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Riot - The Privilege of Power
18/11/2017
( 1090 letture )
Per certi versi, uno dei momenti più delicati nella carriera di un artista o di una band è quello immediatamente successivo alla realizzazione del proprio capolavoro. Cambiare? Continuare sulla stessa strada? Le aspettative per l’opera successiva sono sempre molto alte ed è molto facile deluderle.
Nel 1988 gli appena riformati Riot, in un’incarnazione assolutamente fantastica, realizzano un disco incredibile di puro acciaio tonante, quel Thundersteel che è diventato uno degli album più importanti dell’U.S. power metal e di tutto l’heavy classico. Quindi, nel 1990, la band di Mark Reale sarà in grado di confermarsi sugli stessi livelli del precedente capolavoro?
Forte della confermata line up, The Privilege of Power s’inserisce sulle stesse coordinate sonore dell’illustre predecessore: velocità, potenza, grandi tecnica ed esecuzione rimangono le stesse, ma il disco è in realtà più versatile, con l’inserimento di strumenti a fiato dei Tower of Power, di lunghe introduzioni e di elementi più progressivi e in genere sperimentali.

Ci sono i pezzi fulminanti alla Thundersteel, come l’opener On Your Knees, che dopo un lungo, confuso e probabilmente spiazzante intro, mette bene in chiaro come i Riot fossero ancora gli stessi, dall’instancabile sezione ritmica di Don Van Stavern e Bobby Jarzombek, passando per la chitarra folgorante di Reale e fino alla voce fuoriclasse di Tony Moore. Storming the Gates of Hell è un'altra canzone che fa di potenza e velocità la sua linfa vitale, introdotta dal suono battagliero di quello che sembra essere un corno da guerra e con un assolo che è una vera e propria finestra aperta sul power metal europeo che stava sorgendo in quegli anni. Anche Black Leather and Glittering Steel è una rasoiata, ma decisamente più priestiana e accostabile al coevo Painkiller, anche per la timbrica di Moore, che a volte si avvicina a quella di Rob Halford, e per un titolo che potrebbe tranquillamente uscire dalla tracklist di un album delle leggende del metal britannico. Dance of Death invece, sempre con la quinta inserita, lascia anche intravedere l’anima più progressiva dei nostri, che si divertono a disorientare l’ascoltatore con improvvise accelerazioni e decelerazioni grazie al loro elevato tasso tecnico. I Riot tuttavia non sono soltanto velocità e tecnica, perché Metal Soldiers (anche qui un titolo decisamente priestiano) è un roccioso, epico e indimenticabile mid-tempo, (provate a togliervi dalla testa il ritornello) mentre Killer è forse il pezzo più sperimentale di tutti, con i suoi tratti hard rockeggianti, il ruolo di grande rilievo dei fiati dei Tower of Power e la partecipazione, in veste di ospite, dell’ex Rainbow Joe Lynn Turner al fianco di Moore. Little Miss Deathè invece uno di quei pezzi che inizialmente possono passare quasi inosservati all’interno della tracklist, ma che riascoltati con maggior attenzione rivelano come non abbiano sostanzialmente una nota fuori posto; un pezzo né particolarmente veloce né pesante che si distingue in particolare per la grande prestazione di Moore, per un incedere incalzante e per un ritornello che una volta che entra in testa non ci esce più.
Chi in Thundersteel ha amato in particolar modo la superba Bloodstreets, in The Privilege of Power non può non restare soddisfatto, per la presenza di due power ballad forse abbastanza canoniche, ma di grande gusto compositivo: una Runaway più malinconica e introspettiva, l’altra, dal nome di donna (Maryanne), pennella elegantemente nella notte note semplici, forse vagamente pacchiane, ma profondamente scintillanti. A chiudere invece la scaletta c’è una cover, la poliedrica Racing with the Devil on a Spanish Highway di Al di Meola, divertente nella sua esecuzione e nei suoi tecnicismi, nonché nelle sue note di gusto spagnoleggiante.

