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The Professionals - What in the World
19/11/2017
( 484 letture )
Siamo nel 1979 ed i Sex Pistols, uno dei gruppi più influenti della scena punk, si sciolsero dopo l'uscita di Johnny Rotten. L'eredità lasciata dal gruppo è comunque pesante ma Steve Jones e Paul Cook, rispettivamente chitarrista e batterista, non si diedero per vinti e già in quello stesso anno cominciarono a formare una nuova band, con Ray McVeigh alla seconda chitarra e Andy Allan al basso. Quest'ultimo sarà poi sostituito da Paul Myers. Nacquero così i The Professionals, band che prosegue il discorso iniziato dai Sex Pistols, proponendo al pubblico un punk rock carico di energia ed adrenalina. A causa di una disputa legale con il loro primo bassista, il loro primo album The Professionals sarà rilasciato solamente nel 1997, con lo stesso nome, ma con una scaletta rimaneggiata. Nel 1981, sempre sotto la Virgin Records esce I Didn't See It Coming e durante il tour promozionale tre membri della band furono coinvolti in un brutto incidente d'auto che fu una delle cause principali per cui il gruppo, l’anno dopo, si sciolse definitivamente.
Questo era quello che si pensava fino al 2015, quando per l'uscita della raccolta The Complete Professionals, la band si esibì dal vivo con Tom Spencer al 100 Club. Fu un successo clamoroso. Era lecito aspettarsi dunque una notizia riguardante magari un nuovo album da lì a breve e, nel marzo 2017, è arrivato l'annuncio. Così a trentacinque anni dal proprio scioglimento, la band annuncia con orgoglio What in the World presentandosi così:

Noi non stiamo tentando di rompere chissà quale barriera musicale, noi facciamo ciò che ci riesce meglio, dal cuore con energia ed integrità.

Quello abbiamo davanti si può definire una sorta di super gruppo, in quanto troviamo numerosi e famosi ospiti in ogni canzone: lo storico Steve Jones, Duff McKagan dei Guns n Roses, Marco Pirroni, Phill Collen dei Deff Deppard e Mick Jones dei The Clash, solo per citarne alcuni. Nomi importanti dunque per un album che almeno sulla carta sembra promettere faville. Vediamo in concreto se riesce a mantenerle, queste promesse.
Si parte subito carichi con Good Man Down, opener energica dove protagonista è il frontman Tom Spencer e il ritornello carico e trascinante. Caratteristica fondamentale per questo genere di musica. Si prosegue su questa linea anche con la seconda Let Go, dove il tocco di Phill Collen chitarrista solista dei Def Leppard si sente e garantisce un’impronta differente rispetto alla prima traccia. Going, Going, Gone è un commovente tributo alle figure di David Bowie e Lemmy Kilmister, scomparsi l'uno nel 2016, l'altro 2015. Un ritornello trascinante e una seconda chitarra perfettamente in parte ci permettono di ricordare alla grande queste due figure immortali che hanno dato tanto alla musica. In Extremadura sentiamo nelle back vocals, anche se dobbiamo sforzarci un pochino ed ascoltare con attenzione la voce di Victoria Liedtke che si affianca a quella del frontman Tom Spencer.
Le strutture dei brani sono semplici, veloci e non si perdono in tecnicismi inutili. La resa è perfetta e i vari musicisti ospiti contribuiscono a donare un'identità propria ad ogni canzone, sfruttando al meglio il differente bagaglio musicale in possesso di ciascuno. La band è poi riuscita a prendere le sonorità del passato e a modernizzarle grazie anche ad una produzione in grado di risaltare ogni suono, mantenendo intatte le sonorità sporche e grezze del punk rock. Le tracce base dell'album sono state registrate a Londra presso lo studio di Zak Starkeys e sono state concluse a Pershore. Il risultato è alla portata delle orecchie di tutti. Dal vivo i brani renderanno certamente di più vista la loro attitudine a coinvolgere il pubblico attraverso ritornelli trascinanti e una struttura che invoglia proprio l'ascoltatore a lasciarsi andare. Menzione speciale alla traccia conclusiva dell'album, Monkeys dedicata ai leader mondiali odierni. L'ennesima stoccata provocatoria da parte di un gruppo che ha voglia di divertirsi e far divertire ma anche di provocare in modo intelligente.

