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Madam X - Monstrocity
03/11/2017
( 590 letture )
I destini fanno lunghi giri attorno alle esistenze e poi ritornano, e si riformano. Credo pochissimi si ricorderanno di questi Madame X, erano i primissimi anni 80 e il quartetto di Detroit, dopo essersi formato nel ‘81, esordiva nel ‘84 con We Reserve the Right edito dalla Jet Records, un disco che non ha lasciato segni enormi, a dirla tutta. E allora via alla sarabanda di pagine su Kerrang, unica fonte di notizie da tradurre dall’inglese in quel periodo, e ancora foto, notizie e poco altro a riguardo di questo gruppo misto, composto da due donne e due uomini, con le sorelle Petrucci a trainare l’interesse della stampa. Poi la band si sciolse di lì a poco, Roxy Petrucci si unì alle Vixen, che ottennero un buon successo in Usa e negli ambienti hard, vendendo non poche copie dei loro album, i Madame X provarono a ricompattarsi con una line-up tutta femminile nel ‘91, ma splittarono nuovamente dopo pochissimo tempo.

Ora ritornano sulle scene, la bellezza di 35 anni dopo, con la formazione originale, che vede, oltre alla dinastia Petrucci: Maxine (chitarre) e Roxy (batteria) anche Bret Kaiser al microfono e Chris "Godzilla" Doliber al basso. Copertina fumettata e colorata, 13 nuove canzoni incise ai Metro 37 Studios di Rochester Hills, prodotte autonomamente e mixate da un nume tutelare del hard/metal americano come Michael Wagener (Megadeth, Metallica, Skid Row, Ozzy e tanti altri), con un mixing addizionale del amico Mark Slaughter, responsabile di aver presentato le sorelle alla loro attuale label. Ecco pronto Monstrocity, un reale ritorno al passato dei primissimi anni 80, quando la scena hard stava sbocciando verso il glam, partorendo lo sleaze, mentre un certo tipo di heavy metal yankee nasceva, cresceva, e affermava band come Manowar, Armored Saint e Queensryche tanto per citare alcuni nomi di riferimento. Il look della band continua a imperniarsi su cuoio, pelle e borchie, insomma una direzione chiara che prende fuoco sin dalla prima nota che risuona in Resurrection, opener del lavoro: la chitarra svisa, poi parte con la baionetta in vista, sirena del singer e ritmo spacca ossa fino al ritornello da battaglia, condito da cori sbottanti in cromature da guerra, la voce nerboruta di Bret Kaiser inchioda, la chitarra sbuffa e scaglia proiettili mentre Roxy alla batteria semina distruzione, colpo letale in stile Manowar. La title track è un’altra badilata di chitarre e atmosfere elettrizzanti, come se non ci fosse un’altra chance a disposizione del quartetto, solismo vorticoso di Maxine che usa tutti i trucchi conosciuti per salire alla ribalta, ennesima botta di adrenalina che farà aprire i cassetti e rispolverare bracciali acuminati e gilet di pelle con laccetti incrociati; Nitrous vede un breve singing della chitarrista, poi parte un riff terroso, oscuro, sul quale si innesta la voce possentemente metal del singer, andamento tritatutto, insomma un trittico da armageddon incombente, senza pietà per nessuno. Pattern di batteria e scocca Freak Parade che viene dilaniata da ritmi meno indiavolati ma con giochi di delay e intrecci vocali molto interessanti, Roxy in andamento sincopato accompagna al meglio chitarre e basso in modalità darkeggiante e cori sbreccianti, altro brandello ben confezionato con un solo dissonante della sei corde. Die Trying vive su un 4/4 che mostra cipiglio hard rock ma con slamettate heavy, cosiccome Hello Cleveland che prende abbrivio da un’armonizzazione a più ugole e prosegue nel solco della tradizione Usa più dura, con strizzatine di palle al vecchio hard che solcava la L.A. degli eighties, in evidenza un paio di interessanti break centrali tra basso, tom e cori profondissimi, mentre Big Rock Rolls Heavy ritorna a furoreggiare sugli ampli con temperature da fusione e coralità cazzutissime. Detroit Black si dimostra potente nella strofa e sulfurea nell’inciso, basso ridondante per The Rise che si accavalla ad una big guitar tra lo scuro e il lisergico, il cantato del frontman è squassante e i cori da film horror completano un quadro quasi doom, con l’ascia che sviscera l’anima nera della band, senza paura di essere tacciati di stregoneria. Good Stuff sfoggia una voce filtrata, a tratti, un andamento più hard, quasi la band si ricordasse delle vecchie ispirazioni passate, Wish You Away si mimetizza in uno slow che appare appena piacevole ma nulla di più, causa troppi stereotipi presenti, compreso il solo di Maxine che, però, da una carica non indifferente. Ci si avvia al termine, ed ecco spuntare il rifacimento del primo singolo del ‘84, quella High In High School contenuta sul unico e precedente long playing, che ancora una volta dimostra come, in quei tempi, il combo tentò di scrivere una hit per penetrare il muro di Mtv accaparrandosi airplay e vendite sulla falsariga di grandi tormentoni come I Wanna Rock e We're Not Gonna Take It dei Twisted Sister, perché in quel periodo storico il sentimento e il flavour era comune tra le band con aspirazioni, mentre la finale Bride Of Frankenstein abbina la tensione heavy per le colonne sonore horror.