Dunque, possiamo dire che The Privilege of Power regga il confronto con Thundersteel? Nì; Thundersteel è un capolavoro, The Privilege… soltanto un grande album, che esce sconfitto dalla contesa ma a testa alta. Un gran bel lavoro, con qualche pezzo più debole di altri ma privo di riempitivi, conferma ennesima della classe e del talento dei Riot, che stavolta più di altre si sono saputi dimostrare anche sperimentali, facendo per questo anche storcere il naso a molti fan. Altro elemento non propriamente ben visto sono le lunghe introduzioni che ci sono in praticamente ogni canzone, a volte lunghe anche più di un minuto, che sfidano la pazienza dell’ascoltatore meno paziente che vuole arrivare subito al sodo, ma che, nell’ascolto totale dell’album, contribuiscono a estraniarlo maggiormente dalla realtà e consentono una maggior immersione all’interno dell’album, in un tripudio di suoni eterogenei e confusi che favoriscono l’ascolto di The Privilege of Power nella sua totalità, dall’inizio alla fine. Come detto dunque, un grande album, magari non tra i più grandi, ma di assoluto valore e che si può considerare un’uscita quantomeno significativa delle ultime stagioni del glorioso heavy ottantiano (perché sì, anche se l’anagrafe dice 1990, questo è puro metal eighties).



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
98.89 su 89 voti [ VOTA]
Barbabinott
Mercoledì 24 Gennaio 2018, 9.26.50
27
Metallo fuso + Melodie Vincenti + Ritmo + Assoli Mozzafiato = The Privilege Of Power!
Harden
Martedì 9 Gennaio 2018, 15.23.35
26
Qualcuno di voi fans ha ascoltato la versione remastered di qualche anno fa? E di Thundersteel invece? Avete notato qualche significativa miglioria nei suoni? Grazie in anticipo a chi vorrà rispondere! Per quanto riguarda la recensione molto bene ma il voto avrebbe dovuto superare abbondantemente i 90.
Jeff Waters
Giovedì 21 Dicembre 2017, 11.05.29
25
Ops ho sbagliato disco scusate! Ne approfitto per consigliare a tutti i neofiti oltre a Thundersteel anche questo gioiellino che non deluderà assolutamente nessuno, ne sono certo!. Voto 99/100
Jeff Waters
Giovedì 21 Dicembre 2017, 11.03.25
24
La canzone Thundersteel deve entrare di diritto nella Hall of Fame dell'Heavy Metal
Rava
Venerdì 15 Dicembre 2017, 14.39.32
23
Eccezionale!! Acquistai il vinile appena uscì e che conservo ancora gelosamente. Magnifico. Capolavori così non se ne sentono spesso...Da avere anche il Live di questo tour...Tony Moore e Mark Reale da orgasmo, senza nulla togliere alla spettacolare band a supporto! A proposito quando una recensione?
Skiathos
Venerdì 15 Dicembre 2017, 12.21.16
22
Non voglio aggiungere nulla di più di quello che è stato già scritto qui sotto dai numerosi fans di questo DISCONE. Dico solo una cosa: Metal Soldiers è il mio inno al Metal preferito! Il pensiero che questo super platter sia stato all'epoca poco considerato mi fa rabbrividire...99/100 (la perfezione è per Thundersteel) Shine On!
Kory Clarke
Giovedì 14 Dicembre 2017, 8.56.37
21
Superlativo seguito di Thundersteel! I Riot con questo masterpiece provano ad evolvere il sound del predecessore cercando di innervarlo in parte con più melodia ed in parte con trovate molto originali all'interno delle varie canzoni (la fanfara di Storming the Gates of Hell...i fisti di Killer...gli intro che legano le varie canzoni...). Ballate eccelse che, se trasmesse in radio all'epoca, avrebbero sicuramente spopolato! Le speed/power song sono praticamente al livello di Thundersteel, la voce di Moore è semplicemente superba..... Menzione d'onore anche per la opener On Your Knees...speed song nervosa ed anch'essa originale durante il suo svolgimento metallico. Tempesta sonora notevolissima...bravissimi Riot!!!
