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Setherial - Lords of the Nightrealm
11/11/2017
( 600 letture )
Il 1998 è stato un anno segnato da importanti uscite discografiche nell’ambito dello Swedish black metal. Alle soglie del nuovo millennio, con l’alta rappresentanza dei colleghi norvegesi ora più interessati ad allargare i propri orizzonti verso lidi meno ortodossi, i precursori del lato opposto della penisola scandinava continuarono a perseguire un discorso legato alla tradizione. I Marduk inviarono infatti alle stampe l’eccellente Nightwing, primo capitolo del celebre concept “blood-fire-death”, e i Dark Funeral diedero alla luce il considerevole Vobiscum Satanas, un dittico che a suo modo ha lasciato un segno profondo nel panorama musicale estremo.

Contestualmente, un’altra nascente realtà tornò a presentarsi prepotentemente sulle scene. Coetanei del gruppo dell’inossidabile Lord Ahriman e solo di poco più giovani dell’inarrestabile armata capitanata da Morgan, i loro conterranei Setherial si erano fatti conoscere al pubblico per il clamoroso debut Nord…, che aveva ottenuto un eccellente riscontro di critica per il suo ispirato black dal carattere atmosferico. Conseguentemente a tale traguardo, l’immediato futuro dei nostri è stato condizionato da alcuni tumulti in seno alla line-up. Il singer Lord Kraath assunse infatti l’addizionale ruolo di bassista, lasciato vacante dal defezionario Thorn, Lord Moloch occupò stabilmente il posto dietro la batteria, nel precedente lavoro suonata dal session Anders, mentre Lord Choronzon andrò a rimpiazzare Devothan alla chitarra. Una così massiccia serie di avvicendamenti coincise con una piuttosto netta sterzata in direzione di un sound più scarno, ma comunque elaborato, e maggiormente focalizzato sull’intensità.
Il risultato dei due anni di lavoro della nuova formazione fu questo Lords of the Nightrealm, la seconda prova attesa a una conferma di quanto di buono fatto ascoltare nel CD d’esordio. Ci si potrebbe chiedere a questo punto il perché della citazione di Marduk e Dark Funeral in apertura di recensione. Il motivo è subito chiarito. A puro scopo esplicativo, in un’ottica di considerazione delle migliori pubblicazioni a esso contemporanee come mero metro di confronto, Lords of the Nightrealm si configura come perfetto punto d’intersezione tra i due diversi approcci stilistici. Ed ecco allora che le otto tracce ivi contenute mostrano un rinnovato e forse inaspettato percorso.

L’ascolto ha inizio all’annuncio di Satan’s Realm. Tenendo fede a quanto affermato in precedenza, l’indurimento del sound è immediatamente percepibile, con la logica del pezzo che ruota attorno al forsennato guitar work di Lord Choronzon e Lord Alastor Mysteriis, egregiamente supportati dal vario ma sempre veloce drumming di Lord Moloch. Il medesimo discorso è valido per la successiva Shades Over Universe, che parte con un incipit ragionato, presto cangiante nel più classico e devastante modus operandi. Il corso del brano si estende tra costanti oscillazioni di tempo e l’ottima consecutio di riff impreziositi di particolari intarsi melodici.
Into Everlasting Fire si distingue invece per la sua stesura eterogenea che prevede, oltre al solito fondamentale impiego delle sei corde, differenti soluzioni batteristiche, tra moderati tappeti in doppia cassa, incendiarie deflagrazioni in blast beat e regressioni in più controllati mid tempo, sottolineando quindi uno sviluppo intelligente del tessuto di ogni singola canzone. La seguente Summon the Lord with Horns si scinde in due metà, tra micidiali sfuriate e progressioni più razionali, mentre su Diabolus Enim spicca l’agghiacciante interpretazione vocale di Lord Kraath, resa ancora più macabra dal riverbero che rimanda direttamente alle storiche produzioni darkthroniane.
La linearità esecutiva è interrotta da stacchi puntuali, che fungono da elementi di concatenazione tra un pattern chitarristico e l’altro, come avviene spesso in Enthroned by Dusk and Shadows. Proseguendo con Through Sombre Times si torna su regole di scrittura più dirette, che affrontano in maniera tutt’altro che scontata la consueta combinazione tra rasoiate al fulmicotone della coppia d’asce e il terremotante percuotere sui tamburi. In chiusura, la title track va ad insinuarsi nei più putrescenti meandri del metallo nero, tra riff schizoidi, stop and go e le già accennate divagazioni vagamente solistiche, conclusa in un inquietante finale orchestrato che funge da epilogo di questo tormentato viaggio fra gli oscuri inferi sonori.

