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Klogr - Keystone
13/11/2017
( 287 letture )
A soli sette anni dal debutto i modenesi Klogr si trovano alle spalle con un curriculum vitae pazzesco: due album in studio (Till You Decay e Black Snow), due EP (Till You Turn e Make Your Stand), un live (Ground Zero 11-11-11) e tour di spalla a nomi di livello internazionale (Limp Bizkit, Prong e Guano Apes fra gli altri). Ormai sulla cresta dell’onda da diverso tempo – sono infatti considerati fra le grandi promesse dell’alternative metal mondiale - e, nonostante diversi cambi di line-up, in continuo tour in tutta Europa, i Klogr si appropinquano a rilasciare il loro terzo album, quello che dovrebbe consacrarne la maturità. E quindi oggi ci ritroviamo le mani sopra questo nuovo, terzo, album: Keystone.

Parlando della musica, i Klogr non si smuovono da quanto fatto in Till Your Decay e Black Snow: rock/metal moderno aggressivo e spigoloso ma che conserva un forte gusto per la melodia e per le composizioni facilmente assimilabili. Le prime due tracce del platter sono anche i primi due pezzi diffusi in anteprima: Sleeping Through the Seasons e Prison of Light. Entrambi sono brani meno aggressivi di quanto ci si potrebbe aspettare dai Klogr ma di certo non lesinano in quanto a impatto e atmosfera. In particolare la prima risulta un singolo ben riuscito, forte da un ritornello difficile da dimenticare e di un assolo di Pietro Qulichini davvero ben eseguito e che introduce una seconda parte quasi totalmente atmosferica per niente scontata. Non tardano ad arrivare i pezzi più massici e ruvidi: Technocracy è un macigno forte di un incedere epico e terremotante, quasi thrash metal soprattutto per quanto riguarda la prova vocale sguaiata e aggressiva di Gabriele "Rusty" Rustichelli, prima che The Echoes of Sin riporti l’ascoltatore su lidi più melodici. L’intero album si basa appunto su questa alternanza fra canzoni più dirette e aggressive (Pride Before the Fall, Something’s In the Air, Drag You Back e la potente Enigmatic Smile) e quelle più accessibili e atmosferiche (Dark Tides, una ballad dal crescendo emozionante e coinvolgente, e The Wall of Illusion).

Poca voglia di evolversi dunque, ma questo non vuol dire che Keystone sia da considerare un passo falso o un album deludente, tutt’altro. I Klogr quello che fanno lo sanno fare maledettamente bene e per questo si può soprassedere, almeno fin quanto la band di Carpi continua a sfornare album di questo livello, sul discorso originalità. Keystone è un album ben strutturato e dotato di un’eccellente varietà compositiva, seppur, come già detto, privo di una necessaria voglia di ampliare i propri orizzonti. È doveroso citare anche i testi, Keystone< è infatti un concept album sull’ambiente che, seppur ogni tanto risulti leggermente pedante (Pride and Fall con il suo ritornello we are the dinosaurs!), dimostra intelligenza e una certa attenzione ai temi più sensibili del momento. Questo fattore, unito alla comprovata perizia tecnica, all’esperienza accumulata in questi anni e alla capacità di far sì che la maggior parte della tracklist rimanga impressa nella testa dell’ascoltatore con un certa persistenza, rendono Keystone l’ennesimo ottimo prodotto firmato Klogr.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Zeta Factory
Alternative Metal
Tracklist
1. Sleeping Through the Seasons
2. Prison of Light
3. Technocracy
4. The Echoes of Sin
5. Pride Before the Fall
6. Something’s in the Air
7. Drag You Back
8. Siren’s Song
9. Dark Tides
10. Silent Witness
11. Enigmatic Smile
12. The Wall of Illusion
Line Up
Gabriele "Rusty" Rustichelli (Voce, Chitarra)
Pietro Quilichini (Chitarra)
Roberto Galli (Basso)
Maicol Morgotti (Batteria)
 
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