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Appice - Sinister
19/11/2017
( 858 letture )
Se si parla di batteristi, è fuor di dubbio che Carmine Appice possa esser ritenuto uno dei più versatili e completi della storia del rock, un'influenza fondamentale anche per molti batteristi heavy metal; è altresì pacifico che suo fratello minore Vinny, noto per aver suonato con band del calibro di Black Sabbath e Dio, pur non essendo forse un mostro di tecnica, costituisca a suo volta uno dei migliori batteristi heavy metal per potenza e precisione. Era dunque logico che un disco a firma proprio dei due Appice fosse una sorta di sogno che si avvera per molti appassionati, una collaborazione fra due dei migliori consanguinei di cui la nostra musica preferita abbia memoria.

E' pertanto con sincero, enorme rammarico che ci accingiamo a bocciare l'album in questione. Come mai, direte voi? E' presto detto: Sinister -questo il nome della prima collaborazione in decenni di carriera fra i due fratelli, almeno in studio- è costruito in tutto e per tutto come un grandioso omaggio all'heavy metal più classico, con tanto di ospiti di indubbio valore a corroborare il tutto; purtroppo, le canzoni presenti molto semplicemente non convincono, non fanno presa. Un esempio pratico di ciò che affermiamo viene già dalla title-track, posta all'inizio del disco: una semplice intro al sintetizzatore introduce un brano tipicamente heavy, con riff di chitarra sferzante, voce graffiante e, soprattutto verso la seconda parte, batterie particolarmente in evidenza; non parliamo di un brano realmente brutto, per carità, ma sostanzialmente anonimo. Ecco, anonimo è probabilmente l'aggettivo che meglio si sposa a questo lavoro: Monsters and Heroes, concepita come tributo al sempiterno Ronnie James Dio, è un po' più veloce e coinvolgente, ma anche in questo caso sembra di avere a che fare con una sorta di ABC dell'heavy metal, un compitinoo svolto tanto per fare, senza vera passione. Killing Floor, palesemente ispirata ai brani degli ultimi Dio, convince già leggermente di più grazie a discrete linee vocali, ma già Danger ci fa ripiombare dolorosamente in una situazione di anonimato, con un brano totalmente scontato nel suo andamento. Se Drum Wars, quantomeno, ci consente di ascoltare due validissimi batteristi all'opera, Riot appare finalmente come un brano valido, con tutti gli strumenti uniti nel creare un pezzo piacevole...ma il piccolo dettaglio risiede nel fatto che si tratta di una cover dei Blue Murder, band di cui Carmine era batterista; non è farina del sacco dei due fratelli, quindi! Puntualmente, infatti gli Appice non riescono a dar seguito ad un brano positivo, offrendo un altro pezzo sentito e strarisentito come Suddenly. La seconda metà del disco rialza leggermente le sorti dell'album, grazie innanzitutto a Future Past, probabilmente il pezzo migliore del lavoro: il livello è onesto anche in You Got me Running e nella funky Bros in Drums, ma con War Cry tocchiamo ancora una volta il fondo compositivo: si tratta dell'ennesimo prontuario di riff di chitarra e batteria che, probabilmente, sarebbero parsi datati già quando i Black Sabbath erano all'apice della loro carriera. A proposito di Sabbath, l'ultima traccia prima dell'outro è un medley di cover del gruppo di Aston, che si dipana fra le classiche Iron Man, War Pigs e Paranoid, riuscendo a non risultare coinvolgente in nessuno dei tre pezzi. Un record negativo difficilmente battibile, temiamo.

Dispiace davvero essere tanto intransigenti e tranchant con due musicisti che hanno fatto la storia, ma non possiamo neppure prendere in giro chi ci legge: Sinister, pur partorito in teoria come un sincero tributo alla nostra musica preferita, è un concentrato di pezzi assemblati alla meno peggio, con influenze più o meno rubacchiate qui e là e quasi nessuna traccia di vera, tangibile personalità. A dirla tutta, a parte qualche sporadico passaggio, non è dato rinvenire neppure reali pezzi di bravura da parte dei due fratelli; in parole povere abbiamo a che fare con un brutto passaggio a vuoto che naturalmente non cancella quanto di grandioso fatto dagli Appice in passato, ma che quantomeno fa sorgere qualche dubbio sulle loro effettive capacità compositive.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
62.5 su 2 voti [ VOTA]
Joey
Lunedì 23 Aprile 2018, 23.47.12
3
Poca roba in effetti...son rimasto affascinato dai nomi dei partecipanti, oltre che dai protagonisti, ma è stato deludente.
Barry
Domenica 19 Novembre 2017, 19.19.11
2
Porca miseria che svista, grazie
mpS
Domenica 19 Novembre 2017, 19.08.45
1
concordo pienamente con la recensione. purtroppo ... unica nota, la bellissima canzone Riot (nella versione originale ovviamente) e' la cover del disco di debutto degli imperdibili BLUE MURDER di cui Carmine Appice era il grande batterista!
INFORMAZIONI
2017
SPV/Steamhammer
Heavy
Tracklist
1. Sinister
2. Monsters And Heroes
3. Killing Floor
4. Danger
5. Drum Wars
6. Riot
7. Suddenly
8. In The Night
9. Future Past
10. You Got Me Running
11. Bros In Drums
12. War Cry
13. Sabbath Mash
14. Outro
Line Up
Carmine Appice (Voce, Batteria)
Vinny Appice (Batteria)

Musicisti Ospiti
Jim Crean (Voce)
Paul Shortino (Voce)
Robin McAuley (Voce)
Chas West (Voce)
Scotty Bruce (Voce)
Craig Goldy (Chitarra)
Bumblefoot (Chitarra)
Joel Hoekstra (Chitarra)
Mike Sweda (Chitarra)
Erik Turner (Chitarra)
David Michael Phillips (Chitarra)
Tony Franklin (Basso)
Phil Soussan (Basso)
Johnny Rod (Basso)
Jorgen Carlson (Basso)
 
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