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Korrupt - Preachers and Creatures
07/11/2017
( 381 letture )
Lavoro interessante questo Preachers and Creatures, debutto dei Norvegesi Korrupt. Formata da membri di altre realtà underground, la band si definisce “blackened melodic hardcore“. Un termine forse un po’ tirato per i capelli, ma che in realtà rispecchia fedelmente il contenuto dell’album, più generalmente etichettabile con il tanto odiato e dispersivo prefisso “post“.

Preachers and Creatures presenta un suono composto e corrosivo, nel quale l’hardcore convive con il black metal e una forte vena melodica. E tutto ciò nella più assoluta naturalezza. Quello che infatti stupisce maggiormente nel debutto dei Norvegesi, è la loro capacità di creare un suono organico e coerente a partire da una paletta di influenze variegate. L’hardcore moderno che ne costituisce la base, grigio e affilato, si colloca nel solco di gruppi come Modern Life Is War e Touché Amoré. La tradizionale irruenza è quindi sacrificata in favore di un approccio più malinconico e ragionato, ben messo in evidenza da un riffing freddo e contorto, in cui trovano terreno fertile le influenze di cui sopra. Innanzitutto il black metal che, tanto nei riff quanto nelle atmosfere generali, intacca tutto il lavoro di una patina gelida e violenta. I Korrupt non risparmiano però la melodia, ampiamente presente nei ritornelli e talvolta prossima al pop punk. Nei suoi migliori momenti, Preachers and Creatures raggiunge una sintesi quasi perfetta fra questi tre volti, che si succedono con naturalezza all’interno della singola canzone. È il caso di Revolt, Serpents e della title track. Tutti i brani si mantengono però su di un buon livello, e anche quelle in cui l’HC è preponderante (Hellions e Martyrs) si iscrivono pienamente nel mood generale dell’album. La secca produzione mette in risalto tutti gli strumenti e rende il sound parecchio affilato. Incentrata sulle frequenze medio-alte, rende al massimo la dimensione glaciale del suono, snello e agile anche grazie ad una distorsione di chitarra leggera e prossima al crunch. Il cantante Marius Jahnsen alterna diversi registri vocali, a seconda delle componenti che compongono il suono dell’album. La voce sporcata stile HC convive con lo screaming tout court, mobilitato nelle parti più black oriented, e con inserti più melodici.

Insomma, come avrete capito il debutto dei Korrupt è un album fortemente iscritto nel suo tempo, che si piazza diritto nella corrente “post“ più hipster e trasversale tanto in voga negli ultimi tempi. Il debutto dei quattro Norvegesi tiene però lontano il rischio di saturazione e déjà-vu: Preachers and Creatures ha un suono originale e fresco, formato da elementi diversificati e fra loro in armonia. Forse non da primissimo ascolto, l’album rivela un sound vario e sorprendentemente coerente. Unica pecca, l’esigua durata, di appena 23 minuti. Benché possa far digrignare i denti dei puristi, non si può negare che l’evoluzione della musica estrema passi anche da qui, in questo bricolage di generi che in fondo riflette il miscuglio socioculturale della nostra postmodernità.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
d.r.i.
Venerdì 10 Novembre 2017, 21.04.10
7
Roberta = robetta per il mio t9
d.r.i.
Venerdì 10 Novembre 2017, 21.03.29
6
Beh paragonare il Thrash a sta Roberta siamo messi davvero male. Questo è il meglio del genere? Ok non fa per me. Ricordatevi però che negli anni citati per far uscire un cd dovevi essere davvero bravo o avere un santo che ti proteggesse, adesso escono mille cose e quindi i generi si saturano in fretta e portano a più uscite in un anno da parte degli stessi gruppi
Galilee
Giovedì 9 Novembre 2017, 15.45.03
5
La moda e le correnti sono figlie dei tempi. Non seguire le correnti significa sfuggire al presente. Applicato al passato sgnifica evitare le band thrash e il glam negli anni 80 perché andavano di moda, il Death e il black negli anni 90. L'heavy metal da metà anni 70 ai primi anni 80.... Insomma perdersi il meglio. Se uno ascolta un genere appena esplode, ascolterà il meglio di quel genere. Due anni dopo saranno già fiumi di fotocopie o semplicemente marketing.
Griso
Mercoledì 8 Novembre 2017, 17.21.21
4
Sono d'accordo sul fatto che questo genere sia molto di moda oggi, però trovo che la moda sia un indicatore strutturale dell'evoluzione di un genere musicale. Sia che si guardi al mainstream o all'underground, ogni periodo è segnato da idee più diffuse e praticate di altre, fenomeno che si potrebbe chiamare moda, senza la sua connotazione riduzionista e negativa. Con questo voglio dire che suonare un genere di moda non è di per se una cosa brutta. Poi è questione di gusti, e quelli non si discutono )
Griso
Mercoledì 8 Novembre 2017, 17.21.21
3
Sono d'accordo sul fatto che questo genere sia molto di moda oggi, però trovo che la moda sia un indicatore strutturale dell'evoluzione di un genere musicale. Sia che si guardi al mainstream o all'underground, ogni periodo è segnato da idee più diffuse e praticate di altre, fenomeno che si potrebbe chiamare moda, senza la sua connotazione riduzionista e negativa. Con questo voglio dire che suonare un genere di moda non è di per se una cosa brutta. Poi è questione di gusti, e quelli non si discutono )
d.r.i.
Mercoledì 8 Novembre 2017, 11.39.25
2
Premetto che non li trovo pessimi ma ben lontani da un 75 qui siamo sul 6 stiracchiato. Secondo me non è questione di puristi o meno, io penso che questi gruppi facciano sto mischione (secondo me manco fatto benissimo) con gridolini e altro perchè va di moda e perchè cercano (giustamente dal loro punto di vista) di accaparrarsi quanti più fan trasversalmente parlando. Detto ciò le idee ci sono, alcune buone altre da gettare in un fosso, ma questo tutt/niente musicale a me lascia la poca voglia di riascoltarli e soprattutto, ahimè per loro, di comperare il loro album. Per esempio gli Slander italiani sono più monodirezionali e quindi più assimilabili.
Galilee
Martedì 7 Novembre 2017, 23.28.26
1
Ho ascoltato qualcosa, niente male.
INFORMAZIONI
2017
Fysisk Format Records
Hardcore
Tracklist
1. Serpents
2. Hellions
3. Revolt
4. Martyrs
5. No Past, No Future
6. Preachers and Creatures
7. Khaver
8. Capitalist
9. Scum
10. Intuition
Line Up
Marius Jahnsen (Voce)
Fredrik Nome (Chitarra)
Cato Voreland (Basso)
Esteban Munoz (Batteria)
 
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