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Cortex Complex - Memoirs of an Apocalypse
21/11/2017
( 666 letture )
Vengono da Cipro (a detta loro, in realtà, dall’anno 2177) i Cortex Complex, originariamente composti dai soli musicisti Panayiotis Chrysostomides e Andreas Tapaa, ma ora comprendenti anche due voci: una femminile e una maschile. Dopo un primo album totalmente strumentale, l’interessante The Great Final Awakening datato 2015, gli isolani pubblicano in questo fine 2017 Memoirs of an Apocalypse, un notevole passo in avanti nel loro percorso artistico di stampo progressive metal. Sotto la guida del mastermind Chrysostomides alias Orville, che scrive tutte le musiche, quasi tutti i testi (con qualche contributo del cantante Mike Angastiniotis) e cura la produzione, i nostri, tutti sotto un nome in codice, si impegnano ad evocare un immaginario futuristico, regalando nelle otto tracce del disco in questione diversi momenti di assoluta bellezza.

Le prime due tracce sono anche i primi due singoli dell’album, quasi adibiti a presentare le due nuove voci del gruppo: Return è infatti cantata da Astrid, la parte femminile dei CC, mentre Flaming Earth introduce il timbro di Bishop, una sorta di Steven Wilson cipriota. Si evidenzia subito un’altra novità (o meglio, un’evoluzione) rispetto alla precedente produzione, ossia la presenza massiccia dell’elettronica, che spesso diventa totalmente padrona dei brani del full length. Return assesta subito il prodotto su un buon livello di qualità, dimostrando anche consapevolezza e una certa dose di maturità nella band stessa, che sa come mischiare il genere di musica che vuole suonare a ciò che vuole trasmettere all’ascoltatore con la propria arte. Flaming Earth non sposta di molto le coordinate del primo pezzo, anche se è impossibile non citarne il ritornello dal momento che l’urlo di Angastiniotis sembra mescolare i timbri dei due Mastodon Troy Sanders e Brann Dailor. Degno di nota anche il breve assolo di chitarra, al quale poteva anche essere concesso più spazio visto che Orville ci sa fare. Wilbur, alle pelli, è bravissimo a sostenere le composizioni del leader del gruppo, donando loro anche quel guizzo in più. Progeny ampia gli orizzonti dell’opera partendo con forti influenze jazz, condotte alla grande da un basso impeccabile. Si fa sempre più chiaro, tra le tante ispirazioni, il debito ai Dream Theater, qui anche citati esplicitamente in uno squisito break strumentale. Chiude il lato A Lament of the New World, una delle tracce meno esaltanti di questo Memoirs of an Apocalypse: costruita principalmente sopra al canto, che rappresenta la parte più debole del disco, non aggiunge nulla alla proposta del quartetto, se non un inaspettato tocco orchestrale e l’inedito spazio al pianoforte.

Il lato B parte a mille con la strumentale Neocortex, titolo forse ironico per il brano che costituisce l’episodio più riconducibile al precedente album dei Cortex. Elementi funk si sposano perfettamente ad una batteria scatenata, mentre la chitarra è lasciata in secondo piano per rendere l’assolo più esplosivo. Un pezzo godibile, come la successiva Vestigial Heart, trainata dalla sei corde di Chrysostomides, che con alcuni arpeggi stupendi sostiene il canto sognante di Astrid e permette all’ascoltatore più bacchettone di perdonare qualche passaggio un po’ forzato. Segue poi il pezzo più bello di tutto il disco, Crimson Flames, dove i nostri danno veramente il meglio di loro, prendendosi tutto il tempo necessario – sei minuti e mezzo – per costruire un brano quasi epico nella sua essenzialità, sinfonico ma senza rinnegare l’anima progressive; un piccolo gioiello. Code Red purtroppo non chiude il sipario col botto, ma fattori come il dominio della componente metal, un interludio azzeccatissimo ed assoli in sweep-picking lasciano comunque più che soddisfatti.

Purtroppo quello del prog è un mondo spietato e la produzione non perfetta, per via di alcune imprecisioni o mancanze, danneggia lievemente le tracce proposte dal gruppo. Ma le idee in questi 35 minuti ci sono e sono ben sfruttate; il riffing è molto efficace e il quartetto dà tutto quello che ha dentro, dimostrando passione e dedizione, oltre che talento. Memoirs of an Apocalypse non rimarrà nella storia, ma è un lavoro molto valido, che lascerà sicuramente un bel ricordo a chi lo ascolterà, una bella insegna a nome Cortex Complex.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
86 su 2 voti [ VOTA]
Me stesso
Giovedì 23 Novembre 2017, 17.20.39
1
Ogni tanto qualche gruppo osa a proporre qualcosa di nuovo, forse in questo caso non perfettamente riuscito ma indubbiamente interessante
INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Prog Metal
Tracklist
1. Return
2. Flaming Earth
3. Progeny
4. Lament of the New World
5. Neocortex
6. Vestigial Heart
7. Crimson Flames
8. Code Red
Line Up
Bishop (Voce)
Astrid (Voce)
Orville (Chitarra, Basso)
Wilbur (Batteria)
 
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