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Venom - Possessed
11/11/2017
( 1530 letture )
Possessed: per alcuni l'ultimo grande disco dei Venom, per altri l'inizio della parabola discendente; non c'è che dire, il platter in questione è senz'altro uno dei più controversi dell'intera produzione firmata Cronos & Co. E questo fin dal momento della sua uscita, anzi per essere precisi nel lontano 1985 l'album fu demolito sia dalla maggior parte della critica di settore che da una altrettanto larga fetta degli stessi fan. Anche la copertina non piacque a tutti, nonostante a ben guardare il negativo dei ragazzini -il figlio del batterista Abaddon e la nipotina del produttore Keith Nichol- che candidamente indossano le canotte della stessa band, con tanto di logo e capro pentacolato, un qualcosina di inquietante ce l'abbia eccome.

A cosa era dovuto tanto astio, quindi? È presto detto: Possessed è caratterizzato da una produzione che, esagerando un po', potremmo definire amatoriale (più demo che demo-niaca) con la voce e la batteria a sgorgare prepotentemente dalle casse dello stereo, mentre è quasi relegata nelle retrovie la chitarra, il cui volume è raggiunto -se non superato- da quello del basso: questo spiazzò molti ascoltatori in quanto il passo indietro rispetto al predecessore era più che evidente (ciò si spiegherebbe in parte col fatto che molto del materiale fosse stato scritto proprio prima di At War with Satan). E questo è un peccato data la particolare vena di Mantas, che forse per la prima volta si prodiga veramente in assoli piuttosto articolati, come si può ben apprezzare ad esempio ascoltando Harmony Dies o ancor di più con Moonshine. Un'altra novità qui presente è l'uso del doppio pedale da parte di Abaddon, il cui nuovo gingillo apre le danze immediatamente con il vorticoso incipit di Powerdrive, pezzo di chiara matrice speed, anche se l'intero lavoro include pure tinte punk, heavy e thrash. Cronos al solito appare come una sorta di Lemmy del black metal, con la sua timbrica gutturale e monocorde che raspa le corde vocali mentre vaneggia di satanismo e possessioni assortite, e al tempo stesso stende delle trame di basso che seguono la sei corde nelle sue evoluzioni quasi a sostituire una chitarra ritmica. L'accostamento ai Motörhead viene naturale pensando a una Too Loud (for the Crowd) -tanto per dirne una- e in generale si può affermare che in Possessed i Venom ricerchino una qual certa "melodia" -se mai al loro nome si possa accostare tale parola. A completare il quadro un'ottima strumentale come Wing and a Prayer, in cui ognuno dei musicisti schiaccia il piede sull'acceleratore, mentre il diavolo stesso sembra sussurrare il refrain di Suffer not the Children.