Ric Pingo
Mercoledì 6 Dicembre 2017, 10.23.53
20
Capolavoro! A suo modo un platter originale....cavalcate epiche, power metal song e ballads memorabili. Storming The Gates of Hell con le sue fanfare, la sua velocità e la sua epicità merita da sola un plauso speciale. Tutto funziona a meraviglia. Peccato per i numerosi intro che spezzano un poco il ritmo ma si può chiudere tranquillamente un occhio (originali anche in questo i Riot!). Promossi con il massimo dei voti!
Shadowplay72
Domenica 26 Novembre 2017, 2.43.09
19
Grandissima band.il loro migliore è dire down under per me!
Mr Kasparek
Venerdì 24 Novembre 2017, 11.46.26
18
Grazie per la recensione, voto bassino però....la longevità del disco e l'appetibilità sono eccezionali anche a distanza di lustri. La band suona ai massimi livelli, Tony Moore è assolutamente divino, Mark Reale dimostra una volta di più di essere un guitar hero che molte band si sono sempre sognate. Bisogna rivalutare tutta la discografia dei Riot...troppi capolavori....i Riot valgono a livelli assoluti gli Iron Maiden ed i Judas Priest...bisogna che qualcuno abbia finalmente il coraggio di scriverlo...voto 99/100 al platter
Andrew Llloyd
Venerdì 24 Novembre 2017, 0.03.16
17
DAVVERO UN GRANDE DISCO COME IL PRECEDENTE
Marny
Giovedì 23 Novembre 2017, 8.59.50
16
Rendiamo tutti giustizia ad un gioiellino della musica Heavy Metal tutta. Disco dal tiro pazzesco, le canzoni sono tutte una più bella dell'altra. Apparentemente la canzone Killer non c'entrerebbe un granchè con il platter...ma entra in testa al primo ascolto e non ne esce più! Le canzoni power/speed rivaleggiano senza problemi con Painkiller dei Judas..e ho detto tutto! Degnissimo seguito di Thundersteel! Shine on
ObscureSolstice
Mercoledì 22 Novembre 2017, 10.19.31
15
Il fratellino minore piu' "posato" dell'album precedente, questo un must dei Riot della loro discografia molto longeva che per quanto mi riguarda non hanno mai sbagliato un colpo, copertina molto sociale a far riflettere quale sia il Privilegio del Potere; reputo anche la prima epoca piu' rockeggiante dei dischi di alto valore incompreso e dimenticati, la foca non perdona. Senza gli intramezzi scommetto che questo disco avrebbe preso un voto più alto
Pannetta
Mercoledì 22 Novembre 2017, 9.31.05
14
Finalmente la recensione dell'ennesima gemma incastonata nella discografia di una delle band migliori del globo terracqueo. Non mi stancherò mai di ascoltarlo: non importa se contiene numerose intro/outro tra un pezzo e l'altro...qua dentro c'è un condensato di metallo fuso e soavi melodie che farebbe impallidire la maggior parte delle band heavy metal. Voto 100
Vittorio
Martedì 21 Novembre 2017, 10.14.20
13
Molto semplicemente, altro disco spettacolare di quella band fantastica che sono i Riot.
Fade 76
Martedì 21 Novembre 2017, 9.30.39
12
Dimenticavo...per il sottoscritto voto 100!!!
Mic
Martedì 21 Novembre 2017, 9.30.33
11
Band della quale possiedo tutto. Questo disco è l'ennesima gemma. Non so voi, ma io ancora (età 41) sparo a fondo Black Leather... e mi sento un ragazzino
Fade 76
Martedì 21 Novembre 2017, 9.26.26
10
Finalmente la recensione di un altro disco imprescindibile della gloriosa discografia dei Riot! Non sono d'accordo col voto del recensore...stiamo parlando di un Thundersteel 2.0 con variazioni assolutamente originali sul tema Power Metal americano. La band funziona alla grande ed il disco resiste alla polvere degli scaffali dopo 27 anni risultando sempre godibile ed assolutamente adrenalinico. Nota di merito alle power ballad assolutamente strepitose! Gloria eterna ai Riot!!