Lords of the Nightrealm è in fin dei conti, un’esperienza black metal totale, espresso nella versione più pura e incontaminata secondo l’inconfondibile marchio svedese. Immediato per tipologia di proposta, ma non certamente per scelta di modalità di esposizione della sua forma, il platter si fa notare per l’abilità dei musicisti che trascende un songwriting banale, superando brillantemente la prova costituita da composizioni articolate di media/lunga durata, ed è avvalorato, dall’illustre apporto al microfono di Wrathyr, al secolo Kristoffer W. Olivius, attuale frontman dei Naglfar. In un’ideale classifica che includa anche i due elementi di paragone utilizzati per la presente descrizione, questa release va a occupare il gradino più basso del podio per causa di una non brillantissima produzione che incide negativamente soprattutto sulla prestazione del drummer, quasi totalmente resa inoffensiva da suoni impastati e confusi nelle parti più tirate, un fattore che, rispetto a Nord…, costituisce un colpevole passo indietro.
Ciononostante, Lords of the Nightrealm va a ritagliarsi meritatamente il suo spazio tra i capisaldi del genere, probabilmente l’ultima prova di forza da parte di una band che non ha saputo ribadire gli stessi livelli ispirativi nei dischi a seguire, ma che nella prima parte di carriera ha dato un indiscutibile contributo alla causa della fiamma nera.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
67.75 su 4 voti [ VOTA]
LexLutor
Giovedì 18 Gennaio 2018, 13.42.19
6
Total Black Metal. Un mazziatone dalla prima all'ultima traccia. Infatti risulta duro e "scomodo" da ascoltare tutto d'un fiato per intero. Forse anche per la resa del sound. Rimane comunque un album (sebbene per... "estremisti") da ritenersi tra i più riusciti e carismatici del genere.
Giaxomo
Giovedì 16 Novembre 2017, 10.17.45
5
La recensione è scritta benissima ma perché non cominciare da Nord?
Pacino
Domenica 12 Novembre 2017, 1.07.09
4
come avete detto voi altri non è il mitico Nord, disco che custodisco gelosamente nella mia collezione, ma un buon album di Black tradizionale. Voto 78
lisablack
Sabato 11 Novembre 2017, 17.25.50
3
Bellissimo Nord..ci vorrebbe la recensione, anche questo mi piace molto, concordo che dopo purtroppo album così non l'hanno più fatti. 80 anche per me.
Doom
Sabato 11 Novembre 2017, 16.26.42
2
Nord er un gioiellino. Comunque anche questo non era per niente male. Giusta disamina.
Luca
Sabato 11 Novembre 2017, 13.40.00
1
Dopo il capolavoro nord un altro buon album.. purtroppo non si sono più ripetuti su alti livelli
INFORMAZIONI
1998
Napalm Records
Black
Tracklist
1. Satan's Realm
2. Shades Over Universe
3. Into Everlasting Fire
4. Summon the Lord With Horns
5. Diabolus Enim
6. Enthroned by Dusk and Shadows
7. Through Sombre Times
8. Lords of the Nightrealm
Line Up
Lord Kraath (Voce, Basso)
Lord Choronzon (Chitarra, Voce)
Lord Alastor Mysteriis (Chitarra)
Lord Moloch (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Wrathyr (Voce)
 
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