Questa seconda fatica dei Madame X, nonostante una vita trascorsa dal debutto, si dimostra un bel disco per tutti coloro i quali apprezzano il genere e sono pervasi da qualche nostalgia per i tempi andati, a parte questo, il poker di metaller americani suona dritto al cuore, con tiro, capacità e anche una scrittura di brani che mena bordate senza farsi problemi. L’heavy a stelle e strisce ha avuto picchi eccezionali ma non è mai stato un caposcuola universalmente riconosciuto rispetto a quello prettamente britannico, ma ha sempre avuto una sua valenza e la band in questione lo dimostra senza tentennamenti. Welcome back Madame X.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
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jek
Sabato 4 Novembre 2017, 19.45.33
7
Per ora sul tubo ho sentito Resurrection, effettivamente un gran bel pezzo. Per rispondere a @Roberto ritornano questa vecchie band perché purtroppo giovani leve capaci di fare del buon metal mi sa ce siano veramente poche a differenza del thrash.
Galilee
Sabato 4 Novembre 2017, 16.16.30
6
Visto che il mio disco reserve the right to rock non include Sebach sono andato a vedere. Era tra i former member però sembra se ne sia andato prima di concludere qualcosa. Eh eh..
Galilee
Sabato 4 Novembre 2017, 16.09.35
5
AHAHAH...ma che cazzo ci fanno questi.. Ho un loro disco a casa, divertente e tamarrissimo. Appena riesco vado ad ascoltare qualcosa di questo nuovo lavoro..curioso.
rik bay area thrash
Sabato 4 Novembre 2017, 15.54.12
4
Per quello che si può ascoltare in rete, la review è perfettamente in linea con il disco realizzato. Un gradito e inaspettato ritorno con i controfiocchi. Forse si poteva osare di più con il voto . Welcome back madame x . (Imho).
rik bay area thrash
Sabato 4 Novembre 2017, 15.06.24
3
Capperi !!!! Sono proprio i/le madame x ??!!! Ma non cantava un certo sebastian bach di skid row memoria ??? A parte questo, devo dargli un' ascolto . Complimenti alle sorelle petrucci per essersi rimesse in gioco dopo molti anni di assenza .
Raven
Sabato 4 Novembre 2017, 14.55.38
2
Scusa, quindi non lo hai ascoltato? E allora come puoi sapere se valeva la pena che ritornassero? Che senso ha definire inutile un ritorno del quale non si sa nulla?
roberto
Sabato 4 Novembre 2017, 14.40.31
1
mi chiedo PERCHE' debbano tornare tutte ste band inutili? e ben 35 anni dopo? Già 35 anni fa facevano cagare e di fans attorno non si potevano vantare, figuriamoci oggi a 60 anni..sarei curioso di ascoltare sto discone da 77...
INFORMAZIONI
2017
EMP Label Group
Heavy
Tracklist
1. Resurrection
2. Monstrocity
3. Nitrous
4. Freak Parade
5. Die Trying
6. Hello Cleveland
7. Big Rock Rolls Heavy
8. Detroit Black
9. The Rise
10. Good Stuff
11. Wish You Away
12. High In High School
13. Bride Of Frankenstein
Line Up
Bret Kaiser (Voce)
Maxine Petrucci (Chitarre)
Chris "Godzilla" Doliber (Basso)
Roxy Petrucci (Batteria)
 
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