Sandro 70
Martedì 21 Novembre 2017, 6.30.12
9
Nella discografia dei Riot non c'è un album ,secondo me, insufficiente. Trovo che Nightbreacker sia uno dei più sottovalutati, forse per il cambio di cantante e per la virata verso l'hard rock.
Metal Shock
Martedì 21 Novembre 2017, 6.08.14
8
Fare meglio di Thundersteele era impossibile, ma con questo disco i Riot si sono avvicinati a tale capolavoro. Un Reale che come al solito si dimostra quel grande e sottovalutato chitarrista che e` stato, un Moore che vola altissimo ed una sezione ritmica che viaggia come un treno. Concordo col voto, arrotondo a 85!!
Celtico
Martedì 21 Novembre 2017, 1.48.52
7
Non potevo non commentare questo capolavoro!! È vero, Thundersteel è immenso ma personalmente sono più legato a "The Privilege.." . Grandissimi pezzi al pari del predecessore ma moooolto più vari e articolati.. Non so quante volte ho sognato di essere su un palco e cantare Black Leather...album da 100 assolutamente!!!
Gabriele
Lunedì 20 Novembre 2017, 20.49.18
6
Ora fate i bravi e recuperate anche tutti i dischi clamorosamente sottovalutati che partono da qui e arrivano fino ad Immortal Soul. Ma tutti tutti, che non se ne butta via neanche uno. I vari The Brethren of the Long House e Inishmore, giusto per citarne un paio, sono dischi enormi che per qualche strano motivo nessuno si caga mai di pezza.
Bright Light
Domenica 19 Novembre 2017, 6.37.06
5
Non aggiungo una riga al post di Invictusteele, rispecchia esattamente cio che penso. Grande Mark!!!!!! RIP
duke
Sabato 18 Novembre 2017, 18.24.05
4
bel disco....buone idee e tanta perizia tecnica....
jaw
Sabato 18 Novembre 2017, 18.15.03
3
Per me il migliore rimane fire down under. Capisco pero' quelli che preferiscono questo filone power. Ottimo anchr thundersteel dove c e stranamente un altra run for your life di molto inferiore a quella di fire down under
InvictuSteele
Sabato 18 Novembre 2017, 15.48.42
2
I Riot che preferisco, quelli orientati sul power e con un vocalist stratosferico. Di poco sotto a Thundersteel, ma quello è un capolavoro assoluto, The privilege of power è una vera delizia. Stessa qualità il receente Immortal Soul. Voto 85
Maurizio
Sabato 18 Novembre 2017, 11.49.03
1
disco stupendo, purtroppo ne esce sconfitto in confronto al capolavoro assoluto thundersteel (voto100) pubblicato poco prima. quoto 82/100
INFORMAZIONI
1990
Epic Records
Heavy
Tracklist
1. On Your Knees
2. Metal Soldiers
3. Runaway
4. Killer
5. Dance of Death
6. Storming the Gates of Hell
7. Maryanne
8. Little Miss Death
9. Black Leather and Glittering Steel
10. Racing with the Devil on a Spanish Highway (Revisited)
Line Up
Tony Moore (Voce)
Mark Reale (Chitarra)
Don Van Stavern (Basso)
Bobby Jarzombek (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Joe Lynn Turner (Voce in traccia 4)
G. E. Smith (Chitarra)
James Blood Ulmer (Chitarra)
T. M. Stevens (Basso)
Bob Held (Basso in traccia 8)
Randy Brecker, Jon Faddis, Dave Bargeron, Ron Cuber, Lawrence Feldman, Greg Adams, Emilio Castillo, Steve Kupka, Lee Thornburg, Steve Gross (Fiati)
 
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