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Niviane - The Druid King
08/11/2017
( 161 letture )
Formatisi tre anni or sono nella capitale californiana di Sacramento, i Niviane giungono durante l’anno in corso al loro debutto ufficiale. Non dev’essere stata una gestazione facile quella di The Druid King, dato che l’album era dato per completo già a marzo, salvo poi venire pubblicato come autoprodotto soltanto durante l’estate e venire poi ripubblicato nel mese di novembre dalla Pitch Black Records. La versione qui recensita è comunque la prima e ci permette di evidenziare il buon lavoro svolto in fase di registrazione dalla band stessa, capace di dar vita ad un album fortemente orientato sugli stilemi classici del genere, ma anche dotato di spunti interessanti. Qualche accenno preliminare sulla formazione in sé va però fatto, perché i Nostri non sono musicisti alle prime armi, ma vantano -almeno alcuni- un curriculum abbastanza ampio. Il cantante Norman Skinner (quarantadue anni all’anagrafe), ad esempio, è attualmente coinvolto anche in altri progetti sempre di stampo heavy/power: su tutti citiamo gli Hellscream, con un album all’attivo datato 2013, e gli Skinner -che prendono proprio da lui il nome-, formatisi nel 2010 sulle ceneri degli Imagika, di cui Skinner era membro fin dal 2003. Dagli Skinner proviene anche Noe Luna, mentre il bassista Rick Stallkamp fece parte sul finire degli anni Novanta dei 21st Century Sin, band death/thrash metal con un full length all’attivo e successivamente prese parte a svariati altri progetti. Abbiamo quindi capito che tanto inesperti i Niviane non sono, ma questo sarà bastato per rendere il loro album di debutto un’uscita valida?

Partiamo con l’affermare subito che durante l’ascolto di The Druid King viene continuamente a galla un nome, quello degli Iced Earth, senza dubbio il gruppo che più di tutti ha influito sul processo di composizione di queste tracce. Un paragone importante, ma non azzardato, e che ci permette di capire una volta per tutte cosa ci troveremo di fronte una volta inserito il disco nel lettore. Undici tracce per quasi un’ora di durata totale è invece il dato che potrebbe inizialmente destabilizzarci, soprattutto appresa la natura della proposta, ovvero brani molto simili tra loro, tutti ugualmente impostati per rendere l’idea di un sound potente, roccioso e quadrato. Ritmi abbastanza elevati per quasi tutto il tempo e poche “soste” per riprendere fiato durante il percorso. Il tutto considerando anche la voce non eccelsa del già citato Norman Skinner, sì adatto al contesto, ma non certo sui livelli di un Matt Barlow, tanto per intenderci. Molto buone sono invece le melodie delle chitarre, supportate dalle tastiere di Aaron Robitsch (Graveshadow), qui accreditato come ospite. Quattro brani sugli undici totali rientrano di diritto nei must have e si tratta nello specifico di Adrestia, Watch the Banners Fall, Gladiator e War of Immortals, che da soli basterebbero a rendere The Druid King un album imprescindibile per ogni power metal kid. Ma a spostare gli equilibri in negativo ci pensano le altre tracce, soprattutto Into Twilight, March of the Jötunn e The Druid King, che proprio non convincono nemmeno dopo molti ascolti. The Berserker, Arise Samurai, Elegy e Heaven Overflow invece contribuiscono nel loro piccolo alla buona riuscita dell’album, pur non presentando spunti granché degni di nota.

Nel complesso, The Druid King si dimostra una buona uscita, che convincerà in primo luogo gli appassionati del genere, sempre alla ricerca di nuove proposte a cui attingere. Ma il problema per molti sarò proprio questo: quella dei Niviane è la classica nuova proposta che di nuovo non ha proprio niente, se non il nome. Certo, il fatto di non dimostrare una grande dose di originalità non ha mai impedito a nessuno di spiccare il salto verso il successo, ma qualcosa ci porta a pensare che non sia proprio questo il caso.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
83 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Power
Tracklist
1. The Berserker

2. Adrestia

3. Watch the Banners Fall
4. Into Twilight

5. Gladiator

6. Arise Samurai

7. Elegy

8. March of the Jötunn
9. War of Immortals

10. Heaven Overflow

11. The Druid King
Line Up
Norman Skinner (Voce)
Gary Tarplee (Chitarra)
Mark Miner (Chitarra)
Rick Stallkamp (Basso)
Noe Luna (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Aaron Robitsch (Tastiere)
 
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