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Horrified (UK) - Allure to the Fallen
03/11/2017
( 272 letture )
Gli Horrified sono un quartetto proveniente dalle fredde coste inglesi, ebbro e contaminato dalle correnti del Mare del Nord nonché fervido portabandiera di una concezione di metal estremo ben inquadrato in tempi, luoghi e riferimenti.

E come la maggior parte delle band europee di prima metà degli anni novanta, la biografia dei nostri non sembra nemmeno deviare nel percorso stilistico classico: partendo dal doom/death caustico di Descent Into Purity, passando dai riflessi più black-oriented di Of Despair, questa terza fatica intitolata Allure of the Fallen trova propria terreno fertile nel death metal melodico scandinavo di primissima generazione, contrassegnato da atmosfere gotiche, allusioni ancestrali e incessanti evoluzioni chitarristiche. Rimandi ai primissimi Dark Tranquillity ed Edge of Sanity o i meno blasonati (ma assolutamente da rispolverare) Unanimated, A Canorous Quintet e Eucharist, uniti a quel non so che della grandiosa epopea del gothic/doom marchiato Peaceville Records, sono inevitabili per le orecchie e la materia grigia dell'ascoltatore. La band non sembra forzare nemmeno troppo la mano nel discostarsi da tali numi, se non fosse per il sound moderno e cristallino, con asce taglienti in risalto, per la varietà di partiture e accelerazioni tipicamente black metal e per il gusto classico e le melodie che più heavy metal non si può. L'apertura della title-track fa presagire atmosfere plumbee ed evocative, ma all'ingresso delle sofferenti growls di Alderson e degli orpelli sulle sei corde, si assiste ad un incremento repentino delle velocità, sorrette da linee di basso fretless molto morbide che strizzano l'occhio al rock progressivo. Light's Dissolution è svedese oltre ogni limite e melodica fino alla nausea: richiama antichi fasti della scena capitanata da Swanö, Nyström e compagni, eccedendo nel manierismo; episodio più cupo, invece, quello della successiva The Perceiver, in cui vengono schierate nell'arsenale anche tastiere e chitarre clean. L'intro di Unanswered è di maideniana memoria, ma tutto è già stato scritto, digerito e metabolizzato per essere poi dimenticato, rinnegato ed infine, con grande sbalordimento, rivalutato. Mai si sarebbe scommesso su una rivitalizzazione così sfrontata ed impudentemente copia-carbone di quegli antichi fasti. Le conclusive Shorn e The Promise Of Solace dimezzano le metronomie e forse riescono a risultare i capitoli più azzeccati della piece, con atmosfere elaborate senza troppa pretenziosità.

Un disco assolutamente ben suonato e inappellabile nella sua concezione, con rimandi talmente scolastici e pedissequi da far scendere qualche lacrimuccia a chi divorava, tra il 1992 e il 1996, le produzioni Wrong Again Records. Ma la completa assenza di strutture e l'ostentazione per intarsi chitarristici che solo di rado riescono ad elevarsi in venature progressive o gotiche soddisfacenti, sottolineano la piattezza dell'album e l'assenza di un mordente, oggi come oggi, necessario per rivaleggiare con i capiscuola. Un'opera che, come il voto stesso, di per sé, manca di coraggio.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Shadow Kingdom
Melodic Death
Tracklist
1. Allure Of The Fallen
2. Light's Dissolution
3. The Perceiver
4. Unanswered
5. Shorn
6. The Promise Of Solace
Line Up
Dan Alderson (Voce, Chitarra)
Dan Jordan (Chitarra)
Lee Anderson (Basso)
Michael Jordan (Batteria)
 
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