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Scour - Red
03/11/2017
( 611 letture )
Esiste una notevole distinzione tra un cosiddetto Superguppo e un gruppo di Super-mostri della scena, per giunta uniti dalla sprizzante finalità di sguazzare in un genere estremo, mai troppo solcato dagli stessi, come il black metal. La direzione artistica, musicale e commerciale è affidata a uno dei personaggi simbolo del Metallo a stelle e strisce come Mr. Philip Hansen Anselmo, sempre in grado di fornirci prove convincenti; alla batteria, pezzo forte della piece, il sick-drumming di Jesse Schobel, successivamente rimpiazzato dal mostro dei mostri, il funambolico Adam Jarvis dei Misery Index, con il cugino di quest'ultimo al basso (già in forza nei Pig Destroyer e negli Agoraphobic Nosebleed) e due axemen d'eccezione, provenienti da Decrepit Birth e Cattle Decapitation.

Il Mostro è in tavola, Barone Frankenstein! Red si compone di sei tracce della durata media di circa due minuti e mezzo ciascuna: un wall-of-sound granitico, molto ripetitivo e avvezzo a tutti i cliché del genere, che corre come un bisonte artico imbufalito, va giù come la grappa dello zio friulano e gira a loop nel lettore con la massima disinvoltura. Indefessi, i cinque, nel loro gioco infernale ed implacabile. Purtroppo mostruosa, in senso negativo, l'idea di servire al mondo un album a metà, una concentrazione di odio e repentinità per nulla sviluppata, vomitata ciecamente senza il minimo scrupolo di coscienza. Il risultato che traspare non gioca sul terreno del nichilismo, quanto più del puro parossismo espresso quasi per gioco, che pur emozionandoci di citazioni e bastonate facenti il verso a Marduk o vecchi Satyricon, ci frastorna senza troppo coinvolgerci. Immaginatevi il meglio del sound e dei blast-beat al fulmicotone di alta accademia statunitense, uniti a una rilettura moderna di chitarre aperte, tappeti di accordi e armonie cacofoniche di chiaro stampo black metal. A corollario di tutto, le vocals uniche e sorprendenti in questa veste del vate di New Orleans, che non nasconde mai il proprio amore viscerale per il black metal, ma che lo dirige e lo condisce con growls ottimamente amplificate dal diametro mastodontico della sua gola profonda.

Niente più che un divertissement di sedici minuti scarsi, confezionato per allinearsi agli standard più elevati del metal estremo d'oltreoceano, ma che pecca di scarsa marcescenza, di immobilismo e di sanissima e beneamata pigrizia. Ci avessero piazzato un brano d’ispirazione Viking Crown (chi ha orecchie per intendere, intenda) più una cover stile Sadomatic Rites dei Beherit, sono certo staremmo ora elogiando tutt'altro prodotto.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
66 su 3 voti [ VOTA]
Kappa
Giovedì 9 Novembre 2017, 22.55.44
15
Ero serio, giuro.
Bright Light
Giovedì 9 Novembre 2017, 8.35.39
14
Ah Ah Ah. Battutona.
Kappa
Mercoledì 8 Novembre 2017, 23.02.44
13
Forse sì, forse no. Pensa che c'è gente che compra ancora gli ultimi dei Dark Funeral...quindi una possibilità c'è per tutti
ObscureSolstice
Mercoledì 8 Novembre 2017, 10.03.00
12
Ma se non c'era Phil Anselmo avrebbe attirato attenzione questo disco?
Kappa
Martedì 7 Novembre 2017, 8.39.41
11
Certo, nulla di nuovo, ma un bel tiro, gran legnata di 15 minuti. A questo punto mi chiedo se non sarebbe stato meglio invece che fare uscire due ep nel giro di così poco tempo, se non era il caso di aspettare e unirli e far uscire un full-length...Certo che una dozzina di pezzi in un cd avrebbe fatto altra figura! Comunque ep più che discreto, a tratti anche molto buiono.
freedom
Lunedì 6 Novembre 2017, 9.44.48
10
Disco derivativo a mille ma comunque buono. Certo l'approccio vocale è diverso dal solito, comprensibilmente visto il genere proposto, però a tratti si stenta a riconoscere Phil. In ogni caso parliamo di un'icona del metal, un vero instancabile, uno di quelli che non si piegano, un mito insomma, pur con tutti i suoi difetti. Un 70 ci sta.
Pacino
Domenica 5 Novembre 2017, 10.52.50
9
Non fanno schifo...questa è una notizia. Voto 59
Silvia
Domenica 5 Novembre 2017, 3.16.01
8
@Shadowplay72, sicuramente! Hai ragione, non ho specificato, ma intendevo dire che considero Phil il più grande vocalist nel metal moderno x come riesce/è riuscito ad esprimersi con intensità e potenza nei vari generi (metal). Mike Patton è proprio un altro tipo di artista che sconfina in molti più campi, come dici tu, e con finalità molto più sperimentali e intellettuali se vogliamo. Phil è molto più diretto, non credo si possano paragonare. Comunque sì, due grandissimi!
Shadowplay72
Domenica 5 Novembre 2017, 2.45.21
7
Silvia gia Phil aveva cantato in progetti black metal come Viking Crown e Christ inversion.comunque lui ha fatto di tutto in campo sempre metal.mike invece proprio in ogni genere musicale,dal jazz,al funky,al reggae,hip hop,ska,ecc.comunque indubbiamente 2 grandissimi!
Silvia
Domenica 5 Novembre 2017, 2.16.17
6
Come artista sicuramente lo è molto di più Patton, ma io intendevo proprio come espressività della voce. Se includi Power Metal dei Pantera Phil ha cantato qualunque genere in maniera superlativa, ora anche black senza mai essere monocorde. Probabilmente sono di parte però perchè mi piace proprio tanto la sua voce, una delle mie preferite
Shadowplay72
Domenica 5 Novembre 2017, 2.01.02
5
phil e' indubbiamente mitico e ha fatto storia con i pantera ,con i down e con altri suoi progetti,ma il migliore per me,almeno per quanto riguarda la versatilita' rimane Mike patton!
Silvia
Domenica 5 Novembre 2017, 1.51.56
4
È vero, prova vocale eccellente! Non c’è un genere che il mitico non sappia fare in maniera superba. X me il più grande vocalist dell’era moderna
Shadowplay72
Domenica 5 Novembre 2017, 1.40.06
3
Album di classicissimo black,con una grandissima prova vocale per il mitico phil anselmo.concordo con il voto 65!
Silvia
Sabato 4 Novembre 2017, 16.33.30
2
Questo disco non mi ha entusiasmato e non mi è rimasto impresso, ma è un bel ritorno x Phil che sembra aver ritrovato la voce e la forma fisica. Il mio sogno è che riprenda almeno un po' la versatilità che aveva prima, non importa se non agli stessi livelli. Ma lui ha dichiarato che non lo farà... Però con Filippone non si sa mai... Uno dei miei artisti preferiti, instancabile e sincero come pochi
dead again
Sabato 4 Novembre 2017, 14.09.27
1
Grande Filippone con te non ci si annoia mai! A quando un album di punkabbestia stile exploited..... INSTANCABILE.
INFORMAZIONI
2017
Housecore Records
Death / Black
Tracklist
1. Red
2. Piles
3. Bleak
4. Barricade
5. Sentenced
6. Shank
Line Up
Phil Anselmo (Voce, Chitarra)
Derek Engemann (Chitarra)
Chase Fraser (Chitarra)
John Jarvis (Basso)
Jesse Schobel (Batteria)
 
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