Sporco, grezzo, veloce e violento: in fondo non sono forse questi i requisiti che dovrebbero fare grande un album metal? E allora alla fin fine qual è la vera colpa di Possessed? Detto della produzione scadente e al netto del fatto che i Venom il meglio lo avevano già dato, tra diverse teorie ed esempi più o meno calzanti e/o validi, possiamo azzardarne uno che per quanto non assoluto può avere il suo peso, specie guardando la situazione con gli occhi di allora: in quel periodo sugli scaffali dei negozi faceva bella mostra di sé, e già da un bel pezzo, un certo Ride the Lightning, nei cui solchi la lezione degli stessi Venom era stata portata avanti con tutt'altro stile e -diciamolo pure- tecnica: gli allievi avevano superato i maestri, il thrash era ormai una realtà e l'intero mondo metallico se ne era accorto; il resto lo conosciamo tutti e -come si dice in questi casi- è storia.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
77.75 su 4 voti [ VOTA]
Aceshigh
Domenica 2 Settembre 2018, 9.01.47
12
Album discreto, nulla di più. Ci sono pezzi validi (Too Loud for the Crowd per dirne uno), mischiati però ad altri francamente dimenticabili. I primi due album ovviamente erano un altro mondo. Voto giusto.
HIRAX
Lunedì 5 Marzo 2018, 16.54.09
11
Il disco che decretò la fine dei Venom! Ancora ascolto con nostalgia wth e bm!
thrasher
Lunedì 5 Marzo 2018, 16.48.04
10
Loro diedero la scintilla iniziale per il cambiamento musicale estremo, ma erano destinati a scomparire... non sapevano suonare ci voleva poco per far meglio.... peccato perché potevano far album veramente belli
rik bay area thrash
Lunedì 5 Marzo 2018, 16.24.24
9
Come già anticipato nella vostra review, le riviste dell' epoca riservarono a questo album un trattamento poco onorevole per usare un eufemismo. In effetti già l'anticipo del singolo manitou non dava grandi aspettative. Aspettative ampiamente viste al ribasso all' ascolto di questo album. Tutta la furia, l'inventiva, il saper costruire song dal grande impatto con due accordi era andata persa. Risultato: un disco che scorre via senza lasciarti alcunché. Delusione allora, delusione anche ora che sono trascorsi decenni. (Imho)
thrasher
Lunedì 5 Marzo 2018, 15.46.08
8
Disco sottotono rispetto ai precedenti, oramai metallica slayer e Exodus li surclassavano alla grande i Venom in quel periodo...
tino
Martedì 14 Novembre 2017, 16.10.20
7
Ho ancora il vinile originale acquistato a busta chiusa dopo diverse visioni notture apocalittiche dei video live di bloodlust e witching hours, trasmessi ovviamente da heavy con kleever. Quella roba non mi piaceva e mi inquietava ma mi attirava da matti e quindi l’acquisto di possessed fu più un discorso feticista legato all’estetica del lavoro che un discorso di attrazione musicale. L’ho ascoltato parecchie volte testi alla mano e l’ho sempre trovato piacevolmente detestabile, una specie di bastone più carota, insomma qualcosa che avresti dovuto ignorare ma alla fine andavi sempre a tirare fuori. Alla fine penso sia il loro lavoro più malefico, forse più dei primi due, e ancora oggi lo considero un album sostanzialmente inquietante. I pezzi secondo me ottimi nella loro grezzura, il testo porno anni 80 di voyeur l’ho sempre trovato irresistibile, il vomito dei preti bevuto da cronos poi da manuale, vero e proprio slogan da manuale del metallaro anni 80 tipo “language of the mad” o “the root of all evil is the heart of a black soul”…voto 75
Masterburner
Martedì 14 Novembre 2017, 14.05.16
6
Satanachrist però grande pezzo. Anche Manitou di quel periodo mi garba parecchio
Er Trucido
Domenica 12 Novembre 2017, 13.50.29
5
Il primo disco di Venom che ho ascoltato, ci sono molto affezionato, ma si sente che le cose stavano cambiando sia dentro la band che al di fuori. Diciamo che appunto cercarono di stare al passo coi tempi perché si erano resi conto che in fatto di cattiveria e velocità erano stati superati e il risultato è un po' altalenante, anche se alla fine godibile.
LAMBRUSCORE
Domenica 12 Novembre 2017, 10.40.24
4
Non so perché, non ho mai cagato questo disco, l'ho ascoltato l'ultima volta qualche anno fa e credo non mi avesse preso molto, un ascolto lo darò quando avrò voglia, booo...
Doom
Sabato 11 Novembre 2017, 16.31.33
3
Non sarà ai livelli dei primo trio infernale, ma lo ritengo ugualmente un quasi classico dei Venom. Ci sono anche qui ( pur se in minoranza) i loro classici pezzi..che ne sò..l'opener Powerdrive, Burn this place, Satanachist, Moonshine. Too loud...Pezzi che dal vivo non facevano mai mancare fino al primo split. Voto giusto..anche un pelino di piu per la cover unica.
jaw
Sabato 11 Novembre 2017, 13.19.16
2
Per me invece fu la svolta melodica e rientro nelle prima categoria descritta. Posto il fatto che a me i venom degli ultimi due non dispiacciono perche non yono alla ricerca della novita a tutti i costi...anzi
Hellion
Sabato 11 Novembre 2017, 12.43.57
1
Lo ritenevo puro baccano, ma lo ascoltavo ogni sera.
INFORMAZIONI
1985
Neat Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Powerdrive
2. Flytrap
3. Satanachist
4. Burn This Place to the Ground
5. Harmony Dies
6. Possessed
7. Hellchild
8. Moonshine
9. Wing and a Prayer
10. Suffer not the Children
11. Voyeur
12. Mystique
13. Too Loud (for the Crowd)
Line Up
Cronos (Voce, Basso)
Mantas (Chitarra)
Abaddon (Batteria)
 
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