I The Professionals hanno colto l'occasione dell'anniversario del loro scioglimento per dimostrare al mondo che non sono affatto morti. What in the World è un album di punk rock fresco, grintoso che rispetta il passato contestualizzandolo al presente anche grazie alla sintonia tra i membri e ai musicisti ospiti che donano un’identità propria ad ogni brano. Musica scritta col cuore dunque, noi non possiamo fare altro che prendere, ringraziare ed ascoltare.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Shadowplay72
Martedì 28 Novembre 2017, 2.33.03
8
l'album dei varukers e' grandioso lambruscore!
Shadowplay72
Martedì 28 Novembre 2017, 2.32.17
7
album di punk rock,con il mito paul cook dei sex pistols alla batteria.e che ospiti poi per ogni canzone.mi ha ricordato un po' l'album di steve jones(altro membro dei sex pistols)fire and gasoline,e i social distortion!
Galilee
Martedì 28 Novembre 2017, 0.17.21
6
Sui Social distortion concordo.
Macca
Lunedì 27 Novembre 2017, 23.43.53
5
No dai cosa c'entrano Blink 182 e Sum 41 piuttosto qui si avverte qualcosa degli ultimi Social Distortion. Gli darò un ascolto più approfondito.
Galilee
Lunedì 27 Novembre 2017, 23.32.20
4
Lambru,il punk non è solo quello che piace a te. Questo è punkrock in piena regola con un suono identico ad altre centinaia di band anni 70. Perché dobbiamo cambiargli nome dopo 40 anni che viene definito tale? Perché a te garba di più uno stile punkhc? Tra l'altro zero commenti sotto i JT & the Heartbreakers, uno dei dischi punk più belli di sempre. Mah mah.. Si discute eh...
LAMBRUSCORE
Giovedì 23 Novembre 2017, 16.01.02
3
Punk? Ragazzi, se vi interessa è uscito da poco l'ultimo dei Varukers... se vogliamo parlare di punk..
Galilee
Domenica 19 Novembre 2017, 14.51.56
2
Gran bel disco di puro punk rock come una volta. Con gli anni ne è uscito fuori un suono molto Bakyard babies. Da prendere assutamente. Adoro queste sonorita pre Sex Pistols tpiche dei The Boys inglesi, oppure di altre band punkrock americane anni 70. Ottima recensione Nicola.
d.r.i.
Domenica 19 Novembre 2017, 14.41.27
1
Ho ascoltato per curiosità solo due pezzi e mi risulta alquanto difficile catalogarlo punk, a meno di non farlo rientrare nel rockettino dei blink182, sum41 e compagnia bella. Un buon easy listening, per i pezzi ascoltati massimo 65.
INFORMAZIONI
2017
Automaton Records
Punk
Tracklist
1. Good Man Down
2. Let Go
3. Going, Going, Gone
4. Extremadura
5. Rewind
6. Hats Off
7. New Generation
8. Take Me Now
9. Bad Baby f
10. Monkey
Line Up
Tom Spencer (Voce, Chitarra)
Paul Mayers (Basso)
Paul Cook (Batteria)

Musicisti ospiti
Steve Jones (Chitarra nelle tracce 1, 3, 8)
Duck McKagan (Voce nella traccia 6)
Billy Duffy (Chitarra nelle tracce 1, 3 9)
Marco Pirroni (Chitarra nella traccia 7)
Chriss McCormack (Chitarra nella traccia 6)
Phil Collen (Chitarra nelle tracce 2,5,10)
Terri Cook (Chitarra nella traccia 9)
Mick Jones (Chitarra nella traccia 4)
Victoria Liedtke (Voce nella traccia 4)
 
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