. Kid Gloves
2. The King of Zydeco
3. Middle Name
4. Alexis
5. Empire State Express
6. Ghost Blues
7. Heaven's Gate
8. The Loop
9. Walkin' Wounded
10. Slumming Angel
Line Up
Rory Gallagher (Voce, Chitarra)
John Cooke (Tastiere)
Lou Martin (Piano)
Mark Feltham (Armonica)
Geraint Watkins (Fisarmonica)
John Earle (Sassofono)
Ray Beavis (Sassofono)
Dick Hanson (Tromba)
Gerry McAvoy (Basso)
Brendan O'Neill (Batteria)
 
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