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Unfold - Banshee O Beast
10/11/2017
( 485 letture )
Una cappa urticante, nera e soffocante si sprigiona all’ascolto di Banshee O Beast, quarto album degli svizzeri Unfold. Persa nei miasmi dell’underground, la band d’Yverdon-les-Bains è attiva dal lontano 1996 e si riaffaccia sul mercato a ben sei anni di distanza dall’ultimo Cosmogon del 2011.

Come per il penultimo album, Banshee O Beast si muove nell’ermetico mondo del post metal e dello sludge, che vede Neurosis e Isis tra i massimi portabandiera. Uno stile di musica votato alla lentezza e alla pesantezza estreme, asfissiante e, in questo caso, privo di ogni traccia di melodia. I Romandi presentano un album intenso e compatto, avvolto in un’atmosfera mefitica nella quale non penetra il minimo raggio di luce. Riff stridenti e dissonanti, arpeggi malsani, sostenuti da una batteria riverberata e da un basso ferroso sono gli ingredienti del saturo suono di Banshee O Beast. Cornice perfetta per la voce filtrata e lancinante di Louis Jucker, che ha sostituito durante le registrazioni il singer fisso Danek, momentaneamente fermo per problemi di salute. E proprio l’urlo strozzato di Jucker apre le danze di Banshee O Beast. Honor the Traitors offre un giusto assaggio degli Unfold del 2017. Tinture opprimenti e malsane si mescolano a riff ora laceranti, ora marziali. Il tutto nel segno dell’eterna e spossante lentezza che pervade ogni cosa, molto più violenta ed efficace di qualsiasi brutalità incentrata sulla velocità: la lunga Night Ride, Death Touch ne è la prova. Si odono talvolta echi black metal, ma rallentati allo sfinimento, come in Cursed Commanders. In altri momenti, l’atmosfera regna padrona e crea un riuscito paesaggio d’ansia; ne è esempio il soffocante interludio strumentale They Had Wolves in their Eyes and Knives in their Mouth. Rispetto al passato però, forse per pietà verso l‘ascoltatore, gli Unfold aggiungono anche qualche passaggio più sostenuto, ma non per questo più agile o leggero del resto del lavoro. È il caso di Hex Heyday e Aussitôt Dit, Aussitôt Mort, prossime al post hardcore, e di Felony Works.

Insomma, il quarto capitolo discografico degli Unfold non è un album per tutti. Qualità e personalità non mancano, ma Banshee O Beast è un lavoro davvero ostico e difficile da assimilare. Riuscire a scalfire l’aspra pellicola che lo ricopre necessita molti ascolti, così come potersi muovere nell’universo fangoso che ne costituisce il contenuto. E qui risiede il grande limite di quest’album, inaccessibile per sua stessa natura. Applaudiamo i coraggiosi che si getteranno nell’abisso di un ascolto integrale. Chi ama queste frequenze può tranquillamente alzare il voto finale di una buona decina di punti.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Division Records
Post Metal
Tracklist
1. Honor the Traitors
2. Admirals Dissono
3. Cursed Commanders
4. Hex Heyday
5. They Had Wolves in their Eyes and Knives in their Mouth
6. Night Ride, Death Touch
7. Aussitôt Dit, Aussitôt Mort
8. Felony Works
9. Havoc Assemble
Line Up
Danek (Voce)
Ian (Chitarra)
Elie (Chitarra, Tastiere)
Bastien (Basso)
Laurent (Batteria)
 
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