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Therapy? - Semi- Detached
18/11/2017
( 384 letture )
Il 1998 è uno di quegli anni che ha permesso di chiudere il secolo scorso con risultati davvero significativi a livello di uscite discografiche. Il metal in particolare ha visto rinforzarsi molti dei suoi sottogeneri basilari grazie ad album come i capolavori di Gorguts ed Iced Earth, la pietra miliare dei Blind Guardian e quello che sarà il testamento spirituale di Chuck Schuldiner. Tuttavia sempre il 1998 sarà importante anche per l’affermarsi dell’alternative metal, genere comparso già al termine del decennio precedente e che un po’ alla volta aveva preso sempre più piede grazie a band come Faith No More, Helmet e Biohazard, all’esplosione del funk metal, del crossover, del grunge e che in quegli anni aggiunse alla propria colorata e multiforme schiera anche il nu metal.
Uno dei gruppi più particolari di questo movimento viene dall’Irlanda del Nord, paese noto per aver dato i natali ad un certo Van Morrison, ma che sicuramente non è uno dei primi posti a cui si pensa per quanto riguarda la musica, ancor meno se si parla di metal. Eppure proprio dalla cattolica Irlanda del Nord provengono i Therapy?, band di quattro componenti e dal nome interrogativo, che contribuì ad aggiungere ulteriori contaminazioni ad un genere già di suo contaminato. Difatti, se si ascoltano i loro lavori si può scorgere come stilisticamente si discostino dalla stragrande maggioranza dei loro colleghi, contornando il loro stile con altre influenze esterne all’alternative metal e all’alternative rock, come il noise e il post punk dei primi dischi, virando poi in altri generi come il pop ed il punk rock e mantenendo sempre anche una componente grunge più o meno esplicita.

Un esempio lo si può notare all’inizio del loro sesto album (quarto full lenght), Semi-Detached, nel primo singolo estratto Curch of Noise, tradotta letteralmente "chiesa del rumore", dove la componente punk predomina lungo tutta la canzone d’apertura. Sempre il punk sarà la chiave di lettura anche in Lonely, Cryn, Only, dove trovano maggior spazio le aperture melodiche, ricordando seppur alla lontana alcune delle composizioni dei Ramones, affermandosi come uno dei migliori episodi del lavoro, dalla presa istantanea, in grado di rimanere ben piantato in testa sin dal primo ascolto. Per avere un assaggio di quello che è l’alternative metal in senso stretto, o almeno una predominanza di esso rispetto ad altri elementi, occorre attendere la quinta traccia Born Too Son, sicuramente meno appetibile delle precedenti con la sua ibridazione tra metal come viene generalmente inteso e qualche sfumatura grunge. Qualche nota di pianoforte introduce Safe, traccia di grande caratura con una buona quantità di variazioni stilistiche, specialmente se si considera la durata di soli quattro minuti, con una bellissima parte centrale guidata da un assolo frenetico. La successiva Straight Life è una cavalcata che spicca su tutte per il sua indole aggressiva e ad alta intensità, probabilmente il brano più heavy insieme a Black Eye, Purple Sky, dove la chitarra domina imperterrita macinando riff massicci per tutto il tempo, intervallati solo per qualche secondo dagli hook melodici verso la parte finale. A controbilanciare questi episodi cupi ci pensano le frizzanti Tightrope Walker ed Heaven’s Gate, caratterizzate da chitarre melodiche e da quei ritornelli che spopolavano nel pop punk in voga quello stesso periodo, mentre il post grunge di The Boy’s Asleep si occupa di chiudere questo prodotto chiamato Semi-Detached.

Un prodotto che arriva dopo un Troublegum ammiccante verso le classifiche, per alcuni anche troppo, ed un Infernal Love che figurava invece come controparte oscura, quasi a fungere da bilanciamento. All’epoca in cui uscì venne snobbato da gran parte della critica, bollato dai più come un mero tentativo di riciclaggio di formule già tentate precedentemente, con l’aggiunta di ritornelli faciloni a puro scopo commerciale. In realtà pur non essendo il miglior lavoro della loro discografia, le critiche trovano le loro ragioni solo in parte: difficile negare la forte presenza di ritornelli smaccatamente catchy, ma messi all’interno del calderone compositivo non trovano modo di risultare stucchevoli, anzi l’album stesso trova una sua identità proprio in quello stato di ibrido perfettamente congeniato, risultato del miscuglio eterogeneo tra tutte le componenti presenti. Certo ci sono alcuni momenti da dimenticare facilmente, ma bastano alcune canzoni di livello come Straight Life, Safe, Heaven’s Gate o Black Eyes, Purple Sky per fare la differenza e salvare l’album dall’insufficienza. Il riuscire a creare canzoni talmente belle da rendere un lavoro non discreto, ma buono, grazie semplicemente alla loro presenza nella tracklist è una capacità presente solo nelle band che lasciano il segno, così come i Therapy? lo hanno lasciato a suo tempo. Ed anche se Andy Cairns non può rivaleggiare con Kurt Cobain come simbolo generazionale o con un Mike Patton a livello di bravura, rimane comunque un personaggio di grande carisma, così come i suoi Therapy? rimangono una delle realtà, seppur oggi di seconda o anche terza fascia, che ha contribuito ad espandere e definire uno dei generi che tutt’oggi riscuote una notevole importanza.
Che si inizi la terapia.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
75 su 1 voti [ VOTA]
MetalFlaz
Domenica 19 Novembre 2017, 9.56.04
2
questo album l'ho riascolto sempre con piacere, è molto vario e scorre piacevolmente. Straight Life, con quel basso pulsante, è una belle canzoni non metal più belle che abbia mai ascoltato, per la carica che riesce a dare
Klunkk
Sabato 18 Novembre 2017, 18.10.56
1
Cazzo raga troublegum l'ho letteralmente distrutto a forza di ascoltarlo , un album che ha segnato la mia giovinezza ........disco della madonna veloce,incazzato melodico.............grandissimi
INFORMAZIONI
1998
A&M Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Church of Noise
2. Tightrope Walker
3. Black Eye, Purple Sky
4. Lonely, Cryin, Only
5. Born Too Soon
6. Stay Happy
7. Safe
8. Straight Life
9. Heaven's Gate
10.Don't Expect Roses
11.Tramline
12.The Boy's Asleep
Line Up
Andy Cairns (Voce, Chitarra)
Martin McCarrick (Chitarra, Violoncello, Piano, Voci)
Michael McKeegan (Basso, Voci)
Graham Hopkins (Batteria, Voci)
 
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